Inviato da stefanogrini il 29 gennaio 2008 - 17:53
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Nello statuto del comune di Rovereto c'è un bellissimo strumento di democrazia diretta a disposizione dei cittadini: il referendum.
E' possibile usarlo dal 1998 e finora, in 10 anni, è stato utilizzato una sola volta, nel 2005.
Era il referendum sull'utilizzo dell'area ex-alpi, che fu invalidato perchè non superò il quorum del 50%.
Tutti sappiamo che il quorum è quella percentuale minima di votanti che devono recarsi alle urne, pena l'invalidamento della consultazione.
Il quorum non è mai presente quando il referendum è introdotto dai cittadini, negli USA, in Svizzera, in Baviera. Invece è sempre presente quando sono i politici a introdurlo.
Apparentemente la motivazione del quorum sembra nobile: stimolare una grande partecipazione dei cittadini.
Anch'io una volta credevo questo e lo ritenevo giusto.
Ma poi ho approfondito l'argomento ed ho scoperto che in realtà la presenza del quorum diminuisce la partecipazione. Sembra un paradosso, ma è così.
Il motivo è semplice. Chi si oppone al referendum, il fronte del No, ha scoperto che vince molto più facilmente boicottando il referendum, ossia invitando al NON VOTO, che combattendo con le sue ragioni.
Con il boicottaggio somma il NO agli astenuti (che in tutti i referendum del mondo sono molti, anche il 50%). E questo fa vincere il NO scorrettamente perchè somma il NO a chi si astiene per mille ragioni.
Chi fa boicottaggio ha interesse che ci sia il più alto numero di astenuti e quindi invita esplicitamente al NON VOTO, non fa campagna elettorale, non affigge manifesti, non partecipata alle serate pubbliche, non scrive ai giornali, non si fa intervistare sull'argomento. Fa tutto il possibile perchè non si parli del referendum. Meno se ne parla e meno cittadini andranno a votare.
Nel 2005 Valduga invitò al NON VOTO nel primo referendum comunale di Rovereto. Nel 2007 il partito di Dellai, invitò al NON VOTO nel primo referendum provinciale.
Ripeto: negli unici referendum locali svolti qui finora, Valduga e Dellai, che erano per il NO, fecereo boicottaggio.
La morale è questa: chi comanda ed ha potere economico e mediatico utilizza il quorum come tecnica per far vincere il NO.
Chi propone il referendum, invece, ossia i cittadini, non ha soldi e potere per contrastare questo muro impossibile da valicare.
Per far funzionare l'unico strumento che dà un minimo di potere ai cittadini, il referendum, e per aumentare l'affluenza al voto, occorre che il NO se vuole vincere, faccia campagna elettorale, come il SI'. Per ottenere una competizione giusta, occorre togliere il quorum. Come in Svizzera e negli USA. Bisogna togliere il quorum.
Se non siamo noi cittadini a chiedere questo, il quorum rimarrà a disposizione dei partiti per annullare qualsiasi referendum futuro.
Per questo vi chiedo di votare per togliere il quorum!
Paolo Michelotto