Appello per la Democrazia

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Da sempre noi auspichiamo la trasformazione in senso democratico diretto delle nostre istituzioni. Noi praticamente abbiamo un unico fine: ridare ai cittadini la piena sovranità che in democrazia dovrebbe essere loro. Il nostro ordinamento, purtroppo, disegna da sempre una sovranità limitata. Assegnando potere reale solo ai rappresentanti eletti e limitando gravemente le possibilità di esercizio efficace, perché diretto, della democrazia. Queste falle della nostra costituzione prima, e delle leggi applicative dopo, hanno permesso un lento e costante deterioramento della qualità della nostra democrazia. E rendono difficile la difesa efficace della democrazia che solo può essere realizzata dall'insieme dei cittadini e non certo dalle lobby e dai centri che tendono ad accumulare potere. Questo deterioramento ha subito una accelerazione sotto le bordate del berlusconismo. E sta raggiungendo limiti non più sopportabili con la strategia della progressiva eliminazione dello stesso principio, fondamentale, della suddivisione dei poteri (legislativo, esecutivo,giudiziario) oggi sempre più avocati al solo esecutivo. Il parlamento è diventato praticamente il segretario che verbalizza l'attività legislativa per decreto del governo. I parlamentari sono scelti dai capi dei partiti che sono anche i membri del governo. Il potere giudiziario viene sempre più limitato ed è già stato leso gravemente con la creazione di cittadini al di là della legge. Le soglie di sbarramento limitano la possibilità dello sviluppo di forze politiche nuove. La libertà di espressione è ridotta a un simulacro. Buon ultimo sta arrivando anche il potere di limitare una delle ultime possibilità di comunicazione libera con il potere di chiudere interi social network a discrezione del Ministero degli Interni (cioè del governo) su semplice segnalazione di ipotesi di reato. Con buona pace del principio della responsabilità personale e del principio di innocenza fino a giudizio definitivo. In compenso in parlamento siedono condannati in via definita, la corruzione si diffonde e le possibilità di rilevarla anche con le intercettazioni, è stata ridotta. L'elenco è ormai troppo lungo, anche per una sintesi parziale. Opporsi a questa deriva è possibile. A condizione che si abbia chiaro che la soluzione sta nella affermazione di una democrazia diretta e partecipata, che rimetta il controllo ultimo della vita pubblica nelle mani di tutti i membri della comunità, e nella consapevolezza che nessuna forza da sola potrà avere successo. Gli appelli all'unità sono quotidiani. Ma pochi partono realmente dal basso, e pochi o nessuno sono realmente aperti alla partecipazione e al contributo di tutti e non un altro modo di mettere il cappello al movimento democratico così riproponendo di fatto antichi errori. Questo appello, invece, va nella giusta direzione ed è un genuino e sincero tentativo, nato dal basso, di rispondere alle esigenze di cui sopra. Per questo lo pubblichiamo e speriamo possa avere successo.
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