di Paolo Michelotto
certo che ce l’abbiamo, tutti i cittadini italiani ce l’hanno dalla nascita questo permesso. Ma questa è la domanda che ci hanno fatto oggi i vigili.
I fatti:
nel tardo pomeriggio passa la vigilessa della foto e mi dice:

“avete il permesso per raccogliere firme?”
Le rispondo di no, che in Italia da quando c’è la democrazia non occorre avere permessi per la raccolta firme.
Allora prosegue chiedendo:
“Avete il permesso per l’occupazione di suolo pubblico?”
Le rispondo di no e allora le dico che non c’è occupazione di suolo pubblico e nel contempo indosso i cartelloni, che avevo appena appoggiato a terra. Essendo indossati, non c’è evidentemente occupazione di suolo pubblico.
Mi dice:
“mi prende in giro?”
Le rispondo di no, che l’occupazione di suolo pubblico non c’è perchè i cartelli li indosso e che per raccogliere firme non c’è necessità di permesso.
Mi dice:
“allora chiamo la centrale”
Le rispondo: “Faccia pure.”
Tutto tranquillo per 20 minuti, poi arriva una macchina dei vigili urbani con ben 3-4 persone a bordo. Ci oltrepassa, guarda con attenzione la scena (tutta perfettamente lecita di noi che raccogliamo firme con i cartelli indossati) e poi parcheggia in una via laterale.

Poi vengono verso di noi e ci chiedono se abbiamo il permesso per la raccolta di firme. Ribadiamo che in Italia dalla caduta del fascismo, non c’è necessità di permesso per raccogliere firme.
Allora ci chiedono documenti per identificarci e fare rapporto.
Glieli diamo. Intanto faccio delle foto. Il vigile alto con i due gradi rossi sul braccio, tenta di prendermi il cellulare con cui faccio le foto. Mi oppongo indietreggiando e senza toccarlo.
Poi faccio un altro po’ di foto. Loro impiegano qualche decina di minuti per fare il verbale. Quando tornano gli chiedo se mi danno il loro nome e loro dicono che lo riceveremo con il verbale. E quindi si oppongono a farsi identificare da noi.

Noi proseguiamo nella raccolta firme. Come si vede dalle foto, i cartelloni li avevamo indosso. Li avevamo appoggiati 5 minuti tra uno spettacolo e l’altro che c’era nella piazzetta e che tutti i presenti, centinai di persone, possono confermare. E poi li abbiamo sempre avuti indosso.
Tentativo evidente e oltraggioso di intimidazione nei nostri confronti.
Eravamo in 5 persone, di cui una era Andrea Benoni consigliere di FI e capogruppo in consiglio comunale, anche a lui nonostante si fosse identificato, hanno chiesto il documento. E 4 di noi, tra cui 2 autenticatori autorizzati dal presidente della Provincia Lorenzo Dellai, che raccoglievamo le firme. C’erano centinaia di testimoni perchè la piazzetta era affollata.
Intanto nonostante l’intoppo, abbiamo raccolto altre
42 firme per un totale finora di 569. E proseguiamo con maggiore entusiasmo e energia!
Se vuoi vedere le sei foto che illustrano l'episodio, vai su:
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(Margaret Mead, antropologa statunitense)