23. Una Teoria della DD - La famiglia

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pietromuni
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23. Una Teoria della DD - La famiglia

La famiglia
Si dice che oggi la f. è in crisi, ed è vero. Essa è in crisi non solo per ragioni psicologiche, che sono interne alle singole persone, ma anche per motivi economici e sociali. Una delle principali cause di crisi è che, “Dal punto di vista dell’analisi economica, i figli sono un bene di consumo di lusso il cui prezzo è in rapida crescita” (THUROW 1997: 35) e non vengono percepiti dai genitori come un vantaggio, ma come un onere. Psicologicamente questo può agire da deterrente per la funzione riproduttiva della coppia, specie in un periodo dominato da un elevato standard di esigenze e, al tempo stesso, dalla precarizzazione del lavoro e l’insicurezza del mercato, tutti fattori che fiaccano la volontà di affrontare gli impegni e la fiducia nel futuro della coppia e ne indebolisce le capacità di assumersi le più elementari responsabilità e di svolgere le sue naturali funzioni. Ora, se si tien conto che, insieme alla scuola, la famiglia è il principale veicolo formativo dell’individuo, se ne deve trarre la conclusione che, se essa è in crisi, entra in sofferenza l’intero sistema sociale. Da ciò consegue l’enorme importanza che uno Stato deve attribuire alla politica per la f. Nello specifico, lo Stato può agire in più direzioni: può decidere di sostenere la f. nei suoi difficili e delicati compiti, oppure disinteressarsene; può lasciarle il monopolio dell’educazione dei figli, oppure può approntare dei validi servizi sostitutivi, ai quali ricorrere nel caso in cui la f. mostrasse evidenti carenze e disfunzioni; può considerarla l’unico e immutabile strumento di educazione dei cittadini, oppure può prevedere un suo superamento. Alla fine, uno Stato dovrà essere valutato anche da come si rapporta con la f.

La famiglia DD
In un sistema DD, si ritiene che la famiglia sia al servizio dell’individuo, e non viceversa, e che, con la famiglia, la natura non abbia inteso selezionare un essere collettivo allo scopo di superare l’essere individuale, ma, più semplicemente, abbia voluto tutelare meglio l’individuo, offrendogli un efficace strumento per la sua sopravvivenza. Riconoscendo alla f. la preziosa e irrinunciabile funzione di contribuire a formare cittadini liberi e responsabili, la DD attua una politica di sostegno per le coppie in procinto di sposarsi e per i genitori, che comprende servizi, corsi formativi e assistenza psicologica. La DD è convinta, infatti, che “far venire al mondo un bambino senza avere ragionevoli prospettive di potere non solo procurargli alimento per il corpo, ma istruzione e esercizio per la mente, è un crimine morale, sia contro la sfortunata prole che contro la società” (MILL 1997b: 121).
Tuttavia, la DD non può non prendere atto che non sempre la famiglia costituisce un organo positivo per la salute fisica e psichica dei propri membri, ma che talvolta è causa di problemi insuperabili. Le cause possono essere molteplici: una scarsa compatibilità fra i partner della coppia, o fra genitori e figli, crisi finanziarie, malattie, infortuni, disturbi psicologici o psicotici, situazioni troppo difficili da affrontare. Tutto ciò può arrecare danni irreparabili per gli individui, particolarmente per i membri più deboli e vulnerabili, donne, vecchi e bambini. Volendo evitare che la f. diventi per qualcuno un luogo di sofferenza e un ostacolo per la crescita o per il proprio progetto di vita, lo Stato DD predispone efficienti servizi di supporto per i soggetti interessati e, limitatamente ai casi in cui non si intravedono soluzioni, di surrogazione della famiglia stessa. Insomma, la f. è uno strumento e, quando lo strumento non funzioni e appaia impossibile ripararlo, non si deve esitare a cambiarlo.

La famiglia DR
La DR tende a vedere nella famiglia un fine, un valore assoluto, irrinunciabile ed eterno. Secondo Friedman, per esempio (ma si potrebbe citare un’infinità di altri autori), la famiglia “è stata sempre e resta oggi l’unità costruttiva della nostra società” (1981: 36). Non si tiene conto che talvolta la famiglia è solo uno spettro e non svolge più alcuna funzione utile né per i suoi membri, né per la società e nemmeno per se stessa come istituzione. Per la DR, anche se la f. è in crisi, anche se non funziona, anche se fa danni, essa va comunque preservata e non se ne devono prevedere e predisporre servizi sostitutivi. Da parte sua, la f. ricambia questa speciale venerazione di cui è fatta oggetto, contribuendo a suscitare lo spirito di subordinazione dell’individuo nei confronti dello Stato, e questo calza a pennello nei regimi a scarsa propensione democratica.
La f. DR favorisce l’iniqua distribuzione dei beni e la concentrazione della ricchezza e, di conseguenza, costituisce un ostacolo al diritto alle pari opportunità fra le persone e si oppone ad un’adeguata valorizzazione dei talenti individuali e ad un efficiente utilizzo del capitale umano, talché un membro scarsamente dotato di una famiglia altolocata può ricoprire posti di responsabilità pubblica e creare danni, mentre ad un giovane talentuoso di famiglia povera viene negato il pieno diritto di esprimere e mettere a frutto le sue potenzialità. Il fatto è che la f. distribuisce i beni con logica affettiva e non di merito, dà a chi è imparentato e non a chi merita. Oltre a rappresentare una palese causa di ingiustizie sociali, l’accumulo di patrimoni familiari, generalmente, non rende felici i membri della f. facoltose. Infatti, come osserva Chiara Saraceno, “È proverbiale nella nostra comunità che praticamente tutte le famiglie siano in lite per questioni di eredità” (1975: 116). La realtà è che l’uomo è felice quando sa di meritare quello che ha e quando sa di vivere in una società giusta. Ebbene, la famiglia procede in direzione contraria: non riconosce il merito e favorisce l’ingiustizia.

Didì