41. Una Teoria della DD - Il mio modello DD

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pietromuni
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41. Una Teoria della DD - Il mio modello DD

Il mio modello DD
Nella sua forma più matura, il modello politico DD si dovrebbe comporre di uno Stato-mondo regolato da una Costituzione e articolato in tre sub-unità statali amministrative: Stato-locale, Regione e Comune (indicativamente, si potrebbe sorteggiare un Comune ogni cento e farne un centro regionale, una Regione ogni cento e farne un centro statale e uno Stato-locale su tutti e istituirvi il governo mondiale).
La vocazione cosmopolita della DD poggia su tre sostanziali ragioni. La prima ragione è di tipo cultural-ideologico: la DD è un modello politico con una tale presunzione di superiorità rispetto a qualunque altro modello da risultare inimmaginabile, una volta che essa sia stata concretamente realizzata in un qualsiasi angolo del mondo, la sua non affermazione a livello planetario. In altri termini, la DD tende naturalmente all’universalità, anzi giunge a pieno compimento solo se si afferma a livello mondiale. La seconda ragione è di natura tecnica: gli obiettivi del disarmo e della pace nel mondo, che sono parte essenziale della DD, possono essere concretamente realizzati solo se tutti i paesi adottano la stessa linea politica. La terza ragione, che è di tipo economico-ambientale, tiene conto del fatto che la DD è la forma di governo maggiormente compatibile con l’attuale domanda di globalizzazione e con le sfide relative al commercio e al turismo internazionali, all’inquinamento dell’atmosfera, delle acque e del suolo, all’effetto serra, al buco dell’ozono, all’espansione demografica, all’esauribilità delle risorse, allo sviluppo sostenibile, che sono problematiche comuni a tutti gli uomini della terra.
Le principali istituzioni politiche dello Stato-locale sono quelle previste dalla Costituzione, che sono cinque: tre di natura tecnica, una politica e una costituzionale. Le tre istituzioni di natura tecnica sono, le ricordo: la Commissione per le Risorse e la Demografia (CRD), la Commissione per le Attività Produttive e i Servizi (CAPS) e le Organizzazioni di Categoria (OC). La principale istituzione politica è la Commissione per le Relazioni Politiche ed Etiche (CRPE), che si materializza in una «Rete di Nodi», a partire dal NC e fino al «Nodo Mondiale», passando per i «Nodi Regionali» e per i «Nodi Statali». Completa il quadro la Corte Costituzionale (CC), che è un organo collegiale formato da un esiguo numero di membri (personalmente, proporrei un numero dispari, per esempio undici).
La Commissione per le Risorse e la Demografia (CRD), valuta la disponibilità delle risorse del territorio, controlla l’indice di natalità e l’andamento demografico, calcola l’ammontare del Reddito minimo garantito (RMG) e della retribuzione relativa al primo livello lavorativo, provvede a formare cittadini democratici e figure genitoriali responsabili, organizza servizi in grado di sostituire validamente la famiglia in tutti i casi in cui qualche soggetto corra il rischio di subire danni irreparabili, elabora piani di crescita economica e produttiva del paese.
La Commissione per le Attività Produttive e i Servizi (CAPS) presiede e coordina le Organizzazioni di Categoria, ordina le attività lavorative secondo il loro grado di complessità, valutando «uno» il lavoro più semplice e aumentando l’unità di decimali via via che il lavoro richiede maggiori capacità e impegno, provvede a rendere esecutive le norme di legge.
Le Organizzazioni di Categoria (OC) predispongono gli iter formativi dei propri membri, organizzano le diverse attività lavorative, stabiliscono un metodo di valutazione delle competenze professionali, oltre che della quantità e della qualità della resa individuale, in modo tale da poter collocare ciascun lavoratore in una particolare fascia di merito. Inoltre, redige un Albo dei lavoratori, ordinato secondo le abilità specifiche di ciascuno e provvede affinché i migliori di ogni Albo vengano automaticamente inseriti nelle liste di rappresentanza, previo accertamento della loro disponibilità ad essere eletti o sorteggiati per ricoprire cariche pubbliche.
La Commissione per le Relazioni Politiche ed Etiche (CRPE) è una sorta di Parlamento formato da un centinaio di membri (dieci per ogni Regione). Le sue funzioni consistono nell’attività legislativa avente carattere di urgenza o di eccezionalità, nell’esprimere pareri non vincolanti su questioni di ordine etico, nel sovrintendere ai rapporti fra cittadini e istituzioni.
La Corte Costituzionale (CC) è composta da un collegio di probiviri, che svolgono la funzione di guardiani della Costituzione e la esercitano attraverso un diritto di veto sulle singole norme di legge.

Didì