42. Una Teoria della DD - Il Comune DD e il Negozio Civico

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pietromuni
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42. Una Teoria della DD - Il Comune DD e il Negozio Civico

Il Comune DD e il Negozio Civico
L’unità politica di base dello Stato-mondo è il Comune (o Municipio o Distretto), ossia una comunità da 5 a 15 mila abitanti, che ruota intorno al Negozio Civico (NC). Che cos’è il NC? In un interessante libro, Putnam (2004) spiega il ruolo decisivo che le reti sociali di qualsiasi tipo (lavorativo, politico, religioso, sindacale, solidale, ludico) svolgono nell’aiutare le persone a stare meglio e a renderle più forti nei confronti di eventi avversi o malattie e più partecipi e responsabili in tutte le questioni di interesse generale. Secondo Putnam, queste reti sociali, che lui chiama «capitale sociale», hanno ricadute positive non solo sulla democrazia ma anche sulla produttività lavorativa e il benessere delle persone. Non ci vuole molto acume per capire che Putnam ha ragione. L’unica critica che gli si può muovere è quella di avere impiegato quasi 500 pagine di testo per scoprire l’acqua calda. Che la vita comunitaria sia di grande aiuto a tutti i livelli e determinante per la democrazia lo sapevamo già o potevamo intuirlo anche senza leggere il libro di Putnam, che però ha il merito di avercelo ricordato e di averci fornito un’autorevole conferma. Da Aristotele a Internet è noto che la vita comunitaria è la base della politica e il capitale sociale è essenziale in qualsiasi sistema democratico (CAMPUS, GERSTLÉ 2007: 75). Ebbene, secondo me, il capitale sociale può esprimersi in modo ottimale nelle comunità municipali di piccole-medie dimensioni e nel rispettivo NC.
“Non c’è democrazia senza il libero confronto delle idee, senza che sia assicurata a tutti pari dignità nel far valere e conoscere le proprie opinioni” (CIAMPI 2005: 165). Bene, questo libero confronto di idee si svolge nel modo migliore proprio nel NC, che è l’autentico centro nevralgico, il vero cuore pulsante e il simbolo della comunità municipale. Che cos’è dunque il NC? Il NC è una sorta di moderna agorà, ossia il luogo dove i cittadini possono liberamente incontrarsi, leggere, informarsi, conversare, organizzare convegni, andare a scuola, vedere un film, praticare sport, fare feste, celebrare riti religiosi, sposarsi, votare e avviare tante altre iniziative di interesse collettivo. È qui che si forma il cittadino democratico, che pensa, studia, si informa, propone, si confronta, discute, pianifica, progetta, lavora, ama, si sposa e soprattutto partecipa all’amministrazione locale e alla politica dello Stato-mondo.
Il NC è la sede municipale preposta ad accogliere i Gruppi di Discussione Locali (GDL), che sono aperti a tutti i cittadini locali e operano nella Rete in collegamento con tutti gli altri NC. Ogni gruppo è regolato da norme precise, che sono stabilite democraticamente e garantite da un «responsabile» di gruppo. I temi dibattuti da ogni gruppo vengono riportati in un apposito indice tematico, per favorire l’accesso a chiunque, attraverso una semplice ricerca per parole chiave. A tutti viene data facoltà di partecipare liberamente alle discussioni che lo interessano, anche al di fuori del proprio gruppo, nel rispetto del principio che le questioni, sia locali che generali, devono essere affrontate da tutti coloro che sono interessati. In caso di mancato accordo, si mettono ai voti le diverse proposte sul campo: vince la proposta che, entro un limite di tempo prestabilito, abbia ottenuto più voti, indipendentemente dal numero dei votanti.
Questa fondamentale istituzione democratica, che è il NC, mi offre l’occasione per rispondere ad un’aspra critica che Giovanni Sartori ha mosso alla democrazia referendaria e/o elettronica. Secondo l’illustre politologo, non si può parlare di «direttismo» quando i cittadini sono chiamati ad esprimere un voto, sia pure per via telematica, perché la vera DD deve poter contare su una partecipazione libera e personale. “La democrazia diretta come tale si fonda su interazioni «faccia a faccia» tra presenti, tra persone che si influenzano l’una con l’altra e che cambiano opinione ascoltandosi” (2008: 23). Il senso della critica è che, nell’esercizio del voto, questo scambio di opinione fra i cittadini manca e, se manca, non può esserci DD. Fin qui non ho motivo di dissentire. Dissento invece quando lo studioso lascia intendere che questo scambio diretto fra i cittadini non è possibile in grandi Stati. La mia risposta a Sartori è proprio il Negozio Civico. I grandi Stati sono fatti di piccole comunità, che, in quanto luoghi preposti alla discussione, costituiscono l’anima di un sistema democratico. Non è necessario per la democrazia che ciascun cittadino di uno Stato comunichi fisicamente con ciascun altro, ma è fondamentale che ciascun cittadino faccia la sua parte nel proprio NC.
L’urbanistica municipale dev’essere tale da consentire a tutti i cittadini di raggiungere a piedi i principali servizi e soprattutto il NC, il quale perciò si colloca al centro del nucleo abitativo. Per come lo immagino io, il NC è un’area urbana a traffico limitato (ZTL), in cui è consentita la circolazione solo a pedoni, ciclisti e veicoli speciali con motore elettrico, mentre l’uso di altri mezzi a motore è limitato a casi eccezionali. Dal NC si diramano otto principali vie, che ospitano i negozi e dividono il comune in otto settori, o circoscrizioni, o quartieri.
Nel Comune non ci sono eserciti, né armi di distruzione di massa, né enti assistenziali o previdenziali, né sindacati, né partiti politici, né agenzie delle entrate, né ingombranti apparati burocratici, e ciò, oltre a semplificare la vita ai cittadini, comporta un considerevole contenimento della spesa pubblica. Inoltre, l’uso esclusivo del denaro elettronico rende praticamente impossibile l’evasione fiscale ed educa la gente all’onestà. Tutti pagano e pagano meno. Non solo: grazie al controllo elettronico delle transazioni economiche, molte attività illecite sono rese praticamente impossibili e gli atti criminosi diminuiscono insieme alle attività giudiziarie e, poiché è più facile individuare i responsabili di reati di natura economica, i processi si svolgono in tempi molto rapidi. Il denaro così risparmiato viene investito nell’educazione del cittadino, nella ricerca e nei servizi relativi alla sicurezza della persona, alla tutela dell’ambiente, all’urbanistica, al trasporto, all’informazione, alla scuola, alla salute, al controllo quantitativo e qualitativo delle merci, al sistema delle assicurazioni e a tutto ciò che serve per garantire l’ordine pubblico e il rispetto dei princìpi della Costituzione.

Didì