riporto qui di seguito il comma 2 dell'articolo 8 dello statuto per un breve commento alla luce della discussione con Paolo Bertolotti di movimento partecipazione:
2 Diritto alla Delega passiva e attiva
Ogni Membro in ogni momento ha il diritto di:
a - dare in delega, in parte o in toto, i propri poteri e risorse ad altro Membro, il quale assumerà la qualifica di Delegato;
b - ricevere in delega, in parte o in toto, i poteri e le risorse di uno o più altri Membri, i quali assumono la definizione di Deleganti;
c - revocare o modificare la propria delega.
premessa.
parlavo un mese fà con bertolotto, uno dei "padri" e principlai attivisti (non voglio dire leader) del Movimento partecipazione; e mi spiegava i punti di "divergenza" con il Movimento DD.
A parte le disanime sui principi , su coerenza e compromessi dettati da motivi pratici... mi spiegò che secondo lui il Movimento DD ha una visione troppo semplicistica in cui si divide "ottimisticamente" in due polarità la struttura sociale: il delegato e i cittadini, senza considerare quel che puo intercorrere fra queste due entità.
per comprendere la complessità di questi rapporti mi ha citato l'articolo 3 della costituzione (http://www.senato.it/istituzione/costituzione/item9835.htm) dove in sintesi si afferma l'uguaglianza di tutti i cittadini, punto che si contraddice nella realtà dall'articolo 18 che sancisce il diritto a gruppi sociali di organizzarsi per promuovere i propi interessi, come avviene oggi con le "nuove corporazioni", i vari sindacati di lavoratori, le categorie, le diverse fascie di reddito, insomma nei fatti siamo ancora divisi in gruppi sociali di diversi interessi. (come le corporazione del medioevo, Es- la corporazione dei muratori, dei fornai, dei mercatanti etc. --> http://it.wikipedia.org/wiki/Corporazioni_delle_arti_e_mestieri )
Perciò bertolotto mi ha detto che il Movimento partecipazione contempla nelle sue meccaniche di gestione del potere la suddivisione dei diversi gruppi sociali, mentre a suo avviso il Movimento DD no.
ma al punto b) del nostro articolo 8 comma 2 :
b - ricevere in delega, in parte o in toto, i poteri e le risorse di uno o più altri Membri, i quali assumono la definizione di Deleganti;
non pensiamo che questo artciolo produrrà naturalmente il fenomeno della suddivisione in "corporazioni" di interessi ?
probabilmente gruppi omogenei saranno tentati di cedere in delega il propio potere a un loro rapresentante di categoria, ed ecco ricomposto il disegno con Movimento Partecipazione.
Quindi è bene che Mov. part. sappia che su questo punto convergiamo molto piu di quello che si possa pensare!
Ps : tra l'altro io come Bertolotti, auspico per il futuro una fusione fra Mov DD e mov part. !


Riporto questa risposta che ho dato su un forum del meetup che trovo interessante oltre che a livello storico culturale, sulle radici Socialiste e Anarchico liberiste della Democrazia Diretta, evidenzia anche quanto l'idea di Michail Bakunin e Kroptokin riguardo il "federalismo comunista" sia la stessa traccia socialisto-corporativa di cui discutevamo in questo thread!
Per capire Comunismo e Fascismo, prima di tutto bisogna capire il Socialismo che ne è. paradossalmente la radice comune.
Difficile immaginare oggi che anche il Fascismo sia in qualche modo figlio del Socialismo per quanto poi se ne sia mostrato così antitetico. eppure cosi è stato. un pò come in un freudianao dramma dell'uccione del padre primordiale...
Il Socialismo è una corrente di pensiero che nasce a metà '800 come risposta al'avanzare in ogni settore del Liberalismo classico, sopratutto nei postulati del liberismo in Economia.
Da Wikipedia:
"Il socialismo si oppone inizialmente al liberalismo classico, che postula il liberismo in economia, chiedendo invece la nazionalizzazione o la socializzazione di tutte o parte delle attività economiche e dei mezzi di produzione. Contesta l'idea delle neutralità delle istituzioni statali rispetto alla lotta di classe e si batte per un mutamento del ruolo dello Stato o, addirittura, nella versione avanzata da Karl Marx e ripresa dall'anarchismo, per la sua eliminazione."
Si oppone al Liberalismo in quanto foriero di quella deregulatuion che permette al capitalsimo di spadroneggiare e accentraare sempre più potere partendo dal monopolio del capitale.
L'accentramento di potere è un processo secoale che aveva visto nella rivoluzione francese una delle migliori tappe per la sua relizzazione, essenzialmente la rivoluzione francese dietro la cortina fumogena della propaganda e della storia scritta "dai vincitori" era servita per :
1- imporre le banche centrali in Europa
2- smantellare le corporazioni
La risposta del Socialismo nei primi decenni successivi alla rivoluzione francese deve essere stato qualcosa che ha seriamente messo il bastone fra le ruote al proseguo dell'accentramento, per cui , vedremo sarà combattuto e ostacolato piu di ogni altro movimento..
Il Comunismo fu quasi un sinonimo di Socialismo, che nelle parole di Marx veniva usato indifferentemente per esprimere lo stesso concetto. Bastarono pochi anni perchè nel 1917 con la rivoluzione bolscevica (si sospetta organizzata da ambienti massonici) Lenin apre il viatico per la decadenza dell'idea comunista originale convincendo i Socialisti Marxisti a una "temporanea" fase di oligarchia di intellettuali che avrebbero dovuto portare la società al socialismo, invece la direzione fu diametralmente opposta quando a Lenin subentro Stalin che trasformò il Comunismo in una dittatura assolutamente verticistica, creando cosi il primo dramma mondiale che avrebbe veicolato l'ecquazione: comunismo = dittatura.
Quello che fu in Russia Lenin-Stalin per il comunsimo fu in Italia benito Mussolini per il Fascismo che da solo fu dapprima Socialista e poi anti-socialista , in una dei passaggi piu oscuri e nebbiosi della storia. Ancora è difficile fare luce sui motivi e le dinamiche che provocarono tale inversione di pensiero.
da Wikipedia:
"Fu l'indiscutibile abilità di politico di Benito Mussolini, ex dirigente del Partito Socialista Italiano, convertito alla causa del nazionalismo e della Grande Guerra, a fondere la confusa congerie di idee, aspirazioni, frustrazioni degli ex combattenti reduci dalla dura esperienza della guerra di trincea, in un movimento politico che all'inizio ebbe una chiara ispirazione socialista e rivoluzionaria"
e ancora :
"La crisi economica del dopoguerra, la disoccupazione e l'inflazione crescenti, la smobilitazione dell'esercito (che restituì alla vita civile migliaia di persone), i conflitti sociali e gli scioperi nelle fabbriche del nord, l'avanzata del partito socialista divenuto il primo partito alle elezioni del 1919, crearono, negli anni 1919-1922, le condizioni per un grave indebolimento delle strutture statali e per un crescente timore da parte dei ceti agrari e industriali di una rivoluzione comunista in Italia sul modello di quella in corso in Russia.
In questa situazione fluida, Mussolini colse l'occasione e, abbandonando rapidamente il programma socialista e repubblicano, si pose al servizio della causa antisocialista; le milizie fasciste, appoggiate dai ceti possidenti e da buona parte dell'apparato statale che vedeva in lui il restauratore dell'ordine, lanciarono una violenta offensiva contro i sindacati e i partiti di ispirazione socialista (ma anche cattolici), in particolar modo nel nord d'Italia"
Qui Wikipedia non approfondisce per nulla le vicissitudini che possono aver portato Mussolini dall' idea Socialista che da giovane lo vide un accesso sostenitore e "pericoloso agitatore dei lavoratori", ad un idea ultra verticista fino ad arrivare alla dittatura totale.
fu però sicuramente, almeno da giovane un fautore e seguace delle idee di Bakunin.
Su Bakunin (dalla voce Wikipedia Comunismo):
"Il modello proposto da Bakunin era quello di una libera federazione di comuni, regioni e nazioni in cui i mezzi di produzione, collettivizzati, sarebbero stati direttamente nelle mani del popolo tramite un sistema di autogestione." (NDT: Democrazia Diretta?)
e ancora Su Bakunin E Kroptokin:
"Idee simili a quelle di Bakunin furono sviluppate da Pëtr Kropotkin, suo connazionale, scienziato oltre che filosofo. Criticando il darwinismo sociale che fungeva da giustificazione alla competizione capitalistica e all'imperialismo, nel suo saggio Mutual Aid (1902) Kropotkin si propone di dimostrare come tra le specie animali prevalgano la cooperazione e l'armonia. Proprio cooperazione ed armonia, senza necessità di una stratificazione gerarchica, dovrebbero essere i principi dell'organizzazione sociale umana. Kropotkin prende ad esempio le poleis greche, i comuni medievali ed altre esperienze storiche come esempi di società autogestite. L'etica non dovrebbe essere imposta dalle leggi dello Stato ma scaturire spontaneamente dalla comunità. Come Bakunin, Kropotkin si augura la scomparsa dello Stato e l'instaurazione di un comunismo federalista, autogestito e decentrato."
Mussolini come per le corporazioni di Bakunin, all'inizio aveva ipotizzato delle corporazioni autogestite, le famose camere dei fasci, che però tradirono l'idea originale dalla loro realizzazione dal 1927:
" Il corporativismo, incontrò, ben prima della presa del potere, forti opposizioni interne da parte dei grandi industriali e dei proprietari terrieri che finanziavano il Partito Nazionale Fascista, è quindi da iscriversi solo alla frangia "socialista" del fascismo, minoritaria e presto allontanata dalle leve del potere."
e dal 1938:
"I circa seicento consiglieri che ne facevano parte non erano eletti dal popolo ma nominati dalla direzione del Partito Nazionale Fascista e dal Consiglio Nazionale delle Corporazioni ed il loro mandato non avevano un termine preciso."
"La vita, la libertà o la proprietà
di nessun uomo sono al sicuro
mentre è riunito il parlamento"
G.J.Tucker
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"Sii il cambiamento che vorresti vedere nel mondo"