Questa che segue è una bozza della presentazione dle congresso che ho preparato. L ametto in ammollo qui per qualche giorno in attesa di commenti. Dopo di che la metterò nel wiki a "cappello" del nostro congresso.
Devo dire che in verità mi piacerebbe di più invece che di avere una sola presentazione, magari elaborata e condivisa da quanti più e possibile, o anch eoltre a una presentzione comune, che ciascuno avesse uno spazio dove fare la PROPRIA presentazione. Dove ciascuno dice perchè gli va di fare una organizzazione dei democratici diretti. Magari ciascuno potrebbe preparare qualcosa di una lunghezza massima di un tot di righe e questo potrebbe costituire un volantino o anche un quadernetto di presentazione dle congresso da associare a tutto il resto.
Vabbè, saluti a tutti
Pino.
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Questo congresso è insieme un atto di nascita e una tappa di un lungo percorso. Un percorso che nasce duemila e cinquecento anni fa con la democrazia di atene e si è sviluppato nei secoli come confronto tra due concezioni del potere e del modo di organizzarsi dei gruppi umani . Una è la concezione che tende ad accumulare potere attraverso strutture gerarchiche che garantiscono a pochi uomini il controllo sull'intera organizzazione della società e delle risorse che essa è in grado di generare. L'altra è quella che riconosce ad ogni singolo essere umano l'uguale diritto di contribuire a decidere delle proprie sorti e di quelle del gruppo sociale cui appartiene.
Le sorti di questo confronto hanno avuto sviluppi anche contraddittori.
Da una parte gli spazi di libertà individuali si sono almeno formalmente ampliati. Non esistono più odiosi forme di applicazione del potere come la schiavitù, lo jus primae noctis, la servitù della gleba... Dall'altro assistiamo a processi concentrazione di potere, specialmente economico, enormemente più ampi di quanto la storia umana abbia mai visto in precedenza, capaci di vanificare le conquiste formali di libertà individuale, dove gli uomini sono resi schiavi del lavoro, il corpo è mercificato, larghe masse sono mantenute in estrema povertà e sofferenza, la natura stessa è ciecamente violentata.
L'evoluzione di questo confronto tra spinte accentratrici e distributive ha portato alla nascita delle democrazie moderne. Il principio che è il popolo che deve essere sovrano e artefice delle proprie scelte è da esse affermato, ma le forme istituzionali che lo implementano, le "democrazie reali", hanno di fatto svuotato questo principio. L'uso della forma rappresentativa, la mancanza di istituti come la revocabilità dei mandati, i meccanismi di scelta dei candidati (tutti interni ai gruppi di potere), le difficoltà di accesso alle informazioni sensibili, e talvolta alla stessa attività legislativa e di governo, definiscono le "democrazie reali" nè più ne meno come pure e semplici "oligarchie elettive".
Noi nasciamo con l'intento programmatico di massimizzare egli spazi di libertà individuali realizzando nel contempo al massimo grado possibile il principio della democrazia, che consiste nel diritto di ogni cittadino di usare senza obbligo di intermediazione della propria uguale porzione di potere di governo. Che è costitutito dal potere di espressione, di proposta, di decisione, di esecuzione, di verifica. Dove il cittadino ha il diritto di delegare la propria fetta di potere ma non ha l'obbligo di farlo.
Solo così, crediamo sarà possibile trovare soluzioni accettabili e compatibili con la natura, agli enormi problemi cui siamo di fronte. Soluzioni che non possono giungere da un ristretto numero di esseri umani e perciò stesso destinate a egoistiche e tragiche evoluzioni.
Noi nasciamo con l'intento di praticare da subito al nostro interno i principi che vorremmo applicati all'intera società. Forse per la prima volta nella storia, noi non vogliamo il potere per cambiare le cose. Noi vogliamo cambiare le cose, perchè tutti abbiano il potere. Da subito, a partire dal nostro modo di organizzarci. Non sarà il fine a giusticare i nostri mezzi, ma i mezzi saranno il nostro fine.




allora ti posso aggiungere ai supportanti?
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Pino Strano - www.pinostrano.it/blog