Che cos'è il debito pensionistico implicito e perchè "le" pensioni non possono fare parte della manovra finanziaria alla luce del sol?
Di quali pensioni di chi trattasi?
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ninna na ninna è
è per te
è per te
tutto quello che c'è
è per te
ninna na ninna è
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I. Visco
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Vedo che non sono l’unico a chiedersi che cosa ci sia di implicito nel debito pensionistico … ma che cos’è il debito pensionistico e donde sorge?
In un sistema a ripartizione (come quello che “abbiamo” noi in Italia – in effetti ce l’hanno imposto, non l’abbiamo scelto e fatto noi, no?), ogniqualvolta le uscite degli enti preposti al pagamento di pensioni superano gli incassi di contribuzioni, sorge un debito. Può essere un debito di cassa, transitorio, ma può essere anche un debito permanente e non solo – può essere un debito che cresce in modo incontrollato e indefinito quando gli elementi strutturali di un sistema a ripartizione, che sono fondati su calcoli totalmente IPOTETICI, vengono a mancare. Ora tutti noi sappiamo che gli italiani non fanno più figli a sufficienza, conosciamo la fola antica del problema demografico e conosciamo anche le soluzioni al problema già sperimentate del problema, la coazione statale alla natalità. Non è tutto qui, ci sono altri due o tre problemini, ben più “strutturali”.
Prima di tutto le pensioni sono delle semplici promesse di enti dello stato. Promesse fondate su che? Sulle leggi pensionistiche, ovvero sull’infestazione di decreti legge, leggine, leggiucole, che in continuazione girano attorno al settore e in continuazione modificano, cambiano, riducono e ogni tanto addirittura VANIFICANO le promesse di pensione dello stato … mai sentito dell’irreperibilità dei dati sui versamenti di centinaia di migliaia di contribuenti degli anni 40’-50’-60’ e anche oltre? Ebbene sì, lo stato si lava le mani delle sue promesse, se vuole e se vuole lo fa anche in modo tale che il contribuente non se ne accorga, senza che si possa difendere, specialmente in giudizio e possibilmente senza che gli venga dato scampo. Quindi: non problema fiat money, ma problema fiat lex (pensionistica).
Il debito pensionistico implicito è il valore presente delle promesse derivanti dalla “legislazione” pensionistica vigente, su cui esistono solo delle stime, che variano tra ca. il 200% e ca. il 300% del PIL italiano. Ovvero, se tutti quelli che hanno “diritti acquisiti” sulla base di queste norme andassero in pensione oggi, noi tutti noi che abbiamo la fortuna, l’onore e la volontà pervicace e folle di lavorare, dovremmo lavorare per ca. due - tre anni gratis solamente per andare a pari con i pagamenti pensionistici di una di queste signore o di questi signori, senza avere un soldo per dare almeno da mangiare alle nostre famiglie. Ovviamente simultaneamente dovremmo lavorare un anno gratis per pagare il resto del debito pubblico e simultaneamente altri sei mesi per coprire il fabbisogno corrente del settore pubblico allargato italiano.
Il secondo problemino è CON CHE COSA VENGONO PAGATE LE PENSIONI. Le pensioni potrebbero essere pagate in oro, in diamanti o petrolio o in alimentari e spazio abitativo, se necessario potrebbero essere pagate con servizi, di assistenza o sessuali … quello di cui ha bisogno il cliente … e invece no, vengono PAGATE IN DENARO, contante o credito, con cui poi la pensionata acquista benzina (e paga IVA senza accorgersene), poi medicine (e paga IVA senza accorgersene), servizi di assistenza (su cui dovrebbe pure pagare IVA e contributi a sua volta), forse ogni tanto qualche servizio sessuale (su cui non c’è ancora l’IVA) ecc. ecc.
La cosa non è di poco conto. Infatti questo sistema, come ripeto, non viene adottato volontariamente, per contratto tra lavoratori e enti erogatori delle pensioni, ma per coazione statale. Il suo inventore, Bismarck, infatti non era un grande amico dei contratti volontari.
Non solo lo stato fa e disfa quello che gli pare nel campo delle leggi pensionistiche, ma ti detta per filo e per segno chi può essere ente pensionistico e chi no, come, quanto, dove e quando devi versare … e alla fine ti devi accontentare di quello che per “legge” ti “spetta”. Ovviamente come cittadino non devi sapere assolutamente nulla del debito pensionistico implicito. Come in tanti altri settori molto succosi della finanza pubblica, non esistono dati certi, quanto meno affidabili sul debito pensionistico implicito. Anzi: i dati esistono e non vengono pubblicati. Anzi, come si vede dalla discussione sulla prima finanziaria del governo Prodi, il governo si rifiuta CON TUTTI I MEZZI DI METTERE A BILANCIO il debito pensionistico implicito, benché oramai perfino in sede di ratificazione del Trattato Costituzionale europeo il governo si era impegnato a mettere a bilancio il debito pensionistico. E perché non lo fa? Perché gli scoccia vedersi spiattellato in fronte un debito, della cui esistenza solo pochi accademici sparsi sanno?
No, non è questo, quanto meno non solo questo (ca. il 200% e ca. il 300% del PIL italiano è pur sempre imponente, no?). Il problema è LE PENSIONI DI CHI VERREBBERO MESSE A BILANCIO.
Quali sono le pensioni di cui i comuni mortali non devono sapere?
Chi paga realmente contributi ai sistemi pensionistici e chi no? Ovviamente tutti eccetto i dipendenti pubblici. I dipendenti pubblici infatti pagano i loro contributi non con i loro soldi, ma con i soldi della fiscalità generale, in quanto i loro stipendi sono finanziati dalla fiscalità generale. Le loro pensioni non sono altro che componenti differite dei loro stipendi. Non fa nessuna differenza se i contributi vengono gestiti da una sezione speciale della fiscalità che si chiama “contributi”, perché la realtà della cosa è sempre quella.
Ora, il problema non è solo che la produttività del settore pubblico allargato italiano è diventata talmente negativa da compromettere quella di tutta l’economia privata e della società civile, ma che gli addetti al settore pubblico allargato ammontano a ca. cinque milioni. Perfino il professor Pasquino concorda sul dato statistico che in questa repubblica c’è una oligarchia (costosa) di 400,000 persone che vivono esclusivamente di politica, i quali continuano imperterriti ad accumulare i conseguenti debiti pensionistici impliciti.
Si sa che un Mastella, il nostro bel mastellone beneventano, ha “lavorato” come giornalista precario alla RAI su mandato di De Mita per un solo anno e incassa una pensione di 2,500 EUR mensili… ma che avrà mai fatto di tanto bene per maturare tale “diritto”? Il signor Fazio Antonio si sa che incassa una pensione di EUR 30,000 mensili, che fa un bel 360,000 EUR all’anno (non so se ha la tredicesima …) per avere servito tanto e tanto bene l’economia e la politica italiche … ma che avrà mai fatto di tanto bene per maturare tale “diritto”? Non cito le pensioni dei parlamentari in quanto poi dovrei parlare di quelle dei consiglieri regionali, provinciali, comunali, delle Camere di Commercio, delle comunità montane, delle università ecc. ecc.
So che non tutti i cinque milioni di addetti al settore pubblico allargato se la passano così bene, il fatto è che ca. 5 milioni della forza lavoro media in Italia non pagano, “economicamente” parlando, dei veri e propri contributi al sistema pensionistico producendo valore aggiunto, ma semplicemente consumando quello prodotti dagli altri 15 milioni di contribuenti. Questo è un dato di fatto. Questo è l’aspetto fiat lux del problema. Non lo è solo in Italia, ovviamente.
Dentro a questo aspetto ovviamente c’è il problema che il lavoro totalmente improduttivo di tanti e tanti settori del settore pubblico allargato, che fagocitano risorse immani dalle generazioni presenti e future come non mai è successo prima nella storia degli stati, e viene remunerato in modo infinitamente superiore rispetto al lavoro pubblico infinitamente più produttivo per la società quale è quello dello spazzino e dell’infermiera.
Questo è il debito pensionistico implicito, esplicitato.
Mettiamo che avessimo la possibilità di scegliere e di fare in piena democrazia un sistema pensionistico compatibile con la democrazia, come lo faremmo?
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Ieri i nostri cari parlamentari hanno discusso il bilancio delle camere ... 14,000 EUR al mese, per sentire discussioni incredibili sul risparmio sulla dotazione di carta dei deputati e di discussioni sulla "perequazione" tra deputati e senatori in merito di barbieri, in quanto alla Camera il barbiere è gratis e al Senato pare che riesca a farsi pagare da questo esercito di scrocconi di stato ... per non parlare di quelli che invocano il diritto di parità tra uomini e donne e ne deducono la necessità di avere anche la parrucchiera in Camera e in Senato ... gratis ovviamente ...
Non ho parole.
E' così che ci si guadagna il debito pensionistico implicito.
Pace & bene a tutti
"I Love you All": The Ultimate Boris Becker
Luca Zampetti

