Coniamo

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alef
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Iscritto: 29/06/2006
Coniamo

Coniamo:

propongo di “stampare” un moneta supplementare
che inizialmente circoli tra gli iscritti
una demo di demo-moneta

questa ci servirà inizialmente per tutte le transazioni economiche “interne”

ovvero: se si userà come unità il tempo, per esempio
un'ora di lavoro spesa per il “partito”
verrà conteggiata e messa nel “proprio conto”

la moneta potrà essere usata anche per scambio con gli altri
ad esempio:
io sono un disegnatore, illustratore, grafico
e scelgo di essere pagato per il lavoro che faccio
anche con questa moneta locale

questo favorirà la circolazione esterna della moneta

ciao

alef

pillola rossa
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Iscritto: 18/02/2008
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:wink: Seguendo le indicazioni di GILFO che corrispondono al mio desiderio di avere un'unico Threed in cui parlare di MONETA vado a postare i miei commenti qui :arrow: http://www.democraticidiretti.org/forum/viewtopic.php?t=216

Voglio un unico trheed in cui parlare di moneta ...
E vorrei anche poter metter l'avatar per trovare con facilità i miei post ...
Chiedimi cos'è il Progetto Atlantide ...

Michele Morini
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Iscritto: 30/04/2006
Coniamo

intervista ad Antonio Miclavez coautore del libero "euroschiavi"

"La vita, la libertà o la proprietà
di nessun uomo sono al sicuro
mentre è riunito il parlamento"
G.J.Tucker

-------------------------------------------------------
"Sii il cambiamento che vorresti vedere nel mondo"

Giflo
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Iscritto: 31/10/2006
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Ciao,
invito tutti gli interessati a "passare", per il momento, sull'altro forum denomianto "PROGETTO MONETA".

Grazie. Gianfranco

Giflo
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Iscritto: 31/10/2006
PROGETTO MONETA bozza n.2

Ciao,
nella speranza di non aver dimenticato niente, vi segnalo che all'indirizzo:

http://www.reteromanaconsumocritico.org/Progetto_Moneta.pdf

trovate la bozza n.2 del documento in alaborazione.

Salute a tutte/i. Gianfranco

darioshanghai
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Iscritto: 06/06/2006
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Ciao!

Di ritorno da una settimana "di fuoco" vi saluto tutti e, lette le risposte alle mie e altrui obiezioni ho deciso di appoggiare integralmente il progetto.

Vi voglio anche dire grazie per la natura costruttiva che avete saputo imprimere a questo dibattito.

A presto!
Dario

Dario Pedicini

Giflo
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Iscritto: 31/10/2006
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Ciao,
per avvisarvi che conto di fare l'upload del progetto moneta, aggiornato, entro il 26 novembre...

Gianfranco

Giflo
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Iscritto: 31/10/2006
Coniamo

Ok... capisco.

Ma scontrarsi con i limiti imposti dalla "inadeguatezza" delle risorse disponibili (potere d'acquisto, tempo, documenti, attrezzature, spazi, ...) non "deforma" la qualità degli obiettivi che si vogliono perseguire anche se impone certamente una loro modulazione nel tempo.

Personalmente procederò con l'emendamento del progetto e ad una sua ulteriore verifica nel forum e poi ne raccomanderò il congelamento fino a quando almeno il gruppo romano non si sentirà disponibile ad un incontro di presenza per definire gli approcci organizzativi da far assumere ad un gruppetto di 3/4 persone, finalizzato alla definizione dei dettagli tecnici, le modalità esecutive, eccetera.

Contribuirò anch'io sempre nella misura in cui le mie disponibilità mi consentiranno.

Il bello di un gande viaggio non è la velocità con cui si arriva a destinazione, ma il godimento di sapersi nella direzione giusta e viverlo attimo per attimo....
ooops! mi sono allargato troppo?

Ciaooooo! Gianfranco

P.S.: per la definizione del secondo e terzo livello, fate un piccolo atto di fede e lasciamoli nel "limbo" fino a quando non sarà operativo il primo... discuterne ora non avrebbe molto senso, mentre farlo al momento giusto sono sicuro che aprirà immediatamente spazi che oggi sembrerebbero irrangiugibili. Bye.

Peraps
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Iscritto: 24/05/2006
Coniamo

Quote:
il vostro gruppo (di cui mi sento parte anch'io)
questo mi fa piacere

Quote:
1)MONOPOLIO: che senso ha parlare di monopolio quando il "sistema" oggetto dello studio è condiviso dalla collettività che lo elabora e adotta?
Sono d'accordo.
In questo senso mi piacerebbe vedere una Banca d’Italia pubblica e non più SpA.

Quote:
Se c'è delega, bene occorrerà tenere gli occhi aperti sui delegati... Proprio quello che succede oggi... VERO?
Già. È proprio quello il nostro scopo politico.

Quote:
3) CONTRAFFAZIONE: è un problema tecnico da risolvere in ambito tecnico.
Indispensabile però per capire se è realizzabile. Se lo scambio è solo contabile all'interno del sito, non credo sarà difficile risolverlo.

Aggiungo che non sono contrario a questo progetto ma mi preoccupa un ulteriore impegno, e così ambizioso, oltre alle nostre primarie esigenze.

Attualmente siamo impegnati in:
- Campagna iscrizioni DD
- Campagna info e raccolta firme ECI
- Evangelizzazione DD
- Sviluppo dei sistemi elettronici e amministrativi dei DD

Inoltre non abbiamo ancora approvato un Regolamento, sono ancora scoperte le cariche di Tesoriere, Ufficio Stampa, Portavoce Nazionale, Probviri... I responsabili regionali scarseggiano.

Come vedi di cose da fare ce ne sono davvero tante, e sono cose indispensabili per organizzarci e raggiungere i nostri scopi come da Statuto.

Detto questo ti ricordo di nuovo che il tuo sondaggio ha avuto buon esito sul piano del dibattito e su quello della votazione, non sarebbe prematura quindi, a mio modo di vedere, una rifinitura del tuo progetto-studio in prospettiva di una sua proposta ufficiale.

Inoltre lo scranno del Tesoriere è ancora vacante e sarebbe un posto ottimale per seguire questo progetto interno ai DD.
Pensaci.
Dovesse diventare realtà vedrai che avrai il massimo supporto dai DD più creativi e tecnologici che hai già conosciuto.

Ciao Gianfranco.

Simone P.

Giflo
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Iscritto: 31/10/2006
Coniamo

Caro Simone,
quando il vostro gruppo (di cui mi sento parte anch'io) ha pensato di costruire una moneta propria, ha FATTO UNA GRANDE COSA!

Secondo me degna delle persone libere tra le più libere perché, sempre a mio avviso, parlare di giustizia, solidarietà, amore, democrazia, ecc. mentre ti sfilano ogni giorno quello che costruisci facendoti credere che non è più tuo, è un pò come parlare del sole tra persone che non hanno il dono della vista. Ma dato che gli "occhi" ci sono, bene parliamone pure di questo sole e alla fine scopriremo che guardiamo tutti ad un solo astro...

Perdona la mia "presunzione" ma per me un sistema per essere valido (piccolo/insignificante oppure grande/importante che sia) deve essere condiviso tra persone che si sentono e si riconoscono reciprocamente come pariteticamente valide.

Chi può essere tentuto fuori da questo discorso? Credo proprio nessuno!

Allora, se hai dei dubbi, anche se ti esorto a concentrarti solo su quanto effettivamente descritto, per favore comunicaceli ancora (magari con parole diverse per aiutartci a capire meglio) ma fallo perché sarai proprio tu a donare a questo piccolo progetto la grazia del "ecco, così va bene per tutti".

Perché così è che deve essere, altrimenti non è niente.

Ovviamente se non ti interessa partecipare va bene lo stesso e possiamo separarci su questo punto ma, per quello che ho capito, non è così...

Mi sbaglio?

Un abbraccio. Gianfranco

Peraps
Offline
Iscritto: 24/05/2006
Coniamo

Grazie Gianfranco per l'enorme pazienza nello spiegarmi il tuo studio/progetto.

Personalmente continuo a non essere pienamente convinto ma dati gli esiti del sondaggio "Progetto Moneta" credo che la proposta, una volta inviata alla Segreteria, messa ufficialmente ai voti passerebbe quasi sicuramente.

Credo che dato il gran lavoro che hai fatto e le tue conoscenze ed esperienze in merito, tu sia la persona più adatta a proporla.

"Discuti, proponi, delibera" :wink:

Ciao e di nuovo grazie,
Simone

Simone P.

Giflo
Offline
Iscritto: 31/10/2006
Re: xx

Peraps wrote:

Auro è quindi un "sistema" che si basa sulla contabilità da parte di un’Associazione per i suoi membri.

Chi si occupa di questa contabilità (l’Associazione) non diventa quindi il nuovo monopolio privato?

È indispensabile quindi, per evitare gli stessi inconvenienti dell’Euro, che non diventi carta-moneta?

Come può autogestirsi una moneta e il suo scambio evitando la contraffazione?

Provo a risponderti: (io però preferisco usare i nomi, Peraps, mi dici/ricordi il tuo, per favore?)

1) MONOPOLIO: che senso ha parlare di monopolio quando il "sistema" oggetto dello studio è condiviso dalla collettività che lo elabora e adotta?

Se ne fai parte (di quella collettività) non puoi sentirlo come un monopolio; se non ne fai parte questi discorsi tendono solo a "confondere" e rendere inutilmente difficile (se non è questo che si vuole) l'elaborazione, che così come si sta sviluppando qui costituisce proprio l'esatto contrario di un monopolio.

2) CARTA MONETA: L'attuale monopolio rappresentato dalle banche centrali S.p.A. spinge per l'utilizzo assoluto di sola moneta elettronica (la carta di credito, le transazioni elettroniche, ecc.) perché questo strumento permette loro il massimo grado di libertà nello sfruttamento del sistema moneta (per esempio emetterne a sbafo e quindi spendere e spandere...).

Non è il supporto (il media) su cui costruiamo la moneta a renderla buona/cattiva ma la trasparenza di chi la controlla: se è la collettività a farlo, bene non ci sono problemi ALTRO CHE MONOPOLIO!
Se c'è delega, bene occorrerà tenere gli occhi aperti sui delegati... Proprio quello che succede oggi... VERO?

3) CONTRAFFAZIONE: è un problema tecnico da risolvere in ambito tecnico.

Ti faccio educatamente notare che questo tipo di osservazioni non sono affatto pertinenti con l'elaborazione del progetto che, una volta definito verrà effettivamente tradotto in realtà attraverso tutti i necessari dettagli tecnici, appunto.

OSSERVAZIONE GENERALE:

Ma siete tutti convinti di quello che volete fare?
Rispondetevi per favore.

A quanti l'idea di una moneta comunitaria non piace (e siamo solo ancora alle battute iniziali...) RICORDO che:

a) nessuno è obbligato a fare nulla, nemmeno a offrire servizi alla DD e tantomeno a venir "pagato" in Auri e ancora meno ad iscriversi nell'albo dei fornitori interni preferenziali;

b) il modello monetario inteno può tranquillamente essere adottato solo da chi intende adottarlo... e gli altri versano le quote in euro;

SCUSATE MA PER ME NON HA SENSO discutere di dettagli non pertinenti all'oggetto di questo forum se queste discussioni pregiudizialmente mettono in discussione la scelta stessa di elaborare l'oggetto previsto in questo forum.

Dunque propongo:

A chi ha votato/voterà meno di "integralmente", di avanzare le sue proposte di emendamento al fine di contribuire all'elaborazione di un modello partecipato e condiviso che, quanti hanno votato integralmente discuteranno sempre nell'ottica di ottenere un modello partecipato e condiviso dai più;

A chi non è interessato a questa elaborazione collettiva, di proporre a sua volta un sondaggio tipo "vuole la DD elaborare una moneta comunitaria interna?" (ma qui mi sembra che abbiamo un problema di fondo...)

Grazie per l'attenzione e per le vostre meditate risposte.
Ciao, Gf

b) a chi

Peraps
Offline
Iscritto: 24/05/2006
Coniamo

Tanto per capire di cosa stiamo parlando...
Conoscete Arrigo Molinari?

L'intervista:
http://www.disinformazione.it/arrigomolinari.htm

La notizia dell'omicidio su La Repubblica:
http://www.repubblica.it/2005/i/sezioni/cronaca/quege/quege/quege.html

Simone P.

Peraps
Offline
Iscritto: 24/05/2006
x alef

Ciao Alef,
capisco il tuo discorso e ne condivido pienamente il contenuto.
Sono un tipo molto pragmatico e cerco quindi di chiarire bene gli aspetti pratici della questione. Considerato anche che quando si inseriscono valori monetari e persone rivelano volti nuovi e a volte inaspettati.

Il potere economico (multinazionali, finanziarie e banche) controlla già sia il potere politico e l'economia globale.
La creazione di una altra moneta per creare una altra economia diventa quindi scontro con il potere politico ed economico assieme.

In genere questi progetti hanno una vita difficile ma possibile nel locale.
Ce la farà un'Associazione con meno di 100 iscritti sparsi in tutta Italia a realizzare un progetto simile?
Vale la pena affrontare una battaglia così difficile quando i nostri scopi (politici) di realizzazione della DD sono ancora così lontani?

Io credo che il nostro impegno dovrebbe rivolgersi di più verso l'informazione sulla realtà del signoraggio e porsi come uno dei suoi obiettivi politici che lo Stato in nome e per conto dei cittadini emetta autonomamente la propria moneta, non solo per abbattere il debito pubblico ed attenuare la pressione fiscale, quanto per poter impostare la propria politica monetaria finalizzata al benessere ed allo sviluppo.

Simone P.

Peraps
Offline
Iscritto: 24/05/2006
xx

Grazie Gianfranco,
sei stato semplice e chiaro.

Auro è quindi un "sistema" che si basa sulla contabilità da parte di un’Associazione per i suoi membri.

Chi si occupa di questa contabilità (l’Associazione) non diventa quindi il nuovo monopolio privato?

È indispensabile quindi, per evitare gli stessi inconvenienti dell’Euro, che non diventi carta-moneta?

Come può autogestirsi una moneta e il suo scambio evitando la contraffazione?

Grazie

Simone P.

alef
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Iscritto: 29/06/2006
Coniamo

peraps penso che l'etica dovrebbe essere l'aspetto principale di tutto il "fare" umano
(pur considerando ad ampio raggio che il concetto di "etica" non è un concetto rigido e univoco)
la nostra società capitalistica è malata fin dentro il midollo
ed è malata proprio alla radice, ovvero dalla stampa della moneta (e poi viene tutto il resto)
quei pezzi di carta tanto desiderati da tutti e che muovono il mondo
sono in realtà per loro stessa natura il motivo per cui vi è sofferenza,schiavitu', diseguaglianza, sfruttamento ecc.
l'utopia sarebbe riconquistare la sovranità monetaria
è questo può avvenire solo grazie ad un sistema "democratico" vero (diretto)
il governo del popolo è tanto utopico quanto la sovranità monetaria del popolo
le due cose vanno insieme (sarebbe alquanto contraddittorio un sistema DD dove sono le banche quindi una ristretta cerchia di persone a controllare l'economia che è poi il pilastro del sistema di scambi tra tutti)

il progetto "Auro" è un tentativo di creare un sistema economico in una ristretta zona autonoma come la nostra, un tentativo di slegare i nostri sforzi per la realizzazione della DD dal sistema euro (anche solo parzialmente), coinvolgere il maggior numer di persone sul territorio che pur lontane dalla "politica" potrebbero essre interessate a partecipare ad un progetto che non farebbe altro che migliorare la circolazione delle "merci".

insomma cercare di essere coerenti come DD lottando contro un sistema euro che è del tutto antidemocratico

ciao

alef

Giflo
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Iscritto: 31/10/2006
Coniamo

Scusate...
mi preme aggiungere in coda al mio precedente post che il ragionare in termini di "Altra Economia" fondata anche su una "Altra Moneta" di tipo comunitario come potrebbe essere l'auro, E' ETICO IN SE E PER SE' anche se nessuno lo ha dichiarato apertamente.

Un abbraccio a tutti.
Gianfranco

Giflo
Offline
Iscritto: 31/10/2006
Coniamo

Peraps wrote:
Scusami Gianfranco,
effettivamente la valenza "etica" non c'entra un fico secco.

Ma allora perché facciamo tutto questo?
Serve a stimolare la partecipazione o l'affluenza economica dai membri verso l'attività dell'Associazione?
Se è possibile fare la medesima cosa con la contabilità espressa in Euro perché abbiamo scelto un progetto così ambizioso che poco ha a che vedere con le nostre finalità politiche?

PS: delle 6 pagine di discussione non ho letto moltissimo quindi è possibile che faccia domande inutili. Perdonatemi in tal caso.

Tutto OK.
Siamo qui per scambiarci idee, opinioni, informaizioni, per conoscerci e per costruire un mondo altro... più a misura di umanità, quella vera, rispetto al mondo attualmente in circolazione che, mi sembra, non tanto ci soddisfa. Giusto?

Bene ti dico subito la differnza sostanziale tra una moneta comunitaria e una bancaria (sai che gli Euro "sono" di proprietà della BCE che ci mette sopra pure il copyright? Si guarda bene le tue banconote e lo potrai vedere... piccolino ma c'è!).

- Euro: di proprietà della banca centrale privata, emesso a prestito e caricato di interessi. In pratica ogni unità di euro è portatrice di un debito alla fonte che viene ripagato attraverso gli interessi e le tasse, funzioni queste che drenano il circolante a disposizione della gente che quindi si impoverisce, smette di acquistare, quindi di vendere, eccetra eccetera... la famosa crisi economica insomma.

- Auri: di proprietà della collettività che li emette e li accetta, che non deve essere restituito ad un particolare proprietario e su cui non si pagano gli interessi... che quindi serve solo come mezzo di scambio e per "chiudere" la circolarità delle transazioni economiche, eccetera...

A questo punto approfitto del tuo intervento, del quale comunque ti ringrazio, per chiedere a TUTTI GLI INTERESSATI di leggere la nota del progetto che riporto qui sotto e ad assumere un comportamento un pochino più coerente con gli obiettivi di massima che il gruppo si è auto-dato all'inizio.

Sempre avanti!
Ciao. Gianfranco

Quote:

Nota

Si ritiene importante raccomandare a chiunque voglia responsabilmente impegnarsi nella costruzione di una “Altra Economia” fondata su una “Altra Moneta”, cioè libera da qualsivoglia potere monopolistico e quindi portatrice di una valenza neutra rispetto ai contenuti e significati auto-determinati dai membri del consorzio umano di volta in volta interessato, di indagare sulla natura dell’inganno inerente l’attuale creazione privata della moneta che, vale la pena ricordare, oggi è capace di produrre una immensa rendita monetaria per l’ente emettitore e i suoi soci senza dover sottostare ad alcun obbligo di ricambiare con alcun tipo di corrispettivo la collettività, determinandone come conseguenza il suo drammatico e umanamente inaccettabile impoverimento materiale e non.

Peraps
Offline
Iscritto: 24/05/2006
Coniamo

Scusami Gianfranco,
effettivamente la valenza "etica" non c'entra un fico secco.

Ma allora perché facciamo tutto questo?
Serve a stimolare la partecipazione o l'affluenza economica dai membri verso l'attività dell'Associazione?
Se è possibile fare la medesima cosa con la contabilità espressa in Euro perché abbiamo scelto un progetto così ambizioso che poco ha a che vedere con le nostre finalità politiche?

PS: delle 6 pagine di discussione non ho letto moltissimo quindi è possibile che faccia domande inutili. Perdonatemi in tal caso.

Simone P.

Giflo
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Iscritto: 31/10/2006
Coniamo

Io (G) rispondo a Peraps (P).

P. "Viene introdotta nell'Associazione la logica di mercato, ovvero chi è iscritto ha un debito di 10 Euro (che deve comunque versare) e 10 Auri che deve contraccambiare in valore oppure si ritrova un debito di 10 ulteriori Euro."

G. Nell'associazione (i membri della) la volontà di offrire un contributo all'associazione stessa è nata spontaneamente. Nessuna imposizione. Parlare di "logica di mercato" presuppone degli approfondimenti sul sistema monetario dominante che, alla data, qui non mi risulta siano stati ancora affrontati. Ma questo non ci dovrebbe impedire di riconoscere la verità della situazione che ho ricordato sopra.

P. "Se diversamente l'iscrizione fosse di 20 Euro e si permettesse agli iscritti di permutare la metà della propria iscrizione (10 Euro) in servizi o beni, grazie ad una contabilità interna (quindi senza scambio di cartamoneta) gli effetti non cambierebbero."

G. Sono d'accordo con te. I LETS (Local Trade Exchange Systems) attivi da decenni soprattutto in Inghilterra, America, ... funzionano proprio così.

P. "Il vantaggio per l'Associazione mi è chiaro"

G. L'associazione è l'insieme dei suoi stessi membri, Posso allora dire: "Il vantaggio per gli associati è chiaro"?

P. "Con i versamenti l'Associazione ha un credito con i propri membri di 10Euro x N iscritti + 10Euro in beni o servizi (che se non forniti vengono saldati in moneta sonante)"

G. Il singolo, vuole o non vuole sottoscrivere la sua partecipazione all'associazione?

Se è interessato (per ragioni che non discuteremo certo qui) allora sappiamo perché stiamo lavorando per realizzare questo percorso.

Se non è interessato, scusa, ma perché ci perde tempo sopra?

P. "Mi resta difficile capire cosa possa avere di etico."

G. Io non ricordo di aver proposto la definizione "Etico" che, come concetto, si presta ad un elevato grado di soggettività. Però visto che ne parli posso dirti che questo progetto è molto etico.

Ma, per favore, capiamoci su cosa intendiamo, appunto, per etico. (ma se non ci riusciamo in tempi ragionevoli, senza offesa, sposteremo questo argomento su un altro spazio).

Dunque, puoi fare un esempio di un sistema o contesto sociale oggi esistente che tu definiresti etico?

Grazie. Gianfranco

Peraps
Offline
Iscritto: 24/05/2006
Euri o Auri

Ho dato una letta al Progetto di Gianfranco.
Per quanto interessante l'analisi sui flussi economici e sui meccanismi che girano attorno al valore ai simboli econometrici mi rimangono grosse perplessità.

Viene introdotta nell'Associazione la logica di mercato, ovvero chi è iscritto ha un debito di 10 Euro (che deve comunque versare) e 10 Auri che deve contraccambiare in valore oppure si ritrova un debito di 10 ulteriori Euro.

Se diversamente l'iscrizione fosse di 20 Euro e si permettesse agli iscritti di permutare la metà della propria iscrizione (10 Euro) in servizi o beni, grazie ad una contabilità interna (quindi senza scambio di cartamoneta) gli effetti non cambierebbero.

Il vantaggio per l'Associazione mi è chiaro.
Con i versamenti l'Associazione ha un credito con i propri membri di 10Euro x N iscritti + 10Euro in beni o servizi (che se non forniti vengono saldati in moneta sonante).

Mi resta difficile capire cosa possa avere di etico.

Simone P.

Giflo
Offline
Iscritto: 31/10/2006
Coniamo

Caro Dario,
in generale sono d'accordo con te e capisco il senso (positivamente) dei tuoi interventi.
Però almeno io credo che le tensioni prodotte dall'attuale sistema "ufficiale" non sia possibile nè giusto "scaricarle" su un suo sub-sistema quale all'inizio sarebbe comunque anche il circuito monetario DD.

A proposito di quanto hai scritto:

Quote:

Premessa (doverosa):
L'attuazione di una decisione politica è spesso subordinata alla disponibilità delle risorse economiche necessarie.
Obiettivo:
Riportare in campo economico il rispetto delle minoranze proprio del modello partecipativo

Vorrei dire che le risorse VERE sono la capacità di lavoro e produttiva delle persone vere... i simboli econometrici sono (dovrebbero essere) solo il mezzo utile a scambiare lavoro e/o prodotti

Il rispetto delle minoranze lo introduci in un sistema sociale (piccolo o grande che sia) per tutti i suoi membri indistintamente, cominciando da quando in quel sistema introduci una moneta di proprietà collettiva e libera da rendita monetaria e quindi dagli interessi.

A quel punto i rapporti sociali saranno solo il frutto dei... rapporti sociali e non più condizionati dalla disponibilità o meno dei simboli econometrici che spesso oggi scambiamo per problemi di tipo economico.

Ciao. Gf

Quasar
Offline
Iscritto: 14/09/2006
Coniamo

shanghai wrote:
[...] Diverso sarebbe se una percentuale di Democratici Diretti d'accordo nel sostenere un progetto lo facessero con la somma delle loro singole quote, e non attingendo a una quota comune anche a chi non è d'accordo. [...]

shanghai wrote:
Obiettivo:
Riportare in campo economico il rispetto delle minoranze proprio del modello partecipativo.

Cioè, in "soldoni" (è proprio il caso di dirlo), vorresti che ciascuno avesse "diritto di veto" su come l'associazione può spendere la di lui quota di partecipazione? ho capito bene?

Cioè a dire, ad esempio: 10 iscritti mettono 10 euri/auri a testa, totale 100 ea (euri/auri), 7 iscritti vorrebbero acquistare una determinata cosa per l'associazione, 3 no, quindi la quota a disposizione per quell'acquisto è 70 ea?

E' così che vorresti?

(*) Quanto quì scritto rappresenta solo opinioni personali, e non necessariamente quelle del Partito dei DD.

darioshanghai
Offline
Iscritto: 06/06/2006
Coniamo

Caro Gianfranco,
considero una grande fortuna e un privilegio la possibilità di lavorare insieme a te e agli altri che sono qui con noi.
Come spesso mi accade non mi accontento e vorrei che molti dei miei amici, che invece lo ignorano, dessero a sé stessi la possibilità di scoprire il valore sociale di lavorare a progetti come la Democrazia Diretta e la creazione di circuiti monetari alternativi, e di riscoprire la lealtà, la forza morale, il calore umano che si nasconde sotto l'apparenza semplice di chi si dedica al bene comune. Un passo per volta spero di riuscire a diffondere un pò di questa coscienza.
Ma torniamo a noi:

Rispondo alla tua richiesta:
Premessa (doverosa):
L'attuazione di una decisione politica è spesso subordinata alla disponibilità delle risorse economiche necessarie.
Obiettivo:
Riportare in campo economico il rispetto delle minoranze proprio del modello partecipativo.

Due righe :D

Quanto alla possibilità di proporre questo modello in una fase successiva mi sembrerebbe tardivo, fatta salva la validità della mia premessa, dal momento che fin da subito dovremmo essere al nostro interno in regime di Democrazia Diretta e quindi, secondo il mio ragionamento, di Democrazia Economica.

Dario Pedicini

Stevejo
Offline
Iscritto: 24/10/2006
Coniamo

shanghai wrote:
Evviva, si comincia :) (Grazie Gianfranco!!!!)

Come tu chiedi, Gianfranco, propongo un punto solo di discussione, e invito i presenti a concentrarci su questo: appena trovata una posizione comune passiamo ad altro.

All'obiettivo di primo livello parli di come questo meccanismo voglia essere basato sulla collaborazione.
La moneta nasce come "debito" dei singoli nei confronti del gruppo.
Questo comporta che, all'inizio, solo l'entità "gruppo" può spendere, i singoli membri restano elementi passivi finché non hanno riscattato il loro debito.
Questa concentrazione "indotta" delle risorse economiche, nonostante rappresenti bene il concetto di impegno dei singoli nei confronti del gruppo, rappresenta anche il corrispondente della DD in campo economico?
Secondo me no, perché chi non è d'accordo a partecipare ad una particolare spesa, se è in minoranza semplicemente "ha perso", perché la sua quota viene investita diversamente da quella che è la sua volontà. Diverso sarebbe se una percentuale di Democratici Diretti d'accordo nel sostenere un progetto lo facessero con la somma delle loro singole quote, e non attingendo a una quota comune anche a chi non è d'accordo.
Questo naturalmente richiederebbe che le quote fossero versate come credito ai singoli, non come debito, e questo andrebbe fatto sia con le quote in auri che in euro.

Che ne pensate?

[EDIT] Innanzitutto volevo anche io ringraziare Gianfranco per il lavoro che ha svolto e sta svolgendo per i DD, e volevo ringraziare tutti per l'impegno nel proporre e discutere, non solo questa proposta, ma più in generale ogni questione che viene posta all'interno dei DD e nel forum. Impegno e quindi risorse che vengono "sottratte", spontaneamente, da tutti al proprio tempo libero (e non).

Riguardo al discorso citato,
comprendo il problema che poni, shanghai, ma nn sono d'accordo per 2 motivi.

1°) il movimento DD, avendo come obiettivo primario quello di portare la DD ad essere la forma di governo della res pubblica, implicitamente accetta che la DD sia acnhe la forma di governo del movimento.

La DD pone come sua base che siano i cittadini a discutere e legiferare, decidendo, su ogni qeustione posta, a maggioranza. Ovviamente, xò, la decisione presa dalla maggioranza deve essere rispettata anche dalla minoranza (più o meno larga) che non la condivide.
Se in un governo DD si approva una legge che vieta l'evasione fiscale, anche chi non è d'accordo nel pagare le tasse dovrà pagarle. Certo, può non farlo, ma a quel punto commetterà un reato, e rischierà di incorrere nelle pene che la maggioranza ha deciso di prevedere per tale reato.

Allo stesso modo nel movimento DD.
Se la maggioranza dei membri DD deciderà di assumere questo strumento economico interno (ma anche un'altro...verràà cmq deciso a maggioranza previ dibattiti), tutti i membri DD dovranno attenercisi. Potranno non essere d'accordo, ma la DD prevede che sia la maggioranza a decidere. E tale decisione a maggioranza dovrà essere presa per ogni questione o spesa.
Se la maggioranza decide in un senso, è giusto che i soldi della DD debbano essere spesi in quel senso, anche se non tutti sono d'accordo. Questo xchè i membri DD, scegliendo di iscriversi, hanno implicitamente accettato la DD come forma di governo, e quindi che sarà la maggioranza dei membri a decidere.

2°)Se ho capito bene, tale strumento economico dovrebbe andare a sostituire parzialmente (o totalmente) l'iscrizione ai DD: è un fatto che servono risorse perchè questo movimento possa continuare ed espandersi. Possiamo dare quaste risorse sotto forma di euro o di auri, ma in qualche modo dobbiamo consentire al movimento di "vivere".

Il fatto che iscrivendoci ai DD noi siamo in debito, è normale, in quanto lo saremmo anche se non ci fosse il sistema economico AURI, ma ci fosse soltanto una quota di iscrizione. Una volta iscritto sono in debito con il movimento, finchè non avrò pagato la quota di iscrizione.
La questione che dici tu esiste, anche perchè se tutti pagano metà quota in auri eseguendo (x esempio) lavori per il movimento (l'altra metà, nell'esempio del sistema economico, verrebbe pagata subito in euro), tutti avranno saldato il loro debito ma nessuno avrà auri in più da spendere nel circuito interno.

A quel punto però, potrebbe pagare le prestazioni di altri membri in euro, oppure farsi cambiare euro con auri dal movimento, e pagare in auri.

un saluto
Stefano

Stefano Cassoni

Giflo
Offline
Iscritto: 31/10/2006
Obiettivo

Caro Dario,

potresti cortesemente descrivere (max due/tre righe) l'obiettivo che ti prefiggeresti di raggiungere con l'eventuale introduzione della tua precedente proposta e postarlo? Grazie.

Subito dopo, cortesemente, potresti verificare se l'obiettivo a cui punti, attribuendogli la massima priorità iniziale, magari non è già oggi traguardabile nell'ambito degli obiettivi di secondo e/o terzo livello del progetto e farci sapere cosa eventualmente ne deduci?

E' bello "lavorare" insieme, vero? Per me veramente tanto.
Ciao. Gf

darioshanghai
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Iscritto: 06/06/2006
Coniamo

Evviva, si comincia :) (Grazie Gianfranco!!!!)

Come tu chiedi, Gianfranco, propongo un punto solo di discussione, e invito i presenti a concentrarci su questo: appena trovata una posizione comune passiamo ad altro.

All'obiettivo di primo livello parli di come questo meccanismo voglia essere basato sulla collaborazione.
La moneta nasce come "debito" dei singoli nei confronti del gruppo.
Questo comporta che, all'inizio, solo l'entità "gruppo" può spendere, i singoli membri restano elementi passivi finché non hanno riscattato il loro debito.
Questa concentrazione "indotta" delle risorse economiche, nonostante rappresenti bene il concetto di impegno dei singoli nei confronti del gruppo, rappresenta anche il corrispondente della DD in campo economico?
Secondo me no, perché chi non è d'accordo a partecipare ad una particolare spesa, se è in minoranza semplicemente "ha perso", perché la sua quota viene investita diversamente da quella che è la sua volontà. Diverso sarebbe se una percentuale di Democratici Diretti d'accordo nel sostenere un progetto lo facessero con la somma delle loro singole quote, e non attingendo a una quota comune anche a chi non è d'accordo.
Questo naturalmente richiederebbe che le quote fossero versate come credito ai singoli, non come debito, e questo andrebbe fatto sia con le quote in auri che in euro.

Che ne pensate?

Dario Pedicini

Ritratto di pino
pino
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Iscritto: 30/03/2006
Re: PROGETTO MONETA

Giflo wrote:
Ciao!

Siete tutti invitati a prendere visione del Progetto Moneta che potete trovare all'indirizzo:

http://www.reteromanaconsumocritico.org/Progetto_Moneta.pdf
....
Gianfranco

Caro Gianfranco,
hai fatto un ottimo lavoro. Rileggerò con attenzione il testo, e tra qualche giorno ti esprimerò i miei commenti. Mi è piaciuta molto anche l'intenzione "grafico-politica", nonchè la licenza "creative common".:D :D
Ottimo. Come dici tu andiamo avanti senza fretta ma, aggiungo io, con determinazione.
Sono proprio felice della tua collaborazione.

Pino.

Pino Strano - www.pinostrano.it/blog

Giflo
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Iscritto: 31/10/2006
PROGETTO MONETA

Ciao!

Siete tutti invitati a prendere visione del Progetto Moneta che potete trovare all'indirizzo:

http://www.reteromanaconsumocritico.org/Progetto_Moneta.pdf

Ovviamente lo discuteremo qui nel forum (se lo riterrete utile e/o interessante) ma intanto volevo anticiparvi che ho diviso il progetto in 3 livelli di cui al momento vi propongo solo il primo.

Man mano che verificheremo le condizioni utili per procedere (se si vorrà procedere), lo integreremo.

D'accordo?
Bene, se volete potete esprimere un primo giudizio generale partecipando anche al sondaggio PROGETTO MONETA (dopo aver letto il pdf...)

Non abbiate fretta e siate, per favore, concisi.

Anche avendo più temi da discutere, provate a sollevarne uno o due alla volta e procedere quando il gruppo consolida una nuova posizione condivisa.

Allora, buon lavoro e a presto!
Gianfranco

darioshanghai
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Iscritto: 06/06/2006
Coniamo

Ciao Alef!
Stronzate non per quanto ne so io, però un consiglio ve lo posso dare.

Alla Fiera delle Verità a Roma è venuta una semplice ragazza messicana impegnata nella lotta alla corruzione dei costumi (secondo gli "AMICI" DI RIFONDAZIONE UNA NAZISTA, ma lasciam perdere): il tema monetario è incluso in quelli che tratta l'associazione di cui fa parte.

Loro hanno avuto un grave problema quando hanno messo in circolo una moneta locale: qualche prepotente (Nemiliz ci ha detto "le banche", ma noi facciamo finta di non saperlo) quando ha scoperto che la cosa funzionava ha iniziato a stampare queste monete in proprio, creando un'inflazione che ha quasi distrutto il sistema.
Nemiliz ha parlato di un sistema di transazioni basato su registri contabili personali che, sostituendo la moneta cartacea, ha risolto il problema della contraffazione. Qualcosa del tipo: ognuno va in giro con un libretto con il proprio "budget", e registra ogni transazione firmando il libretto dell'altra persona e facendo firmare il proprio, ma il meccanismo non l'ho capito bene perché, proprio mentre ne parlava io, non sapendolo, mi sono allontanato. Ma ti posso dare il suo indirizzo email
periodicosanmiguel chiocciola yahoo punto com

E' una persona molto disponibile... parla italiano quasi perfettamente, e poi noi di giù parliamo tutte le lingue, non avrai problemi.
Per il volantinaggio eccetera ne parliamo appena ho un pò di tempo, intanto un grande abbraccio e in bocca al lupo.

Dario

Dario Pedicini

alef
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Iscritto: 29/06/2006
Coniamo

Bozza di progetto (discussa a napoli con nello e co.)

la maggior parte dei lavoratori, commercianti, liberi professionisti, ecc.
si trovano a dover applicare sconti per riuscire a vendere la propria merce
i “magazzini” sono pieni, ma i soldi non ci sono
perchè...
se allo “sconto” diamo un “valore” e quel “valore” invece di esaurirsi all'atto dell'acquisto-vendita
venisse tramutato in “simbolo”
il gioco di trasformazione euri-auri sarebbe almeno all'inizio soddisfatto
con una serie di vantaggi
il “commerciante” non cambierebbe di una virgola il suo comportamento, fatto in molti casi di “trattativa” con l'acquirente
ma all'atto dell'acquisto si vedrebbe “pagato” quello sconto in “auro”
moneta spendibile in un circuito si spera il piu' ampio possibile
come diceva giustamente michele piu' è alta la percentuale in auri che il commerciante accetta
meno iva dovrà pagare (ricordo che imposte e tasse sono in primo luogo denari utilizzati per pagare i debiti che abiamo con la bnca centrale)

come avviare questa macchina?

Si dovrà D-vulgare ovvero preparare “volantini”, brochure, o quant'altro possa essere utile
da distribuire un po' in giro (sul 3d "D-vulgare" ho postato una mia idea di volantino: "sol-Do")

questo lav'oro “volontario” sarà la base su cui stampare i primi auri
anzi aggiungo che è gia presente un “valore” in “cassa”
e sono tutti gli scritti e documenti presenti sul sito
che rappresentano un'altra risorsa che a mio avviso potrebbe essere conteggiata forfettariamente
per tramutarla in auro (ma forse mi sbaglio)

questo capitale iniziale che verrà in un primo momento stampato solo su carta (filigranata)
e distribuito tra i DD iscritti
o forse “donato” come “demo” a-vari commercianti per invogliarli a “spendere”

dall'1 cent. Di euro fino ai 2 euro non avremo bisogno almeno all'inizio di creare una contro partita in auro
in quanto le metalliche sono esenti da signoraggio bancario
ma potremmo stampare dai 3 auro in su

oppure integrare il nostro lavoro con realtà già esistenti tipo “eco-roma”

se ho (abbiamo) detto stronzate ditelo senza peli sulla lingua

alef

Giflo
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Iscritto: 31/10/2006
Coniamo

Possiamo dire che:

CONDIVIDERE sta per PARTECIPARE?
PARTECIPARE sta per RICONOSCERE me stesso negli altri membri del mio gruppo sociale che, a sua volta si riconosce in me?

Posso allora dire che c'è CONDIVISIONE quando c'è RICONOSCIMENTO reciproco e quindi RECIPROCITA' di attenzione, ascolto, rispetto, solidarietà, ...?

Ma è chiaro che tutto questo non potrà mai ridursi in una qualsivoglia formula matematica... ma dovrà, liberamente, sbocciare all'interno di ognuno.

A quel punto si dovrà "solo" tradurre in pratica l'azione che sarà pertanto coerente tra il fare dell'individuo e quello della collettività.

E uno schema operativo, si, può aiutare...

Spero di essere riuscito nel mio intento di trasmettervi il mio sentire e vi do appuntamento intorno al 20 novembre.

Buon proseguimento di lavoro.
Vi voglio bene.
Vostro Gianfranco

darioshanghai
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Iscritto: 06/06/2006
Coniamo

Azz... sono stato nominato.

Sarò bre...

1) accumulare denaro/risorse = concentrare a sé potere
2) lavorare piu' degli altri = accumulare di piu' = voler lavorare piu' tempo (a prescindere dalla qualità del risultato)
3) voler lavorare piu' tempo = costringere gli altri (col nostro potere) a lavorare anch'essi piu' tempo

Troverai una spiegazione approfondita del punto 1 nel libro Un'altra moneta di De Simone, scaricabile qui:
http://www.domenicods.tk
Per gli altri due punti ti faccio una semplice domanda:
Perché se le tecnologie aumentano e migliorano la gente lavora sempre di piu' invece che sempre di meno? Guadagnando sempre di meno invece che sempre di piu'?
Ecco la necessità di stabilire un tetto massimo per il tempo lavorativo, lasciando stare la qualità che dà un valore diverso al rapporto tempo/lavoro e che quindi va corrisposta in proporzione e lasciando stare, per ora, il problema dell'accumulo (che si può risolvere con un meccanismo di Demurrage, anche quello ben spiegato nel libro di De Simone).

Non mi considero un esperto. Leggo molto, mi tengo aperto al cambiamento, cerco la collaborazione e uso la mia testa. Forse è una mia presunzione, ma penso che basti.

Mi unisco al tuo appello (vai Gianfranco! :) ).

A' bientot,
Dario

Dario Pedicini

Quasar
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Iscritto: 14/09/2006
Coniamo

@ Giflo

Giflo wrote:
Scusate per la lunghezza di questo post ma l'ho ritenuta adeguata all'importanza degli argomenti trattati.

Caro Gianfranco, dico sul serio, non stare a disquisire sui dettagli adesso che ancora i dettagli non ci sono. Hai ben detto di soffermarci per ora sugli aspetti generali, di andare per gradi, hai già effettuato una sintesi che tutti ti abbiamo riconosciuta come valida. Prosegui su quella, e vediamo che ne vien fuori. Io sono così ignorante in materia, che potrebbe benissimo piacermi, *dopo* che ne avrò visto i dettagli, una cosa che ora che siamo ancora alle generalità non mi piace granchè. Visto che ti abbiamo già riconosciuto valida la tua sintesi, e tu su quella sintesi dici di poter tirare fuori qualcosa che regge, lascia perdere i miei commenti che NON riguardano la generalità bensì riguardano i dettagli attuativi e ciò che ne potrebbe scaturire. Ho risposto (molto sommariamente) ad alef perchè mi ha fatto una domanda, stop. Non ti curar dei miei pensieri dettagliati di adesso, perchè questi riguardano soluzioni e scenari che ho immaginato io, i quali magari non hanno proprio nulla a che vedere con quello che stai elaborando tu. Ho capito quali sono le generalità su cui stai elaborando, concordo che sono generalità frutto della sintesi dei pensieri di tutti. NON sono per nulla d'accordo su alcuni dei pensieri di altri che hanno scaturito alcune di quelle generalità, ma questo non toglie nulla alla validità della tua sintesi. Prosegui su quella, e se la proposta operativa che ne verrà fuori rispecchierà uno di miei scenari negativi, oppure ne sarà completamente diversa ma ne intravederò lo stesso delle negatività, allora mi esprimerò in dettaglio. Poi, se li vuoi sapere adesso i dettagli non ho alcun problema a spiegarli, vorrei solo che non ci arenassimo ad ogni piè sospinto perchè altrimenti finisci che ti ritrovi a dover escogitare un sistema monetario per ciascuno di noi perchè ciascuno di noi ha le proprie preferenze. Dimmi te cosa vuoi che faccia, se vuoi entro ora nei dettagli.

Intanto, sulle *generalità* ti posso dire che, dopo che mi hai spiegato a cosa ti riferisci, non condivido la parte CONDIVISIONE (ma non è che non condivido la tua sintesi, non condivido i pensieri che altri hanno espresso e che hanno scaturito la tua OTTIMA sintesi). In che senso non la condivido? non la condivido nel senso che, come ho già spiegato, secondo me non ci si dovrebbe limitare alle "ore DDlavorate", bensì si dovrebbe aprire il sistema monetario a qualunque tipo di scambio, con chiunque. Sarebbe troppo avveniristico o utopistico? ok, va bene.

Quote:
Quote:
...ma che non funziona più quando saremo, e credo che ci auguriamo tutti di diventare, centinaia-migliaia. Certo, a quel punto si potrà ristudiare un altro sistema monetario, ma perchè non ricercarlo fin da ora?

Qui giuro di non averti capito...
Ma secondo te l'attuale sistema va male perché l'hanno adottato miliardi di persone? o probabilmente andrebbe comunque male anche se ad adottarlo fossero poche centinaia di persone...

Andrebbe male comunque. Ed è proprio perchè non vorrei scacciare un "mostro" (l'euro) solo per crearne un altro (l'auro), che vorrei che si valutasse con attenzione tutte le implicazioni di un nuovo paradigma. Il fatto che l'euro e le altre monete mondiali abbiano fallito non significa automaticamente che il paradigma su cui si basano sia per forza anch'esso fallimentare. E se anche lo fosse, non significa che un nuovo paradigma sarebbe senz'altro migliore. Potrebbe anche essere uguale, potrebbe anche essere peggiore. IO NON LO SO, NON SONO COMPETENTE IN MATERIA, DICO SOLO CHE SONO PERPLESSO. Ma a prescindere dalle mie perplessità, un cambio di paradigma è un terreno inesplorato, e come tutti i terreni inesplorati dovrebbe essere affrontato con cautela, che NON ho visto in alcuni qui dentro (vuoi i nomi? faccio i nomi: Dario, Michele, Eugenio). Se questa loro baldanza è dovuta a competenza sull'argomento io non lo so. Lo spero, e in tal caso spero di venirne erudito, se non con spiegazioni esplicite (perchè sarebbe magari troppo lungo e dispendioso), almeno tramite dettagli pratici che, mi auguro, prima o poi arriveranno. Io non ho fretta.

Comunque in QUEL punto della mia risposta ad alef stavo parlando di approcci a-la "volemose bene", e stavo dicendo che tali approcci possono funzionare finchè siamo pochi. Quando le persone partecipanti sono parecchie, si è in troppi per "volesse bene" tutti quanti, e quindi a quel punto quegli approcci non funzionano più. E nel dire questo vi parlo, stavolta sì, da ESPERTO di sicurezza (o presunto tale? :roll: ).

Quote:
Per cortesia leggete la storia dei naufraghi sull'isola deserta scritta da Luis Even e che trovate su diversi siti che trattano di questioni monetarie.

Personalmente te la posso recitare a memoria, se vuoi. Il fatto che io la conosca bene non è sufficiente a fare di me un esperto in economia, e quindi ahimè non cambia di una virgola le perplessità che ho, da quel PROFANO che non sono altro.

-----

@ Stevejo

Stefano, direi che hai colto in pieno una buona parte delle mie perplessità

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@ Tutti quanti

Le vostre disquisizioni su cosa dovrebbe essere considerato lavoro e cosa no, su fantomatici limiti da imporre, ecc., dimostrano esattamente la soggettività di valori, e quindi la mancanza di equanimità, che vado segnalando riguardo l'utilizzo delle ore-uomo come unità di misura. Il mio timore, lo dirò ora MOLTO sommariamente, è che per risolvere queste soggettività si applichi una bella "legge del taglione" (bella per modo di dire) che avrebbe il risultato netto di appiattire le specificità delle persone. Quando al mondo saremo diventati TUTTI quanti, e in EGUAL misura, bravi, onesti, leali, efficienti, volenterosi, affidabili, ..., (io SPERO che ciò NON accada MAI, ma tant'è...), nonchè IMMORTALI e INDISTRUTTIBILI, ecc., allora potremo FORSE pensare di usare le ore-uomo come GARANZIA a copertura della moneta usata come unità di misura per gli scambi di servizi/beni/ecc. Fino a quel momento secondo me non può funzionare.

(*) Quanto quì scritto rappresenta solo opinioni personali, e non necessariamente quelle del Partito dei DD.

Stevejo
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Iscritto: 24/10/2006
Coniamo

Quasar ha scritto:

Quote:
Comunque per "sistema monetario a-la volemose bene" intendo un sistema monetario che sia approssimativo per cui le eventuali disequità dovrebbero essere prese come un "e vabbè, semo tutti fratelli, volemose bbene". Il che può funzionare benissimo finchè siamo noi 20-30, che siamo brave persone, oneste, leali, volenterose, ecc., ma che non funziona più quando saremo, e credo che ci auguriamo tutti di diventare, centinaia-migliaia. Certo, a quel punto si potrà ristudiare un altro sistema monetario, ma perchè non ricercarlo fin da ora?

Penso che tu voglia intendere che questo "nuovo sistema monetario" dovrà anche tenere conto della (diciamo così) natura umana, nei suoi limiti soggettivi (intesi come "essere predisposti a fare qualcosa", che chiunque può avere e che non dipendono dalla sua volontà o impegno), ma anche nei suoi possibili aspetti meno "casuali" e più voluti (una persona può rendere meno non per limiti personali, ma perchè svogliata o altro).
E su questo sono d'accordo con te, come lo sono anche quando dici che un rapporto di fiducia (x cui io mi fido che il mio impegno per un lavoro sia uguale all'impegno che ci mettono gli altri nel loro) può essere accettato tra 20-30 persone, ma è difficile accettarlo quando si è centinaia p migliaia.
Volendo essere "maliziosi" (non lo sono, ma un sistema monetario, deve anche prevederlo), chi mi dice che quella persona ha lavorato in quelle 10 ore (x le quali è stato "pagato") con lo stesso impegno con il quale io ho lavorato in un'ora?
Chi mi dice che io in un'ora non abbia prodotto di più di un'altra persona in 10 ore, non a causa di suoi limiti (minore predisposizione per un determinato lavoro) ma a causa di un suo minore impegno?

E' solo un'idea, la prima che mi viene in mente (riconosco che è banale), ma teoricamente basterebbe pagare, si in ore, ma ad avvenuta presentazione del lavoro prodotto.
Si dovrebbe cioè fare una specie di tabella, in cui si assegna, a ogni lavoro, un tempo di ore massimo per svolgerlo (assegnazione che magari sarà accettata x votazione dei membri DD). Quella persona non verrà pagata per il tempo reale che ci ha messo a fare il lavoro, ma per il tempo (in ore) che ci AVREBBE DOVUTO METTERE, secondo la tabella, a svolgerlo.
Riconosco che una catalogazzione del genere richiede tantissimo tempo, e i lavoro sono cpsì tanti (infiniti) da essere poco fattibile.
Allora si potrebbe ovviare alla tabella, dando la facoltà alla segreteria (o a chi si decide essere preposto a farlo) di assegnare, x ogni lavoro commissionato, il numero di ore massimo per svolgerlo. In questo modo la tabella la si compilerebbe di volta in volta, e ci si pone il problema dell'assegnazione delle ore, soltanto quando si ha l'esigenza che venga svolto un lavoro.
Oppure, invece di dare questa facoltà alla segreteria (non tutti potrebbero essere d'accordo sulle ore assegnate), ogni volta, per ogni lavoro che si rende necessario, si mettono ai voti (dei membri DD) il numero di ore che si ritengono necessarie x quel lavoro.

Le soluzioni potrebbero essere molte altre (il mio è solo un'esempio), ma sicuramente bisogna discutere su questo aspetto che il sistema monetario dovrebbe prevedere e regolamentare.

Vorrei precisare però, che non sempre essere pochi garantisce.
Immaginiamo, x esempio, che vi sia da fare un lavoro di volantinaggio in ogni città: stesso lavoro x tutti, le ore necessarie (decise a priori) tengono conto anche dellla vastità della città.
Il gruppo di Roma, con più persone, decide di dividersi la città: ogni persona lavora nella propria zona, ma ogni persona può (se vuole) controllare il lavoro degli altri. In questo caso c'è garanzia che il lavoro sia stato svolto veramente. Non importa in quanto tempo ogni persona ha coperto la sua zona, xchè il pagamento avviene a lavoro svolto, ossia a ore ritenute necessarie (a priori) x svolgere quel lavoro.

Anche io, a Latina (ma chiunque nella più sperduta città/paese), devo fare lo stesso lavoro di volantinaggio. Io, NON CONTROLLATO DA NESSUNO (a LAtina, x ora, sono da solo), potrei benissimo arrivare al primo secchio dell'immondizia, buttare i volantini, e 3 giorni dopo dire che ho finito il mio lavoro. Vengo pagato come quelli di Roma, ma non ho lavorato un solo minuto.

In questo caso, essere molti garantisce oggettivamente di più rispetto all'essere pochi.

Anche questo dovrà essere previsto in un sistema monetario, anche se in linea di massima sono d'accordo anche io sul fatto che essere pochi ci permette di conoscerci meglio (in teoria), e quindi di fidarci di più l'uno dell'altro.
Ma come poterlo oprevedere?
Certo, come in ogni cosa, ci sono le regole ma anche le pene x chi le trasgredisce, che fungono innanzitutto da deterrente e poi da punizione per la regola infranta.
Ma a mio avviso, un nuovo sistema monetario, per quanto ben fatto, dovrà per forza di cose affidarsi anche alla correttezza delle persone che lo accettano, e che ne condividono l'ideale e lo scopo finale.

Shanghai ha scritto:

Quote:
1) Siamo sicuri che l'espressione "reciprocità" includa il recupero del tempo? Non mi risulta che esistano meccanismi economici in cui c'è un massimo di ore lavorative lucrose... essendo una novità importante ed estremamente innovativa forse meriterebbe un risalto maggiore, per cui ci vorrebbe una "catalogazione" a parte, sempre se siete d'accordo sul fatto che questa potrebbe essere una cosa utile.

Non so risponderti...così a getto direi di si, basta che le regole (reciprocamente condivise e applicate da tutti) prevedano il "rispetto del tempo delle persone" (e che ovviamente tali regole valgano per tutti).
In linea di massima, comunque, sono d'accordo che il "tempo delle persone" debba essere rispettato in quanto "prezioso".
Anche se poi personalmente sono ben contento di utilizzare tutto il mio tempo libero per un progetto o ideale che condivido. Ma questo, ovviamente, dovrebbe essere "volontario" (almeno in parte) e non obbligatorio.

Shanghai ha scritto:

Quote:
lo studio dovrebbe essere volontario, non interessato o finalizzato ad aumentare i propri introiti. Uno studio volontario aumenta la consapevolezza sulle cose studiate, uno studio finalizzato tende a raggiungere il pezzo di carta.
Uno studio disinteressato segue la verità delle nuove scoperte, uno finalizzato crea delle élite specializzate che cercano di mantenere lo status quo, solo per non perdere la posizione di privilegio acquisita in base agli studi effettuati.

Quì ti quoto in pieno. :D

Evgenij ha scritto:

Quote:
penso che sia fondamentale definire che cosa sia lavoro e che cosa non lo sia

Sono d'accordo :D ...

Evgenij ha scritto:

Quote:
studiare non è lavorare e neanche progettare è lavorare... neppure inventare una nuova macchina è lavorare

per me lavorare è la realizzazione di qualche cosa utile

esempio

se c'e da realizzare un muro portante di una casa
l'arch. che sceglie il colore della parete penso che non lavori
l'ing. che fà i calcoli perchè rimanga in piedi neanche
il muratore ed il carpentiere che lo tirano su lavorano
l'imbianchino che dà il colore lavora

pertanto nulla vieta che l'ing. faccia anche il muratore
e che l'arch. faccia l'imbianchino

Non sono d'accordo. Studiare non è lavorare, ma progettare si.

Se non c'è nessuno (architetto) che progetta una casa, il muratore certo non la costruisce da solo.
Se l'ingegnere non fa i calcoli, l'architetto non ha i dati necessari per il suo progetto.
Innanzitutto ricordiamoci che, affinchè ogni cosa sia ben fatta, è necessario uno progetto (o studio) ben fatto e un lavoro, per far eseguire il progetto, altrettanto ben fatto.
Se l'ingegnere non facesse l'ingegnere di lavoro, il ricercatore il ricercatore di lavoro, il muratore il muratore di lavoro, nessuno sarebbe specializzato in niente, e certo i prodotti che finiremmo per usare (macchina, casa, aereo, torta), non sarebbero ben fatti, e anzi si rivelerebbero totalmente inutili allo scopo per cui erano destinati.

Perchè le cose vadano bene, ogniuno deve fare il suo lavoro, sia esso concettuale o manuale.
Ma sempre di lavori si tratta.

Un saluto,
Stefano

Stefano Cassoni

Giflo
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Iscritto: 31/10/2006
http://www.bellia.com/l'isola_dei_naufraghi/L'isola%20dei%20

Ragazzi,
senza nulla togliere alla validità dei ragionamenti sulla "valorizzazione" del lavoro esposti da Quasar, Dario e altri, calcolata a cominciare dal "tempo lavorato" (ma sappiamo che quest'ultimo non è l'unico parametro ad entrare in gioco), vorrei però sottolineare che in questo ambito il denaro è solo uno strumento di scambio di valori sui quali, in altra sede, gli "scambiatori" si sono precedentemente accordati (nel migliore dei casi!).
Se quell'accordo non c'è o esprime "ingiustizia", non mi sembra il caso di prendersela con la moneta.

Invece emergeranno (come è possibile dimostrare nel caso di tutte le valute "ufficiali" mondiali) senz'altro le eventuali responsabilità della moneta nella sua qualità di mezzo di scambio e unità di misura del valore ma all'interno di un particolare sistema monetario, quando è essa stessa IL MEZZO concepito per effettuare scambi dis-eguali.

Però, se vogliamo approfondire i criteri di valorizzazione opterei per l'apertura di un nuovo forum dedicato a questo e procederei invece qui con l'analisi ed elaborazione del sistema monetario da avviare in DD.

Insisto ancora un pochino sulla RECIPROCITA' per sottolineare un aspetto che deve essere sfuggito in assenza della necessaria attenzione:

se peso le attività umane con lo stesso criterio sia quando compro che quando vendo, le eventuali differenze di valorizzazione si annullano permettendo di usare (finalmente!) la moneta per lo scambio di valori proporzionali tra loro (p.e. in base al tempo) e quindi con valenza neutra in se e per sè rispetto alla dimesione "valore".

E questo è vero indipendentemente dall'algoritmo usato per la valorizzazione. Se sopra/sotto-valuto tanto in ingresso quanto in uscita, alla fine pareggio sempre!

Pertanto è vero anche il suo contrario: se non c'è reciprocità, c'è dis-uguaglianza di valorizzazione.

E chiudo. Se il metro ha la qualità della lunghezza, come il chilo quella del peso, la moneta ha quella del valore.

Ma se scambio un metro di stoffa con un metro di spaghetti non mi sembra il caso di prendersela con il "metro"... lui ha misurato bene in entrambi i casi.

Ciao, Gianfranco

Evgenij
Offline
Iscritto: 01/06/2006
Coniamo

shanghai wrote:
Hmmm...
Due riflessioni:
1) Siamo sicuri che l'espressione "reciprocità" includa il recupero del tempo? Non mi risulta che esistano meccanismi economici in cui c'è un massimo di ore lavorative lucrose... essendo una novità importante ed estremamente innovativa forse meriterebbe un risalto maggiore, per cui ci vorrebbe una "catalogazione" a parte, sempre se siete d'accordo sul fatto che questa potrebbe essere una cosa utile.
2) Perché il tempo di un dentista dovrebbe valere di piu' di quello di uno spazzacamino? Se la questione è la mole di lavoro (piu' lavoro/meno tempo) rispetto a dentisti (non spazzacamini) meno esperti posso essere d'accordo, ma se la questione sono lo studio dedicato al proprio lavoro non sono piu' d'accordo per un motivo molto semplice: lo studio dovrebbe essere volontario, non interessato o finalizzato ad aumentare i propri introiti. Uno studio volontario aumenta la consapevolezza sulle cose studiate, uno studio finalizzato tende a raggiungere il pezzo di carta.
Uno studio disinteressato segue la verità delle nuove scoperte, uno finalizzato crea delle élite specializzate che cercano di mantenere lo status quo, solo per non perdere la posizione di privilegio acquisita in base agli studi effettuati. E questo è sotto i nostri occhi da sempre, in politica, in economia, in medicina, in comunicazione, tutta gente che si danna l'anima per raggiungere una laurea, e poi continua a dannarsi l'anima omettendo, mentendo, prevaricando, solo per mantenere la posizione raggiunta. Mentre, all'inizio, queste persone forse volevano fare qualcosa di buono per tutti. Quindi dico

NO ALLO STUDIO COME STRUMENTO DI POTERE

Questo ha altre implicazioni da discutere, ma se fossimo d'accordo su questo trovare una strategia sarebbe piu' facile.

Ciao.

Sei un graaaaande!!!!!

significa che sono totalmente d'accordo con te...

anche se... permettetemi un'ora di calcio professionistico non vale un'ora da facchino

penso che sia fondamentale definire che cosa sia lavoro e che cosa non lo sia

studiare non è lavorare e neanche progettare è lavorare... neppure inventare una nuova macchina è lavorare

per me lavorare è la realizzazione di qualche cosa utile

esempio

se c'e da realizzare un muro portante di una casa
l'arch. che sceglie il colore della parete penso che non lavori
l'ing. che fà i calcoli perchè rimanga in piedi neanche
il muratore ed il carpentiere che lo tirano su lavorano
l'imbianchino che dà il colore lavora

pertanto nulla vieta che l'ing. faccia anche il muratore
e che l'arch. faccia l'imbianchino
e, il non plus ultra per fare il custode ci vorrebbe la qualifica di ricercatore universitario...

poi mi stà bene che qualsiasi lavoratore che riesca a prendere un titolo di studio superiore guadagni di più

"Ignoro le verità assolute. Ma sono umile di fronte alla mia ignoranza, ed è in questo il mio onore e il mio premio"
http://ddpiemonte.forumattivo.com/

darioshanghai
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Iscritto: 06/06/2006
Coniamo

Hmmm...
Due riflessioni:
1) Siamo sicuri che l'espressione "reciprocità" includa il recupero del tempo? Non mi risulta che esistano meccanismi economici in cui c'è un massimo di ore lavorative lucrose... essendo una novità importante ed estremamente innovativa forse meriterebbe un risalto maggiore, per cui ci vorrebbe una "catalogazione" a parte, sempre se siete d'accordo sul fatto che questa potrebbe essere una cosa utile.
2) Perché il tempo di un dentista dovrebbe valere di piu' di quello di uno spazzacamino? Se la questione è la mole di lavoro (piu' lavoro/meno tempo) rispetto a dentisti (non spazzacamini) meno esperti posso essere d'accordo, ma se la questione sono lo studio dedicato al proprio lavoro non sono piu' d'accordo per un motivo molto semplice: lo studio dovrebbe essere volontario, non interessato o finalizzato ad aumentare i propri introiti. Uno studio volontario aumenta la consapevolezza sulle cose studiate, uno studio finalizzato tende a raggiungere il pezzo di carta.
Uno studio disinteressato segue la verità delle nuove scoperte, uno finalizzato crea delle élite specializzate che cercano di mantenere lo status quo, solo per non perdere la posizione di privilegio acquisita in base agli studi effettuati. E questo è sotto i nostri occhi da sempre, in politica, in economia, in medicina, in comunicazione, tutta gente che si danna l'anima per raggiungere una laurea, e poi continua a dannarsi l'anima omettendo, mentendo, prevaricando, solo per mantenere la posizione raggiunta. Mentre, all'inizio, queste persone forse volevano fare qualcosa di buono per tutti. Quindi dico

NO ALLO STUDIO COME STRUMENTO DI POTERE

Questo ha altre implicazioni da discutere, ma se fossimo d'accordo su questo trovare una strategia sarebbe piu' facile.

Ciao.

Dario Pedicini

Giflo
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Iscritto: 31/10/2006
Coniamo

http://www.bellia.com/l'isola_dei_naufraghi/L'isola%20dei%20naufraghi.htm

Giflo
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Iscritto: 31/10/2006
Coniamo

Scusate per la lunghezza di questo post ma l'ho ritenuta adeguata all'importanza degli argomenti trattati.

Quote:
Le mie perplessità riguardano il successo, ovvero il corretto funzionamento, di un sistema monetario basato sulle ore-uomo invece che su cose materiali.

La base effettiva su cui stiamo elaborando è una combinazione di a) forza lavoro; b) beni (materiali); c) generico potere d'acquisto.

La Forza-Lavoro è UNO degli elementi oggetto di scambio sociale mediato dall'uso di un sistema monetario di proprietà della collettività interessata.

I dubbi sul "valore" della forza-lavoro nascono forse perché non si immaginano ancora quali saranno i criteri condivisi da adottare per valutarne la "qualità" ...

BENE! in questo caso suggerisco di CONTINUARE A PENSARE COME GIA' PENSIAMO OGGI!

Esempio pratico n.1): la collaboratrice domestica la pago a ore. Ci sono delle aspettative in termini di qualità del suo lavoro che se saranno soddisfatte rinnoveranno il rapporto di fiducia (e quindi economico), altrimenti si "cambia".

Esempio pratico n. 2): vado dal dentista e accetto di pagare un'ora del suo tempo 10 volte di più di un'ora del tempo del barbiere. A quanto pare MI SONO DIMENTICATO che la base per una giustizia sociale negli scambi economici doveva essere IL TEMPO, no, SCUSATE la QUALITA', oddio... cosa?
Ma, certo! se il dente continua a farmi male da lui non ci torno più... ne cerco un altro più bravo.

Forse un sistema monetario permette "solo" di sfruttare (O MENO) il prossimo in virtù del suo funzionamento intrinseco, lasciando comunque libera la società di fluttuare su tutti gli altri aspetti del vivere in regime di "divisione del lavoro" (culturali, psicologici, ...)

Se ho capito bene noi vogliamo invece creare un sistema (inizialmente interno) che non incorpori in sè, all'origine, la possibilità di sfruttare o di essere sfruttati in virtù di come questo sistema viene strutturato. Giusto ?

Altro ovviamente è risolvere le patologie intrinseche del "sistema uomo". One step at a time, please...

Il progetto stesso che, diciamo, vi dettaglierò tra una settimana (non ho poi tutto questo tempo personale "libero" per farlo più velocemente) verrà VALUTATO in funzione delle aspettative e, quindi, chiariamocele con la massima precisione possibile in precedenza. Altrimenti ci potremmo avvitare su noi stessi.

Quote:
Basarsi sulle ore-uomo a me sembra una differenza a cui fare MOLTA attenzione, perchè l'elemento base del sistema non verte più su "qualcosa che hai" (un etto d'oro, piuttosto che una mela), bensì verte su "qualcosa che sei" (le tue attitudini unite alla tua capacità, volontà, e possibilità di attuarle). E le "cose che sei" sono molto, molto, MENO equanimi delle "cose che hai". Per "equanime" intendo "accettato indiscutibilmente da tutti". Ho fatto qualche esempio pratico nei miei post addietro.

Vi ripropongo la parola (concetto, idea, verità se e solo se realmente vissuta) RECIPROCITA'.
Se tutti agiscono con reciprocità, il livello, la qualità dei rapporti dovrebbere tendere verso l'essenziale... Da sperimentare ovviamente mettendoci anche un pò di coraggio. Che diamine!

Quote:
Io sono riuscito a immaginarne solo un paio principali, diametralmente opposti, e entrambi da incubo, ciascuno per motivi diversi, che quindi ovviamente decreterebbero il fallimento del sistema monetario (nella migliore delle ipotesi). Spero che la competenza e l'esperienza di Gianfranco possa fornire quelle informazioni che a me mancano per individuare lo "scenario intermedio", soluzione benigna di tutti i "mali".

Caro Quasar, l'incubo lo stiamo già vivendo tutti, tutti i santi giorni.
Però sappiamo che noi lo abbiamo accettato mentre, qui, ora ci proponiamo di cambiare alcune cose, innanzitutto il modo con cui guardiamo al nostro prossimo.
E' da qui che può nascere il nuovo. Non credo che ciò possa accadere semplicemente come funzione di un progetto, per quanto buono e giusto esso possa essere.

Quote:
...ma che non funziona più quando saremo, e credo che ci auguriamo tutti di diventare, centinaia-migliaia. Certo, a quel punto si potrà ristudiare un altro sistema monetario, ma perchè non ricercarlo fin da ora?

Qui giuro di non averti capito...
Ma secondo te l'attuale sistema va male perché l'hanno adottato miliardi di persone? o probabilmente andrebbe comunque male anche se ad adottarlo fossero poche centinaia di persone...
Per cortesia leggete la storia dei naufraghi sull'isola deserta scritta da Luis Even e che trovate su diversi siti che trattano di questioni monetarie.

a presto. Gianfranco

Quasar
Offline
Iscritto: 14/09/2006
Coniamo

alef wrote:
quasar [...]
ti chiedevo se con shanghai potete
illustrarmi in poche parole se si puo' fare uno sportello
qui sul sito, "sicuro"

Non te lo posso valutare finchè non conosco i dettagli di funzionamento del sistema monetario in sè. Sarebbe come se tu mi chiedessi: "quanto costa un orologio?" Io posso solo risponderti: "quale orologio?" ;)

Quote:
credo dovresti chiarire tutte le tue perplessità
perchè così possiamo solo arricchire
e votare con piu' consapevolezza

Le mie perplessità riguardano il successo, ovvero il corretto funzionamento, di un sistema monetario basato sulle ore-uomo invece che su cose materiali. Basarsi sulle ore-uomo a me sembra una differenza a cui fare MOLTA attenzione, perchè l'elemento base del sistema non verte più su "qualcosa che hai" (un etto d'oro, piuttosto che una mela), bensì verte su "qualcosa che sei" (le tue attitudini unite alla tua capacità, volontà, e possibilità di attuarle). E le "cose che sei" sono molto, molto, MENO equanimi delle "cose che hai". Per "equanime" intendo "accettato indiscutibilmente da tutti". Ho fatto qualche esempio pratico nei miei post addietro.

Anche un etto d'oro non è proprio del tutto equanime, perchè mentre io gli dò un valore immenso, il capo di una tribù polinesiana preferisce le perline colorate, ma, che diamine, il valore di una persona è ancora meno equanime di un etto d'oro (o di una mela). Io non so se questo sia necessariamente negativo, a me sembra MOLTO negativo per il successo di un sistema monetario, ma non mi dilungo ora a spiegare i miei argomenti, altrimenti ci scappa l'ennesimo megapost chilometrico. Attendo di conoscere i dettagli del sistema che proporrà Gianfranco. E' lui l'esperto, magari le mie perplessità hanno una risposta che mi verrà data automaticamente dalla sua proposta. Per adesso, e finchè non mi si saranno chiarite le idee, mi limito a dire che basarsi su "cose che sei" invece che su "cose che hai" è un cambio di paradigma non da poco, che dovrebbe far riflettere tutti sui possibili scenari. Io sono riuscito a immaginarne solo un paio principali, diametralmente opposti, e entrambi da incubo, ciascuno per motivi diversi, che quindi ovviamente decreterebbero il fallimento del sistema monetario (nella migliore delle ipotesi). Spero che la competenza e l'esperienza di Gianfranco possa fornire quelle informazioni che a me mancano per individuare lo "scenario intermedio", soluzione benigna di tutti i "mali".

Quote:
se poi ti riferisci a "volemose bene"
non credo che chi l'ha detto (n0n l'ho trovato)
abbia voluto intendere
'semo pirla! o fazemo i pirla'

Non l'hai trovato perchè non l'ha detto nessuno, letteralmente. Sono io che ho usato quell'espressione per ultra-sintetizzare in due parole (proprio due) la mia impressione su alcuni commenti che ho letto.

Comunque per "sistema monetario a-la volemose bene" intendo un sistema monetario che sia approssimativo per cui le eventuali disequità dovrebbero essere prese come un "e vabbè, semo tutti fratelli, volemose bbene". Il che può funzionare benissimo finchè siamo noi 20-30, che siamo brave persone, oneste, leali, volenterose, ecc., ma che non funziona più quando saremo, e credo che ci auguriamo tutti di diventare, centinaia-migliaia. Certo, a quel punto si potrà ristudiare un altro sistema monetario, ma perchè non ricercarlo fin da ora?

Non sto a spiegare dov'è che vedo il "volemose bbene" nel sistema monetario che, nella mia ignoranza, vedrei prefigurarsi da alcuni commenti che ho letto, perchè altrimenti ricado sul megapost chilometrico che dicevo prima. Aspetto i dettagli di Gianfranco, e casomai mi pronuncierò su quelli.

(*) Quanto quì scritto rappresenta solo opinioni personali, e non necessariamente quelle del Partito dei DD.

Giflo
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Iscritto: 31/10/2006
Coniamo

All'interno del nostro specchietto, e dopo gli ultimi interventi, riconosco che manca una parola (concetto, idea, vera se espressa nella realtà vissuta):

RECIPROCITA'.

Dove pensate che dovremmo collocarla?

CONDIVISIONE -> PROMESSA -> IMPEGNO -> "DEBITO" (verso l'organismo collettivo)
ATTIVITA' -> TRASFORMAZIONE "DEBITO" in "CREDITO" (verso gli altri membri ancora "solo" impegnati quindi in "debito")
MONETA (semplice carta!) -> TITOLO di "CREDITO" (quando accettata)
MERCATO = SCAMBIO ATTIVITA' = CIRCOLAZIONE del "CREDITO"
Carta-moneta = VALORE ECONOMICO SOCIALE CONVENZIONALE

Ciao. Gianfranco

p.s: l'osservazione di Dario credo che rientri anch'essa in questa parola...

alef
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Iscritto: 29/06/2006
Coniamo

Faccio una proposta per assurdo
perdonatemi ,già da ora, quindi per l'eccesso di contrasto

poniamo il caso di quantizzare
il val-ore di lav-oro
di un dattilografo-scrittore-giornalista-...

che usa quindi una tastiera standard

portiamo la “quota-lavoro” ad un livello “sovra-umano” :D
20 battute al secondo (ovvero una media altissima [per i miei standard :)]

consideriamo per ipotesi
il metro da noi discusso fino ad ora (1 ora=10Auro)

in un'ora questo super dattilografo-scrittore-giornalista ecc.
che ha idee e le butta a pioggia sopra i tasti
avrà battuto (ogni record)
72000 battute (credo:la matematica non è mai stata il mio forte :)

poniamo allora
che sul “nostro” mercato
la spremuta del tasto è pagata 1cent di Auro (faccio ipotesi, senza considerare il “pensiero” che c'è dietro quella “pigiata”)
il nostro dattscrittista dovrebbe incamerare
in teoria 720 Auri (sempre se non sbaglio)

poniamo sempre x assurdo
che queste “quote” siano ufficiali

e che ogni iscritto DD
che scrive sul sito
accetti di essere remunerato per il tempo che dedica
alla realizzazione della democrazia (;)

poniamo che il signore di cui sopra
sia un iscritto DD che ha aperto un 3D
ha scritto un papiello di un'”ora”
72000 battute
comunque tempo dedicato
considerando che si presuppone che se scrive lì
ci crederà ai DD

arrivo al punto:

poniamo che il tasto “quote”
non sia solo un tasto per dire:
cazzo che bel post!
Ma anche per dire ti meriti la “quota potenziale” (720 Auri in questo caso)

la percentuale di “quotazione” (gradimento)
determinerà quanto il dattilografo-scrittore-giornalista-...
incamererà realmente

questo perchè se io creo un 3D
e posto:
AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA

Avrò un potenziale di 500 cent (circa) di Auri
ma credo nessuno lo “quoterebbe”
gli ho fatto perdere solo tempo! :D:D

quindi avrei un potenziale di 5 auri
ma 0 auri reali

è assurdo?
Potrebbe essere un banco di prova (una volta che avremo chiarito tutto)?

e un "incentivo" alla "partecipzione", (sempre quando sul territorio avremo creato una buone "rete")?

ciao :D:D

alef

Giflo
Offline
Iscritto: 31/10/2006
Coniamo

il tempo è:

denaro
libertà

alef
Offline
Iscritto: 29/06/2006
Coniamo

il tempo è denaro (?)

:D:D

alef

darioshanghai
Offline
Iscritto: 06/06/2006
Coniamo

Dopo la mia ultima riflessione sul valore del tempo aggiungerei un passaggio alla semplificazione che hai fatto, Gianfranco:
MERCATO = SCAMBIO ATTIVITA' = RIVALORIZZAZIONE DEL TEMPO UMANO/LAVORO = CIRCOLAZIONE del "CREDITO"

Naturalmente, se la maggioranza condivide la mia visione del lavoro espressa nel post precedente.

Al tuo "CONDIVIDIAMO" rispondo sì!

Dario Pedicini

Giflo
Offline
Iscritto: 31/10/2006
DUBBI

A proposito di :

Quote:

Non mi è chiaro a cosa ti riferisci con "CONDIVISIONE" (prima di "PROMESSA -> ecc.")

Riporto, in particolare le seguenti osservazioni circolate nel gruppo:
Quote:

In realtà la proposta di Anna verteva sull'opportunità di istituire un versamento obbligatorio all'atto dell'iscrizione.

Quote:

Non giurerei su quale sia il meccanismo attuale, ma per quanto riguarda l'emissione di auri io la vedevo collegata alla "promessa" di ore "DDlavorate". Non solo alla promessa di dare un certo numero di euri.

Una specie di BOT depositati nella banca-segreteria dell'emettitore e garantiti dall'emettitore a fronte dei quali la segreteria batte auri equivalenti.
Dunque, dato che di obbligatorio in realtà non ci può essere nulla... "l'obbligatorietà" del versamento all'atto dell'iscrizione non può essere altro che la manifestazione volontaria della propria accettazione di una idea: sostenere le esigenze organizzative dell'organismo collettivo di cui si VUOLE entrare a far parte, ANCHE attraverso un contributo esprimibile in offerta di forza lavoro, beni o generico potere d'acquisto.

Quando ho maturato la volontà di CONDIVIDERE questo presupposto, posso passare alla fase successiva: PROMETTO formalmente di versare quel contributo attraverso il canale o i canali che più saranno congeniali a me e alle esigenze del momento espresse dall'organismo collettivo.
Da qui scaturisce poi l'IMPEGNO ma di questo ne tratteremo, eventualmente, in altro momento.

E poi si va avanti...

Spero che sia riuscito, estendendolo, ad esprimere la sostanza del concetto condivisione e promessa per come li ho colti io qui.

L'altro punto:

Quote:
la moneta elettronica è un rischio?

Dipende. Ma vogliamo riflettere sul tema generale della moneta elettronica o vogliamo valutare la prospettiva di un suo concreto uso in DD?

Nel primo caso aprireri (ma non lo suggerisco, almeno per ora) un forum dedicato.
Nel secondo caso vi faccio solo osservare che voi qui siete "abituati" a stare davanti al computer e, comuqnue, sempre con qualche difficoltà (ah! i tempi del lavoro e di quello liberato!).

Allora, secondo me, se NON volete che l'Auro rimanga all'interno di DD, pensate alla potenziale capacità del pubblico di interagire attraverso internet... alla massaia, al macellaio sotto casa, eccetera eccetera...

Se poi per elettronica si intende l'uso di dispositivi portatili, bhè fate due conti prima con i costi di queste soluzioni e con la naturale diffidenza verso la combinazione di due fattori entrambi assolutamente nuovi! (l'idea di Auro e dell'apparecchietto a batterie che conserva i miei "soldi")

A dopo. Gianfranco

alef
Offline
Iscritto: 29/06/2006
Coniamo

quoto giflo

quasar tu potresti occuparti del tuo territorio (reale)

o se preferisci il virtuale (o potenziale)
ti chiedevo se con shanghai potete
illustrarmi in poche parole se si puo' fare uno sportello
qui sul sito, "sicuro"
credo dovresti chiarire tutte le tue perplessità
perchè così possiamo solo arricchire
e votare con piu' consapevolezza

se poi ti riferisci a "volemose bene"
non credo che chi l'ha detto (n0n l'ho trovato)
abbia voluto intendere
'semo pirla! o fazemo i pirla' :D:D

domanda:

la moneta elettronica è un rischio?

alef

Quasar
Offline
Iscritto: 14/09/2006
Re: Proiezione

Giflo wrote:
0. le attività concrete si sviluppano essenzialmente sul territorio;

1. la dimensione economica generale non cambierà di colpo perché in un punto del cosmo saranno apparsi gli Auri;

2. cosa ci si potrà aspettare dal nostro mercato in Auri sarà sempre e comunque una funzione proporzionata alla partecipazione del gruppo, INNANZITUTTO!

3. è fondamentale sottolineare che all'inizio sarà inutile stare a misurare gli effetti "macro-economici" prodotti dalla sperimentazione
Ok

Quote:
4. è molto utile pensare di far incontrare il gruppo (direi quello romano)

Per quanto mi riguarda allora posso solo chiamarmi fuori. Tuttavia se mi sarà possibile mi piacerebbe essere presente ai lavori, perchè l'argomento mi incuriosisce. (Prometto che starò zitto! ;))

Quote:
5. ci prendiamo qualche giorno per sollevare qualche dubbio di tipo "generico" ma, suggerirei uno o due alla volta, passando ai successivi quando si saranno chiariti i primi.

Non mi è chiaro a cosa ti riferisci con "CONDIVISIONE" (prima di "PROMESSA -> ecc.")

Quote:
6. che il gruppo trovi un suo modo di esprimere consenso su questa che al momento è solo la mia proiezione di un potenziale percorso collettivo.

Puoi usare i poll (sondaggi) di questo forum. Lo potrei fare io per te ma sarebbe meglio che lo facessi tu, così inserisci tutte le possibili risposte che ritieni più appropriate (io non so se ti basta "sì/no" o se vuoi dare più possibilità).

Devi solo cliccare sul pulsante "nuovo argomento" in un forum: nella pagina che ti si presenta noterai che sotto il solito form dove inserisci il testo ci sono a tua disposizione anche le modalità di creazione di un sondaggio (numero di possibili risposte e rispettivo testo, durata della votazione, voto palese o segreto, ecc.)

(*) Quanto quì scritto rappresenta solo opinioni personali, e non necessariamente quelle del Partito dei DD.

Giflo
Offline
Iscritto: 31/10/2006
Proiezione

Carissimi tutti,
si, è vero, immagino già come si potrebbe procedere con una prima sperimentazione ma, credetemi, rifletterà nient'altro che il lav-oro svolto fin qui tutti insieme!

E allora, se sentiamo di essere arrivati a questo punto, credo non sia banale sottolineare alcuni aspetti di fondo prima di procedere ulteriormente:

0. le attività concrete si sviluppano essenzialmente sul territorio;

1. la dimensione economica generale non cambierà di colpo perché in un punto del cosmo saranno apparsi gli Auri;

2. cosa ci si potrà aspettare dal nostro mercato in Auri sarà sempre e comunque una funzione proporzionata alla partecipazione del gruppo, INNANZITUTTO!

3. è fondamentale sottolineare che all'inizio sarà inutile stare a misurare gli effetti "macro-economici" prodotti dalla sperimentazione, mentre lo sarà che tutti gli attori si PREDISPONGANO comunque alla possibilità di essere chiamati a partecipare attivamente alla circolazione, se e quando le circostanze gli si presenteranno effettivamente (come quella di offrirsi).

4. è molto utile pensare di far incontrare il gruppo (direi quello romano) per un incontro di start-up decisionale/operativo, comunque da preparare in anticipo.

5. ci prendiamo qualche giorno per sollevare qualche dubbio di tipo "generico" ma, suggerirei uno o due alla volta, passando ai successivi quando si saranno chiariti i primi.

6. che il gruppo trovi un suo modo di esprimere consenso su questa che al momento è solo la mia proiezione di un potenziale percorso collettivo.

A domani!
Ciao, Gianfranco Florio

Quasar
Offline
Iscritto: 14/09/2006
Coniamo

Caro Giflo, come fusione sintetica dei concetti espressi da noialtri, il tuo lavoro è a mio avviso eccellente. Se tu ritieni che con quegli elementi, alcuni anche discordanti, si può tirare fuori qualcosa di concreto, ben venga. Lo condivido pienamente, considerando che siamo pochi, siamo all'inizio, e si sta sperimentando. Anche una sola settimana di prova pratica potrebbe aiutare ad illuminare tutti quanti meglio di un anno di elucubrazioni teoriche.

Per quanto mi riguarda, i dubbi e le perplessità da profano che avevo non mi sono stati fugati, anzi mi sono stati alimentati allorchè ho letto taluni commenti che sostanzialmente si ispirano a filosofie del "volemose bene", o almeno così sono apparsi a me. Avrei cose da dire con cui controbattere a quei commenti ma, se sei in procinto di proporci intanto una possibile soluzione, mi astengo ed attendo casomai di vedere la tua proposta concreta ed eventualmente commentare piuttosto su quella.

Infine, ovviamente mi associo con piacere ai ringraziamenti per la tua disponibilità.

(*) Quanto quì scritto rappresenta solo opinioni personali, e non necessariamente quelle del Partito dei DD.

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