Pubblico qua la mia risposta alla seguente domanda postami da Quasar via e-mail. Credo infatti che sia di assoluto interesse generale.
se, per ipotesi, in un futuro più o meno prossimo ci fosse la proposta di
fare, che so, un volantinaggio, una raccolta firme, una manifestazione di
piazza, una campagna di sensibilizzazione, o quant'altro, contro ad esempio
il signoraggio dei privati, o magari contro la pena di morte (tanto per
dirne una che so che ti sta molto a cuore), saresti favorevole a farla con
la bandiera del movimento? saresti contrario? saresti neutrale? non so se
sono riuscito a spiegare lo scenario. Immagina che si dovesse decidere, che so, di andare in piazza a manifestare contro la pena di morte: ora come ora la tua idea è che saresti favorevole a farlo sotto il segno del movimento?
cioè saresti favorevole a mandare alla gente il messaggio che: "il movimento dd vuole l'abolizione della pena di morte"?
Questa è una domanda giusta. E perfetta per evidenziare un nodo politico reale che abbiamo.
Ci ho pensato un bel po'. Devo dire che se non ci fosse stato lui a farla bisognava inventare qualcuno che lo facesse.
Rispondere a questa domanda ha stimolato in me l'esigenza di esprimere alcune considerazioni più generali anche se non immediatamente connesse alla domanda stessa. Allora abbiate un pò di pazienza che prima di arrivare alla mia proposta operativa vi toccherà sciropparvi un pò di queste riflessioni.
1) Voi sapete che io penso che la dd sia una procedura e come tale non prevede, né deve prevedere un particolare modello del mondo, ma solo il diritto dei cittadini di contribuire in pari misura a determinarlo.
A rigore questo andrebbe esteso anche al modello stesso di dd che noi vogliamo proporre! Perchè mai dovremmo essere noi a proporre un modello istituzionale? Sono i cittadini che devono deciderlo. Qualcuno potrebbe preferire un alto tasso di delega (magari ad esperti), qualcun altro invece l'estrazione a sorte degli incarichi esecutivi. E via così. E ognuno di questi modelli può essere criticabile anche ideologicamente e rischia di allontanare i già dd. Anzi qualcuno lo ha già allontanato.
Ma demandare semplicemente la definizione di un qualsiasi modello ad una decisione diretta di tutti i cittadini sposta il problema verso l'insolubilità. Perchè c'è poi da chiedersi in che modo i cittadini devono e possono esprimere la loro volontà? Da qui si arriva rapidamente a un (ormai per me tristemente noto) "loop diabolico" immobilizzante: come si decide il modo di decidere?
Da questo loop se ne può uscire così: "in un qualsiasi modo purché consenta ai cittadini di avere il potere di cambiare il modo stesso, soltanto sulla base dell'espressione della propria volontà".
Quindi da questo punto di vista abbiamo il diritto e anzi il dovere di proporre un modo, che sia praticabile, che risponda alla più naturale delle domande, alla quale non si può rispondere in modo semplicemente rigoroso che poi lo vedranno i cittadini. E cioè alla domanda: voi volete la dd, e vabbene ma come si fa?
Quindi il primo punto è per me risolto. Ripeto abbiamo il diritto e il dovere di proporre un modello (o anche meglio, più di uno) di sistema istituzionale dd.
2) Ma noi, con la fondazione dell'associazione politica dei DD, abbiamo deciso non solo di proporre un modo (o più modi) per fare la dd ma anche di FARE tutte le azioni che siamo in grado di fare perché si creino le condizioni politiche generali e specifiche affinché la dd si affermi come modello nella gestione della cosa pubblica.
Cioè vogliamo che si determini una maggioranza parlamentare che deliberi per il cambiamento delle istituzioni in senso dd. E lo vogliamo non dall'esterno (cioè votando altri partiti o candidati di questi magari supposti sensibili ai temi dd) ma scegliendo di proporre noi (in prima persona giuridica, come associazione politica) un modello liste elettorali la cui gestione sia nelle mani dei cittadini. Nelle mani dei cittadini. Dalla loro formazione, passando alla definizione del programma, fino alla gestione degli eventuali eletti. Per questo noi siamo una associazione politica MOLTO diversa. Siamo gli unici che programmaticamente non vogliono affatto gestire la rappresentanza politica attraverso il partito.
Ripeto gli unici. Nessuno nè quelli giudicati comunemente (e anche autodefinitisi) "puri" o "puristi" (come i movimenti di piudemocrazia), nè quelli comunemente giudicati "realisti" del MdP (col suo attuale assetto...in futuro? boh?), nè meno che mai i partiti tradizionali, anche i più libertari: umanisti, radicali, rifondazione e via diminuendo.
Sì. Anche i mov più democrazia alla fine, se scelgono di dare supporto a candidati dentro ai partiti tradizionali, in pratica sostengono il sistema attuale. Rinunciando a mettere i piedi nel piatto, a porsi il problema, per timore di sporcarsi le mani, lasciano intatto il meccanismo di delega sostanziale del potere che si realizza con le elezioni.
Noi mettiamo invece un dito nell'occhio del sistema, proponendo ai cittadini che lo vogliono di praticare da subito il massimo di democrazia che è possibile in questo sistema. Non il potere per cambiare le cose. Cambiamo già le cose perché i cittadini abbiano il potere. Ecco un modo di realizzare il concetto che i mezzi sono il nostro fine. La pratica della democrazia è la nostra lotta.
3) Ma noi vogliamo fare politica e siamo un movimento politico non solo perchè scegliamo di confrontarci col problema della rappresentanza politica e di strappare fette di potere ai DR, ma anche perchè vogliamo agire per la diffusione e la pratica delle idee dd in tutte le occasioni concrete in cui si pone il problema della mancata o inespressa sovranità.
Siamo tutti a ripetere l'importanza degli aspetti e problemi concreti e specifici per comprendere e applicare la dd e poi dovremmo rinunciare ad agire nelle occasioni specifiche?
Come metodo è sempre da preferire una azione dd che parte da un problema concreto specifico, che sono poi quelli che interessano di più. In fondo anch'io voglio la dd perchè spero di poter avere voce in capitolo o almeno perchè non voglio che la mia voce sia usata dai miei rappresentanti per esprimere posizioni difformi dalle mie.
Per questo io ho sostenuto l'adesione alla manifestazione contro l'indulto ed altri tradimenti. Non perchè io fossi contro l'indulto in sè. E nenanche perchè fossi contro QUELL'indulto. E infatti nella organizzazione della manifestazione io e altri abbiamo sostenuto la richiesta dell'abolizione dell'art 67 della costituzione e il cambiamento del 75. Ma questo è stato possibile a partire da una adesione a un no comune, mio e di quelli che la organizzavano. A partire da una condivisione di frustrazione derivata dalla mancata coerenza su un problema specifico. Come conseguenza logica non sarebbe stata necessaria una adesione a no indulto per ricavarne la necessità dei cambiamenti costituzionali. Ma l'uso della logica non è un metodo sufficiente a modificare le convinzioni e i comportamenti umani e la sua sottospecie del comportamento politico. Con molta difficoltà riesco a immaginare qualche movimento politico o qualche occasione specifica in cui noi possiamo andare e dire qualcosa tipo: "non siamo né a favore né contro la vostra iniziativa, ma vogliamo manifestare con voi perché tutti abbiano il diritto di decidere in merito, e nel caso, non vi diciamo neanche come la pensiamo (quindi può essere anche che siamo contrari), ma a voi non deve importare."
Ma quell'esigenza, a chi ha organizzato la manifestazione, nacque proprio a partire del rifiuto del fatto specifico della legge sull'indulto.
Rinunciare ad essere presenti alle iniziative specifiche anche aderendo agli scopi specifici, vorrebbe dire rinunciare ad occasioni fondamentali di diffusione e comprensione della idea dd.
Farlo solo a titolo individuale, da questo punto di vista rende allora inutile l'essere associazione politica.
4) Infine io aderendo a questa associazione politica, contribuisco a generare risorse su cui (come ciascuno di voi) voglio la mia fetta di controllo. Io voglio cambiare le cose. E non posso rinunciare a dire come le vorrei cambiare, rifugiandomi nell'ascesi della lotta per la sola modifica delle regole di legiferazione. E' per me un potente motore motivazionale immaginare che con la dd le specifiche cose potrebbero essere diverse da come sono ora. Perché mai mentre dichiaro che i cittadini hanno diritto di decidere e dire la loro su ogni aspetto della res pubblica dovrei rinunciare a fare lo stesso se solo sono un membro dei DD? e perchè non dovrei poter proporre "qualsiasi" tipo di iniziativa ai membri dei DD? E chi dovrebbe fare poi la selezione degli argomenti ammissibili e quelli no? In definitiva sempre e soltanto i membri hanno il diritto di decidere. Quindi anche se per assurdo dicessimo che non possono essere presentate richieste di adesione ad iniziative specifiche, sempre sono i membri che valutano la congruità della proposta stessa. A meno di non delegare a una corte o giuria. Cosa che credo nessuno voglia. Da questo punto di vista avremmo solo un livello di complessità ulteriore.
Dico questo non perchè penso che luca voglia sostenerlo, ma perchè volgio evidenziare le possibili conseguenze di quella posizione.
Eppure, detto tutto questo, dopo aver cercato di convincervi (o per lo meno di convincermi) della giustezza delle cose che ho scritto qua sopra... anch'io sento che questa risposta non è completamente soddisfacente. Che è vero che in qualche modo il messaggio universale della dd, se non di perdersi, rischia di annacquarsi, di alimentare le inevitabili spinte all'incasellamento del nostro moviemento in uno schieramento puttosto che un altro. Di essere meno leggibili nella nostra diversità.
Per fortuna questo effetto sarebbe potenzialmente ridotto perché essendo i singoli membri dei dd realmente pochissimo ideologizzati o schierati aprioristicamente, probabilmente le posizioni specifiche che saremmo in grado di prendere sarebbero ora da una parte ora dall'altra.
Ma c'è una risposta migliore.
Che mi piace molto perchè è una risposta "fuzzy". Ed è una risposta libertaria e non-leninista. Ed è sufficientemente semplice. E avevo già in mente prima di scrivere quello che ho scritto [:)] cui non ho rinunciato per vanità, per gusto dell'argomentazione, ma anche per essere molto chiaro su ciò che penso.
La proposta (che formalizzerò non appena avrò un pò di tempo dopo aver assolto i miei compiti di segretario, trascurati anche per scrivere questa risposta) è questa:
Ogni volta che si definisce una qualsiasi iniziativa, o si partecipa ad iniziative, che siano a valenza specifica o generale, il simbolo e la denominazione dei dd deve essere affiancato da una percentuale che indica il grado di consenso che essa ha avuto tra i membri.
E' fatto divieto di partecipare col simbolo e la denominazione dei DD a qualunque iniziativa che non consenta questa indicazione.
In pratica, per rispondere alla domanda iniziale , questo vuol dire che si vota, ma sarebbe meglio dire i membri esprimono la loro volontà in merito alla partecipazione alla iniziativa e sul volantino o ovunque si citi la partecipazione dei DD deve essere indicata la percentuale dei favorevoli. Quindi nell'elenco delle organizzazioni che aderiscono a un certo punto ci sarà una voce che dice:
Aderiscono:
umanisti
radicali
....
70% dei DD.democraticidiretti
Uguale indicazione ci deve essere nel proprio eventuale volantino.
Di conseguenza anche la partecipazione dei membri che non hanno votato a favore non è richiesta.
Anzi, se per assurdo ci fosse una manifestazione contemporaneamente a favore della pena di morte la ci potrebbe essere un volantino con una voce che dice
AN
lega nord
....
20% dei DD.democraticidiretti
Quindi la famosa certificazione ISODD 9000 sulla bontà democraticadiretta di una iniziativa viene automaticamente espressa da quella percentuale di consenso.
Tanto più vasta essa sarà tanto più è probabile la generalità e/o trasversalità dell'iniziativa.
Per finire aggiungerei che mi piacerebbe che accanto alla posizione comune espressa attraverso un volantino comune ogni membro avesse comunque il diritto di esprimere il proprio personale punto di vista (magari sul retro del volantino stesso-ovviamente stampato o scritto a proprio costo). Così come ho fatto in diverse occasioni quando ho stampato il volantino definito dal gruppo meetup e poi affiancavo o stampavo sul retro la mia personale posizione, iniziando con "l'opinone di chi vi sta dando il volantino".... Devo dire tra l'altro che questo era molto interessante per chi riceveva il volantino.
La proposta di cui sopra dovrebbe risolvere l'inghippo di esserci senza disperdere il messaggio dd, anzi affermandolo ancora con più forza (invece di non essere da nessuna parte specifica, potremmo essere in TUTTE le parti specifiche (con diverse percentuali). E la faccenda della percentuale indicata, sicuramente anche a livello di immagine darebbe visibilità maggiore alla nostra presenza e caratterizzazione.
Vabene, basta così e scusate la logorrea.
Saluti,
pino





Sarebbe ammissibile mettere ai voti la partecipazione ad una manifestazione a favore, che so, della privatizzazione della sanità nazionale? oppure, altro esempio, mettere ai voti la partecipazione ad una manifestazione a favore della tortura?i
Questa volta la mia risposta è brevissima:
ASSOLUTAMENTE SI.
.... ma non resisto e rovinando l'estetica della mia replica sottolineo che credo sia chiaramente ricavabile dai principi che questo dovrebbe essere ammissibile. E togliendoti il "piacere" della conclusione :twisted: , credo anche di avere capito dove vuoi arrivare, anzi tornare, e hai ragione. Dovremmo eliminare dallo statuto la parte del settimo comma del preambolo "al fine di edificare un mondo più pacifico, più equo e più rispettoso dell’ambiente, di ogni essere vivente, in particolare per la piena realizzazione dei diritti di ogni essere umano così come enunciati dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo."
Non c'entra con (come dici tu) il livello di astrazione principale.
Quella parte dovrebbe stare piuttosto come voce delle volontà generali specifiche. Magari collocate a un livello superiore di specificità. Se le vorremo strutturare secondo livelli.
Grazie Luca, di esserti mantenuto coerente e di essere stato costante e paziente. Questo ci ha consentito e direi quasi "costretto" a ragionare e non semplificare per superare il problema, magari bypassando il nodo e mettendogli la "sordina".
Sono felice che la proposta da me espressa, ma che sento profondamente "nostra", sia anche da te apprezzata. Ho quasi la sensazione che qualcun altro l'abbia fatta durante i lavori. E comunque è figlia di idee e stimoli sicuramente circolati durante le discussioni.
Colgo l'occasione per dire che questo congresso è stato per me qualcosa di veramente intenso. Nell'intero range della gamma emotiva e psicofisica. Da una parte la delusione iniziale per la mancata partecipazione di amici che mi aspettavo di trovare lì. Dall'altra la scoperta di persone con qualità umane, creative, e intellettuali rare. E' stata una fantastica esperienza di costruzione e lavoro collettivo. Sono veramente grato a tutti quelli che hanno partecipato. E se penso che abbiamo appena cominciato, ... ma mi riservo di scrivere di tutto questo più diffusamente (ahi voi) in un post specifico.
Un caro saluto a tutti.
Pino
Pino Strano - www.pinostrano.it/blog