Il contrattualismo
Abbiamo sostenuto che «individuo» e «popolo» sono stati riconosciuti sovrani solo con l’affermazione della democrazia moderna. Qui aggiungiamo il fatto che questo riconoscimento non sarebbe avvenuto se non si fosse sviluppato il dibattito sul contrattualismo. In altri termini, la democrazia è figlia del contrattualismo. In questa sede non intendo parlare del contrattualismo, ma solo far notare la diversa interpretazione che ne danno la DD e la DR.
Il contrattualismo DD
La DD accetta l’idea di «contratto», ma con delle differenze rispetto alla DR. Il Contratto DD non si colloca nello stato di natura, né matura all’interno di una sorta di assemblea popolare e nemmeno è artificioso. Al contrario, esso si colloca nello stato presente e viene stipulato realmente fra ciascun individuo, una volta che sia pervenuto all’età adulta, e il popolo, anche se in forma non necessariamente scritta. Con questo Contratto l’individuo si impegna ad assumersi i diritti/doveri politici e a comportarsi da cittadino democratico. In un ipotetico Mondo Unito, il Contratto potrebbe suonare come segue.
“Noi cittadini del mondo, consapevoli che siamo destinati a morire e desiderando che la società degli uomini continui anche dopo di noi, abbiamo deciso di farti nascere e ci assumiamo la responsabilità di questa decisione. In linea di principio, crediamo che tu sia potenzialmente capace di autodeterminarti e ti riconosciamo il diritto sovrano di elaborare il tuo programma di vita. A tale scopo ci impegniamo a garantirti il diritto alla vita e a fornirti tutto ciò che ti è necessario per un’esistenza dignitosa, sotto forma di Minimo Incondizionato. Sarai, dunque, libero di perseguire la tua felicità e di scegliere il modo di conseguirla che ti è più congeniale. Sotto questo aspetto noi ti consideriamo uguale ad ogni altro neonato. Ora che hai raggiunto l’età adulta, sei chiamato a decidere liberamente se accettare o meno i termini di questo contratto. Se rifiuterai di sottoscriverlo, noi continueremo a riconoscerti il diritto al minimo, perché siamo stati noi a chiamarti in questo mondo e nostra è la responsabilità della tua esistenza. Se invece lo accetterai, come ci auguriamo, dovrai osservare le regole, che noi ci siamo date, allo scopo di ordinare le nostre vite. Sono le regole della DD, le quali prevedono che le risorse della terra appartengono a tutti, cioè al popolo. Tu sarai ricompensato per il contributo che vorrai dare alla causa comune in proporzione ai tuoi meriti e sarai libero di spendere i tuoi guadagni come meglio crederai. Potrai acquistare ogni cosa. I beni immobili ti verranno venduti dal popolo e, alla tua morte, ritorneranno al popolo. Se le regole che troverai non ti dovessero piacere, potrai provare a cambiarle. Spetterà a te trovare il modo di convincere gli altri a seguirti. Se invece non vorrai rispettare le regole DD, in pratica ti escluderai dal contesto sociale, anche se continuerai a conservare il diritto al Minimo, che è il prezzo della responsabilità sociale nei tuoi confronti.”
Ovviamente, sulle singole questioni toccate dal Contratto ritorneremo. Per il momento ci basti affermare che è su questo Contratto che trova il proprio fondamento lo Stato DD.
Il contrattualismo DR
La DR si è servita della teoria contrattualista per giustificare la monarchia assoluta (Hobbes) o la monarchia parlamentare (Locke) o la dittatura della non meglio definita Volontà Generale (Rousseau) o il governo delle Leggi (Montesquieu), ma mai una vera e propria democrazia fondata sul riconoscimento effettivo della sovranità individuale, e nemmeno di quella popolare.
NOTA
Con questo intervento ho completato la prima parte del “libro”, la cui funzione è quella di introdurci nel vivo del discorso sulla democrazia.
Nella seconda parte mi occuperò della componente ideologica, teorica e dottrinale della democrazia e lo farò affrontando alcuni temi di fondo, come il principio di partecipazione e quelli di rappresentanza, di maggioranza, di uguaglianza, di libertà, e altro ancora.
In linea di massima, le singole voci non sono trattate per esteso e in modo esaustivo, ma solo abbozzate e limitate ad alcuni punti salienti, il mio scopo essendo quello di suscitare in voi un qualche interesse e stimolarvi alla discussione.
Da questo momento il vostro contributo diventa importante. Esprimetevi liberamente. I vostri commenti, la vostra approvazione, le vostre critiche, i vostri suggerimenti, i vostri consigli, il vostro apporto saranno la linfa che alimenterà e farà crescere questo “libro”, facendone un’opera corale che nasce dal popolo.
Vi prego di non sottovalutare questo nostro impegno. In fondo vi stiamo investendo del nostro tempo e sarebbe un vero peccato mandare tutto in fumo.
Il rischio che intravedo è che, poiché tratteremo di tematiche di grande respiro e molto articolate, saremo tentati di parlare tanto e a vuoto, di perderci nei distinguo e di innescare scontri polemici fine a se stessi.
Pertanto, e questo è l’unico suggerimento che mi permetto di darvi, vi prego di lasciar perdere i dettagli, di puntare all’essenziale, di essere il più possibile sintetici e non divagare. Se procediamo in modo ordinato, possiamo farcela.

