Il G8 dell'Aquila e il governo mondiale

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Simone.org
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Iscritto: 16/05/2009
Il G8 dell'Aquila e il governo mondiale

Con questo post vado probabilmente a concludere una serie di riflessionii rimaste in arretrato durante la mia vacanza e la lontananza da internet.
Stratta di un post dedicato all'evento più mediaticamente invadente di quei giorni, il G8 dell'Aquila.
Un G8 che è stato fatto passare quasi unanimemente dai media come un successo a trecentosessanta gradi. Persino i giornali e i tg contrari all'attuale governo italiano si sono fatti sedurre dal fascino del Cameriere Mascherato (Obama) e dalle sue posizioni, tirando un giudizio positivo sul G8 perché illuminato dalla stella del grande servitore della Federal Reserve.
Io credo invece che l'ultimo G8 abbia segnato una drammatica svolta nelle politiche mondiali. Non tanto per l'essenza dei singoli provvedimenti che vi sono stati decisi, sui quali non mi sono nemmeno preso la briga di informarmi nello specifico, quanto per il minimo comun denominatore che le ha caratterizzate.
Se ci avete fatto caso infatti sono ormai definitivamente tramontate le discussioni sulla necessità o meno di globalizzare, sono cadute tutte le resistenze all'opportunità di limitare le sovranità nazionali a favore di regole generalizzate. Regole che vengono stabilite, ricordiamo, al di sopra della volontà popolare, del tutto esautorata dal poter dire la propria.
La parola d'ordine del G8 è stata dunque: globalizzazione ad ogni costo. Non importa cosa si decida di fare, l'importante è che lo facciano tutti. E chi non ci sta che si allinei.
Questa linea è stata sostenuta sia dai paesi più ricchi, braccio economico e armato della globalizzazione stessa, che dai corrotti governi dei paesi poveri, ormai del tutto manovrabili come marionette dal peso dei debiti contratti con gli strumenti della globalizzazione, il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale.
Dall'alto della sua generosità la cosca del G8 e paraggi ha anche pianificato un sostegno per l'Africa disponendo aiuti finanziari alla condizione di un serio controllo sul modo con cui quei soldi vengono spesi. Il che significa, considerando anche il modo in cui sono stati impiegati sino ad oggi gli “aiuti” per l'Africa, che quei denari andranno impiegati, come sempre, come fa comodo all'occidente.
Clamorosa è stata anche la pretesa del G8 di esportare e imporre ovunque, tra l'indifferenza dei dittatorelli presenti, il modello di [a]democrazia rappresentativa, ossia il cavallo di Troia necessario a escludere i cittadini da un concreto controllo sulle istituzioni e la politica e quindi l'unico sistema di governo adatto a portare avanti la globalizzazione.
L'unica voce davvero fuori dal coro nell'ultimo G8 è stata proprio l'unica che è stata zittita: quella dell'America Latina degli Hugo Chavez e degli Evo Morales dei quali non a caso non si è mai parlato in quei giorni.
Perché evidentemente il modello latino americano, il socialismo identitario, sovrano e continentale di quei paesi costituisce ormai il miglior antidoto all'epidemia con cui vogliono infettarci.
E se da un lato non posso che tifare per il Sudamerica e il suo Risorgimento, dall'altro, con questo G8 così inginocchiato e servile, portatore di un'armonia mondiale che sembra il preambolo a un'unificazione, non posso non dimenticare una delle più inquietanti frasi pronunciate dal banchiere James P. Warburg,

Che vi piaccia o no, avremo un governo mondiale, o col consenso o con la forza

e da David Rockfeller,

Il mondo è pronto per raggiungere un governo mondiale. La sovranità sovranazionale di una elite intellettuale e di banchieri mondiali è sicuramente preferibile all’autodeterminazione nazionale praticata nei secoli passati

A voi ogni giudizio...

Simone