E'importante discutere di questo?
Il nome della organizzazione
Per me le proposte vanno bene.
Si possono anche sottoporre a sondaggio, con evenutale integrazione da parte del gestore dell'argomento delle proposte successive.
Pino,
tu che sei il gestore di questo argomento, puoi aggiungere le domande direttamente qui?
Avvicinandosi la data di fondazione dobbiamo arrivare ad una scelta.
se facciamo delle proposte precise poi possiamo fare un sondaggio, e portare poi alla discussione approvazione la proposta con maggiori consensi. O al limite se ci saranno più proposte con parità di voti o quasi portarne in discussione congressuale quelli più graditi/votati.
Le proposte che mi sembrano già essere state fatte o che ho visto o che abbiamo usato sono:
1) Movimento dei Democratici Diretti
2) Democratici Diretti Organizzati
3) Organizzazione dei Democratici Diretti
4) Democratici Diretti
5).....
pino
Io come dice Pino scarso affetto per nomi ed etichette... e poca fantasia anche per il nome da dare al gatto figuriamoci a un movimento...
però sò che un domani che il sistema dovesse avversare quello che siamo facendo (e se tutto va bene accadrà) tenteranno di evocare un associazione negativa fra il nostro nome - qualunue esso sia - e un qualsiasi elemento negativo.
Come è gia accaduto:
No global ----> processo associativo ----> ragazzo con passamontagna che spacca vetrina
Anarchico ----> processo associativo -----> bombarolo, stella a cinque punte su un foglio grezzo fotocopiato in bianco e nero, ANARCO-INSURREZIONALISTI, attentati.
etc.
Un nome che risulterebbe un po come uno scacco, dovrebbe comprendere quanto meno la parola Democrazia, ad esempio Democrazia Diretta (semplicemente), perchè per dare un accezione negativa alla parola Democrazia sarebbero obbligati a un autogol visto che anche il sistema si vanta di essere esportatore di democrazia.
L'unica cosa che potrebbero attaccare allora sarebbe la desinenza "diretta" o qualsiasi altra cosa, ma avrebbero un minore osso da rosicchiare e sopratutto obbligherebbero la gente a distinguere fra democrazia e Democrazia, facendo potenzialmente mettere in discussione la monolitica e indoratissima concezione di democrazia cosidetta "moderna".
saluti,
mic
Il Marketing e la Comunicazione non hanno niente di negativo in sè stessi.
Sono tecniche per ottenere risultati migliori e più efficaci dal messaggio che dai.
Sono i venditori che spesso (ma non sempre) lo usano per scopi non trasparenti.
Mi spiego meglio:
1. sei un produttore di cioccolata ma per far invogliare la gente vuoi “evocare” qualcosa che in realtà non c'entra nulla, ad es. “Settimo Cielo”.
2. sei un democratico diretto e per far capire chiaramente chi sei scegli di chiamarti... Democratico Diretto!
3. sei un produttore di cioccolata e chiami il tuo prodotto: un giorno “m..da”, un giorno “carota”, un giorno “cavolfiore", con il risultato che nessuno la compra perché oltre che non capire cos'è anche se il tuo prodotto è buono non sei riconoscibile (tecnicamente: fidelizzazione).
Questo per farti capire che quelli che chiami “nemici", “il meccanismo da combattere”, non sono marketing e comunicazione ma sono quegli imbecilli che ti vendono carne di seconda scelta per il tuo gatto che si chiama “Gourmet”.
Noi spero saremo diversi, più sinceri e chiari.
Niente promesse assurde o bugie stupide per conquistare la gente.
Solo chiarezza sulla nostra identità, sulle caratteristiche che ci distinguono.
Riguardo al logo e al nome sono importanti, secondo me, la semplicità e quanto rispecchiano il movimento.
È importante capirli subito e ricordarli. Va da sè che non si possono cambiare continuamente, con ironia trattandoli senza importanza.
Pensa se io mi presentassi un giorno come Simone, un giorno come Marco, l'altro come Lucia. Sarei sempre io ma non c'è dubbio che ti metterei un po' di confusione in testa, non credi?
Sì. Il nome è importante. E aggiungerei, purtroppo. Perchè vuol dire che dobbiamo prendere atto che molte persone, anzi anche noi, diamo importanza alle etichette in una misura spesso eccessiva. Siamo fragili, di fronte al potere evocativo di certe parole/suoni. Spesso il nostro giudizio è condizionato da singole parole/segni e ci accontentiamo o subiamo il contesto emotivo che l'etichetta/nome genera e diventiamo poi sbrigativi e superficiali nell'analisi e nell'ascolto di ciò che viene dopo. Delle altre parole, degli altri gesti e segni, degli altri "contenuti" che magari se osservati senza prevenzione, direbbero il contrario di quello che dice il nome.
Lo sanno bene i pubblicitari. Se usi un nome, il suo potere evocativo/associativo si espanderà sul prodotto. Un buon nome, una buona immagine, spesso è quello che si compra più del prodotto, che ci sta sotto. Ora, questo è un meccanismo che dovremmo combattere, non accettare, anzi credo che tutti qui dentro siamo contro quel meccanismo...e tuttavia la attuale realtà contempla l'importanza cazzona delle etichette. E ci dobbiamo fare i conti.
Però non semplicemente accettando il meccanismo ed entrando completamente nel gioco del "nemico". Dobbiamo lavorare per smontarlo, il meccanismo.
Per esempio, una volta deciso un nome, dovremmo essere noi i primi a farci sopra tutta l'ironia possibile. Una volta deciso il nome non è scolpito nella pietra.
Deve essere chiaro che il nome si può cambiare assecondando la volontà dei membri del gruppo (anche di quelli che verranno dopo), perchè questa seconda è di gran lunga la cosa più importante .
Dici che è importante per il "solo motivo di non dargliene di già esistenti e accomunabili". Il giorno dopo che avremo inventato un nome, magari anche inventandoci una parola che non esiste, il nome non sarà più nostro. Sarà accomunato a cose che non c'entrano niente col nome stesso e con i nostri scopi. Sarà di chi lo usa, e in questo sono molto più forti i padroni del vapore.
Oggi se penso alla prima parola che mi viene in mente allo stimolo verbale "comunista" è "bambino"(bollito). Potenza della tv e di chi la comanda. Poi, fortunatamente, io sono qualcosa di più di puro istinto, emotività, e legame associativo. E posso anche riderne.
E per fortuna, e anche questo sanno bene i pubblicitari, non puoi vendere solo nome e immagine. Alla fine se la cioccolata "petitchou" risulta della merda, non ne venderai nè molta nè a lungo. E il termine "petitchou" perderà parte del suo valore positivo e affettuoso. Un pò come certi tifosi che si sono sentiti defraudati dello slogan "forza italia" che era di tutti e che è stato fatto prigioniero dalla macchina dello psiconano. Mentre se la cioccolata è di qualità e il prezzo è giusto (ok?), la puoi chiamare "merde" con una certa difficoltà iniziale di marketing, ma alla lunga vinci, e "merde" potrebbe acquistare allora un valore anche positivo, evocando magari ironia e anticonformismo.
Noi dobbiamo distinguerci per quello che siamo, per quello che vogliamo e per come lo vogliamo. E poi, anche dal nome.
Detto questo, discutiamo, giustamente, di quale nome, però senza troppa enfasi su questo. Ci sono molti nomi che mi potrebbero andar bene, e comunque, anche rispetto al nome, ripeto, la cosa più importante è che sia il risultato di un processo partecipativo diretto. Se c'è questo penso che verrà fuori un nome comunque ragionevole e qualunque nome verrà fuori lo accetterò.
pino
(il testo è tratto da uno dei miei messaggi su meetup(c), ma sono ancora d'accordo oggi)



Si possono anche sottoporre a sondaggio, con evenutale integrazione da parte del gestore dell'argomento delle proposte successive.
Pino,
tu che sei il gestore di questo argomento, puoi aggiungere le domande direttamente qui?
si, ma prima vorrei sentire se ci sono altre proposte...
Pino Strano - www.pinostrano.it/blog