Il prof. Screpanti, Marx e la Democrazia Diretta

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Immanuel
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Iscritto: 18/09/2006
Il prof. Screpanti, Marx e la Democrazia Diretta

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DEMOCRAZIA RADICALE. La teoria marxiana della vera democrazia e il diritto di revoca del mandato elettorale.
di Ernesto Screpanti
Riceviamo e volentieri pubblichiamo un interessante articolo di Ernesto Screpanti (dell’Università di Pisa), sulla concezione della democrazia in Marx. Noi non siamo esperti marxisti o marxiani, ma sospettavamo che il pensiero di Marx intorno al concetto di democrazia fosse stato forzato e travisato dai suoi epigoni. Questo articolo apre una nuova luce su questo aspetto.
Abstract:
Marx aveva proposto già nel 1843 e poi riproposto nel 1871 un modello di “vera democrazia” in cui la partecipazione attiva dei cittadini alle scelte pubbliche è assicurata da due istituti: il mandato imperativo e il diritto di revoca delle deleghe parlamentari. Già Engels si era accorto di alcuni problemi “tecnici” che rendono difficile la realizzazione della proposta. Ma la base teorica resta valida. Nella seconda parte dell’articolo si propone un semplice modello di sistema elettorale con voto elettronico che rende realizzabile la democrazia partecipata con diritto di revoca delle deleghe.
Leggi l’articolo (in formato pdf).

E' interessante che anche Marx avesse capito che la democrazia diretta, pur nella forma del mandato imperativo, fosse l'unica strada per il problema di come si governa la cosa pubblica.

Sia che si opti per una società liberale e capitalistica, che per una società socialista, il problema del come ottenere un buon governo resta sempre lo stesso, così come la democrazia diretta la sola soluzione al problema.

L'articolo del Prof. Screpanti è interessante in quanto fornisce una analisi di un sistema di revoca del mandato moderno e realizzabile con costi minimi anche domani grazie ad internet. Il fatto che i politici non lo abbiano già implementato la dice lunga sulla loro coda di paglia.

Purtroppo però il Prof. Screpanti trascura un elemento essenziale, ovvero il fatto che gran parte dei regimi politici (democratici o meno) pur gestendo male la cosa pubblica e sguazzando nella corruzione godevano del consenso popolare. In altre parole il popolo non era in grado di dire se il politico fosse da destituire o no. E la ragione è che il popolo non ha modo di conoscere la realtà dei fatti. L'informazione, che potrebbe risolvere il problema, è di solito o privata, e quindi controllata da chi finanzia i politici, o pubblica, e quindi controllata dai politici stessi. Quindi in ultima analisi l'informazione o non c'è, o quando c'è fa propaganda e nasconde alla gente le responsabilità dei politici.

In altre parole, il meccanismo democratico non è mai:

POLITICO -> LEGGE -> GIUDIZIO POPOLO -> REVOCA

Ma:

POLITICO -> LEGGE -> INFORMAZIONE -> GIUDIZIO POPOLO

Quindi finchè l'informazione pubblica sarà nelle mani dei politici, la revoca sarà praticamente inapplicata. Per ogni problema, ad esempio la disoccupazione, l'informazione dirà che non è colpa del politico ma, ad esempio, della crisi globale. O, come successo nel recente terremoto, gravi mancanze dei politici nella gestione degli edifici pubblici verranno minimizzate dai media in caso di crolli e vittime, e si dirà che erano inevitabili o imprevedibili. Il politico ne uscirà sempre pulito, poichè lui controlla l'informazione.

Esistono solo due modi per eliminare il problema:

1 - Eliminare il politico del tutto, e far votare le leggi al popolo come nell'antica atene. In questo modo non vi sarebbe più conflitto di interesse tra chi governa e chi è governato, e l'informazione pubblica sarebbe diretta dai cittadini il cui interesse è sapere la verità e non seppellirla.

2 - Mantenere il politico con mandato imperativo, ma rendere l'informazione pubblica indipendente dai politici, non obbligandola più a rispondere alle leggi fatte dal parlamento o ad assumere dirigenti scelti dai politici, ma rispondendo direttamente alla supervisione dell'assemblea virtuale di tutti i cittadini, che agirebbe come il consiglio rai solo con il voto esteso a tutti. Pubblicità e ogni forma di entrata privata dovrebbe essere abolita per evitare pressioni economiche esterne. Inoltre il servizio pubblico dovrebbe concentrarsi sull'informazione, e non sull'intrattenimento, un poco come i canali di news continue come la CNN o SkyTG24. L'intrattenimento sarebbe necessario lasciarlo al privato, in quanto altrimenti si metterebbe il cittadino nell'impossibile situazione di votare se aumentare i fondi e gli spazi per la sua serie tv o show preferito rispetto ai programmi di informazione o viceversa. Le due cose, informazione ed intrattenimento, dovrebbero essere tenute ben separate, e solo sul canale dell'informazione il cittadino dovrebbe avere il ruolo di membro del consiglio.

Ovviamente la 1 è preferibile, ma la 2 è certamente più applicabile nel breve termine.

DEMOCRAZIA DIRETTA: VOTARE LE LEGGI, NON LE FACCE