Una delle osservazioni più banali portate dai negazionisti del signoraggio, e condivise dal pubblico non informato che se ne lascia incantare, è che il peso di questo tema non sarebbe confermato da alcun economista.
Sono diverse le controdeduzioni che sto per scrivere, ma la prima di per sé dovrebbe bastare a dissipare ogni dubbio, ed è questa. Non è vero. Di economisti che si occupano di signoraggio ne è piena l'aria. E il fatto che i negazionisti sostengano il contrario fa sempre parte della volontà di negare l'evidenza: si nega che esista una truffa del signoraggio, si nega che qualcuno di competente l'abbia smascherata.
Per cominciare un economista importante che ha parlato di signoraggio e del suo peso fraudolento è Maurice Allais. Uno che, tra uno studio e l'altro, ha vinto il premio Nobel per l'Economia nel 1988.
Ed è in buona compagnia. Con lui abbiamo un altro francese, Serje Latouche, "professore emerito di Scienze economiche all'Università di Parigi XI e all' Institut d'études du devoloppement économique et social (IEDS) di Parigi" (Wikipedia), come a dire uno che lo fa per diletto.
In Italia abbiamo una voce particolarmente brillante su questo tema, Eugenio Benetazzo, uno dei pochi che valga la pena ascoltare in quanto voce fuori dal coro delle banalità degli altri "esperti".
Savino Frigiola fa invece parte dei docenti che si occupano del corso post-lauream unico al mondo, "Perfezionamento in studi giurici e monetari" all'Università d'Abruzzo.
E poi Nino Galloni, laureato e specializzato in Economia a Berkeley, California, docente e già Direttore del Ministero del Lavoro.
Questo solo per dare una prima risposta all'obiezione dei negazionisti.
Ma bisogna aggiungere altro. Il signoraggio non è una materia solo ed esclusivamente economica e se i negazionisti lo sapessero (non lo sanno perché di signoraggio non capiscono nulla oppure non lo negherebbero) si preoccuperebbero degli altri aspetti della questione. L'emissione monetaria è un tema che riguarda più ancora dell'economia, la giurisprudenza. E infatti il grande ispiratore degli oppositori italiani al signoraggio è lo scomparso Giacinto Auriti, laureato a Roma, tra i fondatori della facoltà di Giurisprudenza a Teramo. Auriti è stato il grande scopritore della Legge sul Valore Indotto della moneta (non è più corretto chiamarla "teoria") con l'esperimento della moneta alternativa Simec, grazie al quale ha mostrato scientificamente il principio del valore convenzionale dato al denaro e contestato la proprietà della moneta attualmente attribuita alle banche centrali.
Oggi in campo giuridico ricordiamo Marco Della Luna, avvocato e co-autore del libro "Euroschiavi".
Altra controrisposta all'obiezione negazionista è il fatto che l'economia in sé, utile ma non necessaria alla comprensione del problema, non è una materia reale, uno strudio su ciò che esista oggettivamente in natura, come la biologia o la chimica. Cose come l'inflazione, i tassi d'interesse, lo spread, il default, non esistono, sono solo l'effetto artificiale di una disciplina che gli uomini hanno inventato per poter gestire delle attività e dei commerci che diventavano sempre più vasti. Ma se è vero che l'economia è un'invenzione umana, allora è possibile anche inventare un'altra economia. Se è vero che i principi coi quali oggi viene creato il denaro sono solo il frutto di una convenzione, allora è possibile un'altra convenzione.
Tutto questo senza contare che, come penso, la conoscenza di un tema è il prodotto degli studi che si fanno su di esso mentre la patente di ufficialità che un'istituzione ci concede (laurea, master o altro) è solo una maschera dietro la quale si nasconde una pretesa esclusiva di parola che esclude dalla libertà di discussione e obiezione chi questa patente non ce l'ha.
Simone[img][/img]

