Estraggo dal sito dell'Associazione Italiana dei Costituzionalisti un interessante frammento in merito all'art.1 della costituzione.
Esposito, Crisafulli, Paladin
Tre costituzionalisti nella cattedra padovana
Democrazia rappresentativa e democrazia partecipativa
di Massimo Luciani
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5.- In tutti e tre i Maestri dei quali discutiamo, comunque, c’è la consapevolezza della grande novità della Costituzione, che già all’art. 1 declina la sovranità popolare in termini tali che essa non può più acquietarsi nella sola delega, dimentica di qualunque pretesa di “diretta” manifestazione di volontà. Scrive Esposito nel commento all’art. 1 (e la frase è felicissima e notissima): “E veramente il contenuto della democrazia non è che il popolo costituisca la parte storica o ideale del potere, ma che abbia il potere…. Non già che abbia la nuda sovranità (che praticamente non è niente) ma l’esercizio della sovranità (che praticamente è tutto)” (p. 10).
Lo stesso concetto è ripreso da Crisafulli nel saggio sulla sovranità ( “l’art. 1 non indica nel suo secondo comma il popolo come fonte di instaurazione dell’ordinamento statale: non si riferisce alla fonte storica o ideale del potere, ma bensì alla effettiva titolarità e all’effettivo esercizio del potere medesimo. Non dice, infatti, che la sovranità emana dal popolo, ma che appartiene al popolo, <> come un potere costituito, dunque, e non già come un potere costituente o comunque preesistente all’ordinamento positivo”:
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