LA DEMOCRAZIA SIAMO TUTTI NOI

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Cari lavoratori e cittadini,  la Fiat, abolendo il diritto di sciopero, l’elezione diretta dei rappresentanti sindacali ed altro, ha dato origine a un contraccolpo psicologico negativo sulla gente, per cui molti in Italia e all’estero non vogliono più acquistare vetture Fiat. Il che dimostra anche un regresso nelle capacità imprenditoriali attuali dell’azienda. I problemi non si risolvono con la stessa mentalità che li ha prodotti: è necessaria la compartecipazione di tutti e non solo di una parte di sottomessi (oltre alla creazione di nuovi modelli).


Per far salire i profitti occorre valorizzare i lavoratori e, in generale, i cittadini. Renault, Volkswagen, Citroën, Toyota (Yaris), Ford fabbricano in stabilimenti dislocati in Germania, Francia e Inghilterra per il mercato europeo e non dànno segni di particolare sofferenza, al di là della crisi economica. In questi stabilimenti, rispetto a Pomigliano e Mirafiori, le retribuzioni sono più alte (circa il doppio), l’orario di lavoro è inferiore o al massimo uguale, la partecipazione dei dipendenti alle decisioni sono molto più avanti rispetto all’Italia.


In Germania, ad esempio, hanno una politica industriale, e non intendono cedere conoscenze tecniche, occupazione e indotto, oltretutto senza il controllo delle autorità e dei sindacati nazionali. In questi anni la Germania non solo non ha ridotto i diritti dei lavoratori e dei cittadini, ma, grazie all’impegno del partito tedesco dei Verdi unitamente al Movimento democratico diretto tedesco, ha largamente aumentato i loro diritti, introducendo la democrazia diretta dei cittadini in tutti i suoi Comuni e in tutti i suoi 16 Länder. Quando tutti i cittadini assieme possono prendere decisioni, con effetto esecutivo, apportano per intero il loro contributo e le loro capacità, permettendo una forte spinta allo sviluppo della nazione: difatti oggi la Germania ha la migliore ripresa dell’Unione Europea. In Italia che aspettiamo? Se non ora, quando?                      <?xml:namespace prefix = o />


Sempre in Germania, già da vari decenni esiste l’istituto della cogestione, ossia la partecipazione dei lavoratori, più precisamente di organi da questi eletti, alle decisioni sulla produzione, sul personale e sui servizi dell’impresa ove prestano la loro attività. I dipendenti diventano anche i proprietari di una parte delle azioni societarie. In Italia chi o che aspettiamo? Se non ora, quando?


 L’imprenditore libanese Nikolas G. Hayek, fondatore dei famosi orologi Swatch, era solito dire che la Svizzera, essendovi la democrazia diretta, è un Paese con salari superiori a quelli degli altri Stati, eppure è un Paese molto adatto per fare industria, a farvi investimenti. I motivi di ciò li trova nell’ottimo e formativo sistema scolastico, nell’etica e serietà del lavoro, nel sistema politico efficiente e poco costoso, nel senso di responsabilità, nella neutralità della Svizzera, per cui, non essendo “di parte”, i prodotti là fabbricati hanno un gradimento all’estero più esteso di quelli provenienti da altri Paesi.


I lavoratori, allorché hanno stipendi alti, lavorano con maggiore professionalità, possono comprare di più, quindi le aziende vendono di più e di conseguenza producono di più.


Occorre dare più diritti DD ai cittadini e soldi ai lavoratori, sostenere le piccole-medie imprese e i prezzi agricoli, tassare di più le classi agiate anche con patrimoniale, controllare il sistema bancario/finanziario, eliminare privilegi e costi pubblici inutili, ridurre o cancellare le spese di guerra, fare nuove opere di tecnologia d’avanguardia. Questo risolve.


I problemi, ripeto con Albert Einstein, non possono essere risolti con la stessa struttura che li ha prodotti. Come per tutti gli esseri del mondo c’è un’evoluzione, anche la democrazia deve evolvere, altrimenti muore e con essa lo Stato dove ciò si verifica. Se le specie viventi non migliorano, scompaiono, così è per la democrazia. Pertanto occorre fare ADESSO il passo in avanti, altrimenti l’Italia va fuori tempo massimo: il potere del popolo e dei lavoratori non può più essere limitato a eleggere ogni 5 anni un rappresentante, che sovente non lo rappresenta più, né basta promuovere a volte referendum abrogativi (d’effetto breve) su singoli argomenti, bensì è necessario che i lavoratori e i cittadini stessi abbiano maggiore forza, maggiore potere. La democrazia ha bisogno di crescere, deve esserci più “democrazia”, che etimologicamente significa più “potere del popolo”. È quella che è chiamata democrazia diretta.


Ai cittadini non è più sufficiente dipendere da rappresentanti, sia pure ben disposti. A un partito o a un movimento non è più sufficiente denunciare gli abusi: non va da nessuna parte. La democrazia diretta, struttura ormai imprescindibile se vogliamo un’evoluzione in meglio della società, richiede la conquista di due  leggi, di due diritti fondamentali, di cui il popolo e i lavoratori italiani attualmente sono privi: l’iniziativa popolare, per cui i cittadini propongono e votano leggi nuove che il parlamento non è intenzionato a fare, e il referendum confermativo, mediante il quale i cittadini possono correggere o precedere leggi già votate oppure da votare, sempre con effetto esecutivo e senza quorum (CHE VA ABOLITO). Con questi due diritti, diventati legge, la DD funziona perché obbliga i governanti a servire il bene comune. e non rallenta nulla, perché i politici sanno di non poter uscire dai binari o fare errori, in quanto che il popolo ha potere di veto e di delibera. La sovranità dei cittadini sugli eletti accresce la democrazia e ferma gli abusi di potere. Questo a livello nazionale per le leggi dello Stato, a livello locale per le leggi e gli statuti a livello locale, senza condizionamenti o ricatti, nella libertà. È il federalismo dal basso, è l'uguaglianza.


Analogamente occorre la conquista di leggi per cui i rappresentanti sindacali di ogni azienda devono essere eletti dai lavoratori stessi, e i contratti collettivi di lavoro essere approvati sempre dai lavoratori.  Anche nelle singole università sono necessarie leggi per cui, su temi d’interesse generale, gli studenti possono votare con effetto vincolante sulle scelte che incidono sul loro futuro.


La “e-democracy”, ossia la rivoluzione Internet, favorisce contatti fra tutti, una trasparenza in rete, una collaborazione globale, un’intelligenza collettiva, votazioni e firme elettroniche a costo quasi zero, una democrazia sempre più diretta. Chi non s’adegua perde l’evoluzione democratica e finisce. Non possiamo fermarci alle idee del secolo scorso, cioè soltanto al suffragio universale, perché così non facciamo progressi. Ci aspetterebbe altrimenti un feudalesimo economico, poiché il potere possiede un’arma in più: la struttura gerarchica, per cui il potere di alcuni-pochi assoggettano tutto. I cittadini possono vincere soltanto costruendo un’arma più potente: la democrazia diretta del popolo. 


 L’essenza della democrazia non sta nel culto di personalità o d’una ideologia più o meno valida, bensì è la realizzazione della struttura che consente l’esercizio pieno, inalienabile e continuo della sovranità del popolo. La democrazia siamo tutti noi, quando per legge decidiamo insieme con effetto esecutivo sulle necessità reali. E' la libertà.


Diamo una “marcia in più” all’Italia e all’Europa. È l’ora dell’alleanza fra i lavoratori, i cittadini, i partiti progressisti, i sindacati genuini e il movimento della democrazia diretta, giacché lo scopo finale può essere identico, la DD è perno di unità. Oggi i diritti popolari sono diventati in tutto il globo l’espressione chiave di uno sviluppo democratico duraturo. Dal 1989 oltre un centinaio di Paesi nel mondo ha introdotto meccanismi istituzionali di partecipazione diretta nell’ambito della democrazia rappresentativa. Tra questi, come visto, la Germania ha istituito la DD in tutto il suo territorio per l’impegno del partito tedesco dei Verdi in collaborazione col movimento DD. I Verdi hanno ora la riconoscenza dei cittadini e dei lavoratori tedeschi per avere conquistato la loro compartecipazione, per cui detto partito ha recentemente superato lo SPD.


Da recenti sondaggi, effettuati negli USA e negli Stati europei, su chi vuole l’istituzione della democrazia diretta, le risposte favorevoli della popolazione sono in media il 74%, mentre quelle dei politici sono il 31% (in Germania il 50%). Per le nostre conquiste democratiche bisogna crederci.


Chi meglio dei cittadini può decidere sulle scelte più condivise e più valide per la comunità? Nessuno lo sa fare meglio dei cittadini stessi. Dovremmo sperare altrimenti in un governante illuminato, ma quanti ve ne sono di governanti illuminati che realizzano soltanto il bene comune? Forse 5 su 100, se va bene. Ormai attraverso la democrazia rappresentativa e il maggioritario, non lo dimentichiamo, sono passate anche cose non valide, non belle, guerre, semidittature e dittature: il nazismo stesso è andato al potere con la democrazia rappresentativa. ¨ Una società giusta ed equa non è possibile senza la conquista dell’istituzione della democrazia diretta. Con la globalizzazione diventa l’unica soluzione per il popolo, affinché noi siamo compartecipi, con il nostro voto vincolante, dei nostri diritti e del nostro benessere. Solo con la conquista della DD si può avere la collaborazione fra i popoli. I cittadini devono essere forti. Uniti con la DD si vince!     


     Grazie e un caro saluto a tutti.  Carlo                

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Ritratto di Giovanni Sandi

la democrazia saremo tutti noi

la democrazia saremo tutti noi quando noi democratici diretti avremo affermato il metodo democratico diretto

http://www.signoraggio.net  In un vero Stato democratico non esiste il segreto di Stato.