LA SOSTANZIALE DIFFERENZA TRA APPARIRE ED ESSERE

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Ritratto di Orazio Fergnani
Orazio Fergnani
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LA SOSTANZIALE DIFFERENZA TRA APPARIRE ED ESSERE

LETTERA AI CONSOVRANI DEL 05 APRILE 2008

Cari Consovrani,

dopo lunga attesa dovuta ad ineludibile riflessione sul dibattito che si è aperto in questi giorni sul sito ed in altri luoghi, ho deciso di far sentire finalmente la mia voce.

Come sono solito non divagherò e non ciurlerò nel manico, e come al solito sono consapevole che mi attirerò simpatie ed antipatie (come è normale che sia), ma la cosa non mi tange, anzi è palesemente voluta; perchè secondo me è bene sapere da che parte sta ognuno di noi partecipanti, con tutto il rispetto e la deferenza che si deve alle opinioni degli altri, ed il rispetto e la considerazione che si deve alle proprie opinioni e convinzioni, il tutto in aperta e costante dialettica e confronto con se stessi e con gli altri.

Vengo al dunque.

Non vorrei essere stato superficiale e precipitoso nell'analisi che ha preceduto questa mia decisione, e se mi sono sbagliato nella mia valutazione ne chiedo venia fin da ora, ma dalla disamina di tutti i documenti che ho letto sui siti, sugli interventi dei partecipanti, dalle e-mail che ricevo giornalmente, e dai documenti esistenti nei siti, mi è apparsa una visione di un'attenzione generale posta tutta sull'apparenza, sull'estetica, sul contenitore, assomigliamo a tanti fichetti perbenisti, tutti tirati, lustri, coll’abito della festa appena ritirato dalla tintoria ed appena noi usciti dal parrucchiere, gente senz’anima, senza personalità, senza grinta, ………… asessuati.

Beh scusatemi io non sono così, non lo sono mai stato ed adesso meno che mai. E non ho nessuna intenzione di diventarlo.

Capisco e condivido profondamente che l'elemento essenziale, fondante, catalizzante di questo nostro raggruppamento, comitato, movimento, come lo volete chiamare, è lo strumento della partecipazione attiva alle decisioni, e questo non lo si deve mai mettere in second'ordine, basilare, inconfutabile; ma in quanto entità (il concetto di entità non può essere scisso dal concetto di individualità e dal concetto di identità; questi tre concetti sono un tutt’uno, e pretendere di annichilirli e/o separarli è pura follia e sterile tentativo teorico) quindi in quanto individui che esistono ci si deve individuare (nel modo che ho detto sopra), e l'individuazione avviene sempre sia per il per contenitore che per il contenuto (significato e significante), e quindi visto che il contenitore c'è (la partecipazione attiva) dobbiamo inserire anche il contenuto (l'obiettivo, il sogno di M. L. King, una qualche bozza schematica di progetto politico).

Ne abbiamo parlato con Pino proprio nel nostro ultimo incontro di giovedì 03 aprile dove Pino, da grande anima quale è, ha ben capito il motivo della mia azione con Stefano Grini e l’ha recepita, tanto che, come sentirai nel file della registrazione del dibattito svoltosi nel corso della riunione, abbiamo deciso di mettere a punto una sostanziale mutazione di rotta rispetto al passato e di dare al partito una ben definita immagine e personalità derivante dai decisi contenuti di cui ci andremo gradualmente a dotare.

Va da sè che sarei felice se la massima parte dei concetti e delle soluzioni proposte fossero condivise dalla maggior parte dei consovrani e degli aderenti, ma se questo non sarà possibile, vorrà dire che metteremo on line ed off line, come si è sempre sottolineato, le due opinioni pro e contro evidenziandone le caratteristiche endogene e peculiari.

Quello che la mia azione di qualche giorno fa voleva principalmente proporre era proprio questo : e cioè incominciamo a discutere su quello che vuole essere questo movimento e su quello che vuole apparire verso se stesso e soprattutto sembrare agli altri, “l’immagine verso l’esterno”. Ma una cosa è certa, dobbiamo avere un’immagine, e visto che dobbiamo averla, cerchiamo che sia il più confacente possibile alla volontà generale degli aventi diritto al voto, o più prosaicamente, il più aderente possibile alla volontà di chi effettivamente esercita il suo diritto al voto.

Ricordo qui una valenza assoluta nota a chi studia scienza della comunicazione, e cioè che di tutta la possibile comunicazione che si può realizzare l'apparenza rappresenta oltre l'85%, cioè la comunicazione che passa all'osservatore esterno non è l'essenza, ma apparenza, quindi, al contenitore, che già c'è; bisogna aggiungere qualcosa di più consistente, “concreto” e appariscente, in modo da completare, per quanto possibile, il quadro comunicativo.

Insomma un minimo comune multiplo che ci coaguli e che ci identifichi, pure se nella possibile diversità del pensiero di ognuno e nell’ovvia libera scelta di poter cambiare posizione ed atteggiamento in qualunque momento..

Ma quest’operazione di “STILING” va assolutamente ed inderogabilmente fatta quantoprima, soprattutto per non lasciare all'interpretazione del singolo osservatore esterno individuare arbitrariamente o malamente i nostri valori condivisi. Ne abbiamo? Proviamo a cominciare?

Altrimenti sarebbe più opportuno chiamarci “S-partito” dei Democratici Diretti. Basta decidere!

Infine, per rispondere in parte a Luca Landi, ma rivolto a tutti, possiamo in generale discutere ad libitum di tutto quello che vogliamo, ma ci sono dei temi che secondo me sono più preponderanti di altri e su cui a mio immodificabile parere non c’è invece nulla da discutere e da dibattere; ed il primo di questi è una questione, di civismo, di bon ton, di buona educazione, quando parlo con qualcuno o scrivo a qualcuno mi farebbe piacere di conoscere, anzi lo ritengo essenziale, lo skill di chi sono, cosa fanno, da dove provengono tutti gli altri consovrani, con tutte le loro coordinate di reperibilità, in modo di sapere con chi sto interelazionandomi e magari poter definire meglio le mie comunicazioni con loro e dove magari scegliere di contattarli. Questa assunzione di responsabilità sarà corroborante e coagulante.

Uno dei motivi per cui ho subito recepito una positiva e buona considerazione di Stefano Grini, di Pino e di altri è proprio quello di avere mantenuto un atteggiamento di trasparenza, di più…. di visibilità verso gli altri.

Ecco perché avrei piacere e mi auguro che la maggioranza sia d’accordo, che sia obbligatorio per tutti i partecipanti al blog, gli aderenti, gli associati, i partecipanti al partito dei Democratici Diretti di avere uno skill di una pagina con foto e riferimenti essenziali come posta elettronica e numero di telefono cellulare.

Qualcuno mi potrà obiettare con la menata della privacy e della sua assolutamente insulsa ed idiota legge 675/96 e successive, nulla di più demenziale e ridicolo; visto che ci siamo allora togliamo anche i nomi dal citofono di casa e magari cancelliamo anche il nome dalla targa stradale. Tutto questo è semplicemente una folle deriva che ci porterà fuori dalla retta rotta.

Un secondo motivo che ritengo assolutamente qualificante, stimolante, vivificante ed irrinunciabile per un Democratico Diretto è il voto palese, per una molteplicità di motivi, che magari affrontiamo in un’altra occasione se sarà necessario, ma che mi sembra talmente banale e lapalissiano da non necessitare di discussione.

Però solo per citare quello più importante vorrei ricordare il motivo da cui scaturisce il concetto fondante della Democrazia Diretta, e cioè la diversità sostanziale fra la corruzione del sistema in generale, e partitico in particolare, da cui noi ci discostiamo in toto per pura essenza e materia.

Ecco, proprio perché noi ci differenziamo così nettamente dalle varie caste in cui nessuno è mai responsabile di nulla, nessuno mai viene identificato, nessuno mai si assume in prima persona concetti, idee, frasi, pensieri, opinioni, noi dobbiamo invece farcene carico sempre, comunque, dovunque.

Mi viene facile la massima di Ezra Pound : < chi non ha il coraggio……>

Cari ragazzi per fare le cose, e vederle realizzate, soprattutto in politica ci vogliono le palle, altro che vuote parole e basta!!!
Le parole senza azione valgono meno dell’aria fritta.
E per azione intendo azione, non sterile digitazione di tastiera.

Ciao a tutti.

Orazio Fergnani.

Veientefurente

Bojan
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Iscritto: 12/11/2008
Sporco eretico

Ciao tutti,
Io sono nuovo ed anche eretico (in opposizione al fondamentalista), percui volevo far sentire la mia voce. Sono un eretico nel senso che vedo il futuro della DD come di un Partito gestito con sistemi democratici diretti ma inserito in un sistema politico poco diverso da quello attuale. A differenza della maggioranza dei DD, io non sono nato Italiano e ho dovuto giurare sulla Costituzione per ottenere la cittadinanza. Non solo per questo credo che la Costituzione vada salvata. In ogni caso, credo che una definizione “sporca” della DD sarà fondamentale se questa, un giorno, vorrà non solo partecipare alla vita democratica, ma anche fondare un governo. Quel giorno è lontano e dunque abbiamo ancora tempo per discutere. Quello che non capisco però è la paura, secondo me ingiustificata, che molti “soci DD” hanno della disciplina di partito. Chi diventa membro DD è sicuramente una testa pensante. A nessuno di noi vanno più bene le soluzioni preconfezionate e tutti abbiamo le nostre idee sulla politica, sulla società, sull’economia... E’ per questo che siamo tutti qui. E’ giusto che queste idee vengano espresse nei forum, fatte come proposte alla segreteria e votate. E’ giusto che chi ha perso, dopo il voto, continui a battersi per le proprie idee all’interno del partito. Ma è assurdo che per questo la DD non possa esprimere le proprie opinioni come partito, maggioranza e insieme. Proprio perché ognuno di noi ha le proprie idee, non possiamo aspettarci che le nostre idee vengano universalmente accettate. Su una cosa vincerò io, su una - tu, su un’altra - un terzo. Ma ciò a cui dovremo abituarci è di riconoscere questa vittoria di idee che non condividiamo pienamente. Si tratta di un gesto di umiltà che non si può imporre a nessuno. Ma proprio per questo la propongo a tutti che la facciano propria.
Dai post di questo forum mi è apparso però che i “fondamentalisti” giustamente pongano l’accento sul problema della visibilità della minoranza. Spero che nei prox giorni riuscirò ad aprire un thread apposta, se non è gia stato fatto (in tal caso informatemi), ma non credo che i due problemi (disciplina/visibilità) siano inconciliabili.
C’è un’altra paura futile che però vorrei menzionare (informatemi sempre se il thread già esiste) ed è la paura dalla scissione. Sempre nel futuro che immagino, esisteranno vari partiti DD perché le differenze fra le persone sono inconciliabili. La contaminazione del nostro partito asettico è già iniziata, con questo thread se non altro. Può darsi che sbaglio, ma credo che nel futuro sarà inevitabile che ci sporchiamo ancora. In linea di principio, in questo scenario vincerà il gruppo i cui membri avranno più disciplina-umiltà che li tenga legati nonostante le differenze. Ma le defezioni saranno inevitabili. Sarà solamente auspicabile che le stesse “costole” della DD mantengano buoni rapporti per gli obiettivi comuni.
Infine, vorrei dare un po’ di “food for thought” sulla diversa concezione della comunità che esiste fra il Cristianesimo è l’Islam. Da noi, e in questo gli ortodossi e i cattolici sono uguali, il capo della comunità ha il potere di “legare e sciogliere”, di decidere chi appartiene ai fedeli “veri” e chi è, invece, un eretico. Nell’Islam questo potere non esiste e chiunque crede nei cinque pilastri della fede deve essere considerato mussulmano a pieno titolo. E’ chiaro che loro si sono massacrati a vicenda per motivi religiosi almeno quanto noi, ma credo che per la DD questa visione della comunità sia comunque stimolante.

Ritratto di pino
pino
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Iscritto: 30/03/2006
LA SOSTANZIALE DIFFERENZA TRA APPARIRE ED ESSERE

Riporto qui una mia risposta ad un post di Max sul forum di signoraggio.com sul tema dd e primit perchè assolutamente pertinenete al tema qui trattato. Anzi Max fa riferimento al mio post precedente su questo thread.
Speriamo che max ci faccia l'onore di dire la sua direttamente qui, che è utile per tutti.

MAXDD,19/4/2008, 00:11 wrote:

l'articolo 10 è SACROSANTO

......a meno che qualcuno di voi non sia amico di roberto fiore( detto "er duce")...IL QUALE HA GIA PROVATO AD INFILTRARSI IN SIGNORAGGIO NETWORK.....( E MAGARI è LI CHE CI LEGGE PRONTO AD INFILTRARSI NEL PRIMIT...)

IL FILTRO è SACROSANTO E NON è ANTI DD

Pensare che un articolo di statuto ti protegga dagli infiltrati è ridicolo.
Gli articoli sono importanti, importantissimi, perchè evidenziano dei principi, e nella misura in cui sono condivisi dicono cosa si vuole. Ma in sè non ti difendono da nulla.
Il problema, ovviamente non è solo del primit, ma di qualsiasi organizzazione formalizzata, e quindi anche dei DD.
Lo stesso per il problema degli infiltrati.
Se volessi infiltrare il primit, potrei (formalmente) dimettermi dai dd e entrare nel primit. E allora?
Tu stesso parli di 'roberto fiore' non di un generico iscritto a forza nuova. Secondo me sarebbe infatti più giusto valutare sulla base della storia delle singole persone. Ma il punto centrale è che questo va fatto soprattutto sulla base del giudizio della maggioranza dei singoli membri. Se si è democratici. Specialmente se democratici diretti.
Per cui sul forum dei dd, nessuno verrebbe bannato perchè UNO decide di bannare. Minimo minimo si chiede l'opinione degli altri.
Anzi per una cosa come l'espulsione dal gruppo di un iscritto è obbligatoria una votazione formale.
Il potere ai singoli membri è, a mio parere, è l'unico serio modo di difendersi dagli "infiltrati".
Poi si può anche pensare di delegare a qualcuno questo potere che appartiene a tutti. Ma deve essere chiaro che lo si delega, come lo si delega e come lo si revoca. Altrimenti chi ha in mano il pulsantino del bannamento fa e disfà sulla base della sua personale intepretazione di un articolo di statuto e dei comportamenti. Col solo articolo che definisce criteri (in questo caso il 10) ti sembra di difenderti dalle persone malvagie, ma senza il potere all'insieme dei membri, non ti difendi comunque dal male; anzi rischi di avercerlo già dentro senza vederlo.

MAXDD,19/4/2008, 00:11 wrote:

precisato quanto sopra va detto che il movimento legato a democraticidiretti.org al momento NON è un partito , è un'associazione di cittadini associati secondo un articolo della costituzione

"Art. 49.

Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale."

l'articolo dice che i cittadini hanno diritto di associarsi in partiti ma non esclude che possano associarsi in qualcos'altro che non sia un partito e sempre per concorrere a determinare la politica nazionale...


No max. L'art. dice piuttosto che se ti associ con lo scopo di "concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale", allora sei un partito. Anche se ti chiami "movimento" o "associazione" o "gruppo informale" o quello che ti pare.

Ora se c'è una cosa chiara è che noi vogliamo concorrere a determinare la politica nazionale. POI è vero invece che per partecipare alle elezioni non è necessario che tu sia un partito pre-costituito e con strutture autonome e indipendenti dal solo fine elettorale, come sono le liste civiche.
E "concorrere a determinare la politica nazionale" NON è partecipare alle elezioni! Anzi fino a prima della legge porcellum, era chiarissimo che le liste elettorali erano presentate non da partiti ma dai cittadini elettori senza le firme dei quali nessuna lista, di partito o no, poteva essere presentata. E' solo dal porcellum in poi che non i partiti, ma i gruppi politici che presentano candidati già eletti in parlamento o nelle istituizioni in generale NON hanno più bisogno di raccogliere le firme dei cittadini.
Ma anche le liste civiche, nel momento in cui si costituiscono come associazioni politiche sono tecnicamente partiti, poichè partecipare alle elezioni è concorrere a determinare la vita politica del paese. E infatti godono di tutte le franchigie e agevolazioni di cui godono i partiti che si chiamano esplicitamente tali. La differenza sta solo nel loro essere a tempo. Col solo scopo di eleggere dei rappresentanti del popolo. Le liste civiche di solito si sciolgono se non eleggono nessuno e spesso anche se li eleggono.
Anche per questa ragione nello statuto della LP avevamo messo la clausola della cessazione della lista in caso di non elezione di rappresentanti: per rimarcare questo fatto che non eravamo una nuova organizzazione politica stabile e sottolineare che lo scopo era costruire uno strumento per consentire ai cittadini che vi partecipavano di gestire il loro potere di governo per tutta la durata della legislatura e non altro. E questa era e resta la sola cosa veramente nuova e importante. Poi, dicevamo che la lista non era un partito, non era legata a nessun partito etc etc, ma da un certo punto di vista era marketing, un pò furbetto e anche un tantino ipocrita.

MAXDD,19/4/2008, 00:11 wrote:

tra l'altro "con metodo democratico " in realtà obbligherebbe tutti i partiti ad avere un DD interna...ma tant'è....

Vero. Da questo punto di vista forse noi siamo l'unico vero partito che esista in italia.
MAXDD,19/4/2008, 00:11 wrote:

tornando a democraticidiretti.org al momento mi risulta che ci sia un divieto a candidarsi in qualsiasi competizione elettorale

Sbagliato.
MAXDD,19/4/2008, 00:11 wrote:

e l'opera del movimento consistE ( ad ora) nel diffondere la conoscenza della democrazia diretta ed a sostenere i cittadini che volessero costituire le liste partecipate( liste civiche DD)

Giusto.

Max, a questo punto forse dovresti un momento riflettere non solo sulla sostanza, ma anche sulla forma. Non c'è affatto il divieto a candidarsi. Io mi sono candidato. TU ti sei candidato. Altri membri dei DD si sono candidati (e ce n'era bisogno perchè di certo non c'era la ressa). Non esiste il divieto a candidarsi.

MAXDD,19/4/2008, 00:11 wrote:

pino strano ( il cui voto ovviamente vale 1 )attualmente si è espresso per la trasformazione in partito con conseguente tentativo di candidare il movimento a tutte le competizioni elettorali possibili ( enti locali , nazioNali ed europee)
si sta quindi formando ( o si è gia formata ?) una maggioranza all'interno del movimento che andrà in direzione del partito
o meglio questa maggioranza si sta formando nel movimento DD romano che però sembra essere cresciuto numericamente ( anche a seguito del tentativo di fare una lista partecipata a roma per le comunali e per le provinciali...tentativo di cui anche io ho fatto parte in maniera attiva) e sembra quindi essere la maggioranza all'interno del movimento nazionale

ho scritto sembra perchè non so quanti siano gli iscritti ( tra cui io ) al movimento nazionale

detto questo è ovvio che per la trasformazione del movimento DD in partito servirà una votazione, votazione a cui io voterò contro

Parentesi.
Mi sono rotto le balle di questa di questo eccesso di attenzione al termine partito o non-partito e non alla sostanza di ciò che si fa.
Di questo stupido, sì stupido, andare in fibrillazione ogni volta che lo si nomina, come se il problema fosse quello, tanto che non si vede nemmeno quello che si è fatto e nemmeno quello che si vuole fare offuscati dall'ombra malefica di quel termine. Probabilmente un'altra effetto nefasto della cultura da spot che ormai CI ammorba tutti.
Anch'io ci sono stato dentro, ma ora ne sto venendo fuori.

Max, ti invito a riflettere e leggere bene cosa ho scritto. Anche se avremo modo certamente di parlarne ancora. Magari là dove questo dibattito cui tu ti riferisci è partito e dove tu però non sei intervenuto e spero che interverrai presto. E dove riporto questo post perchè secondo me utile a capire e capirsi.
Chiusa Parentesi.

Al momento rilevo che non hai chiaro quello che con la LP abbiamo fatto. E mi pare neanche molto quello che io sostengo nell'attuale dibattito, che solo in minima parte riguarda il rapporto con le elezioni.
Comunque approfitto e ne parlo ora.
Il nostro statuto dice che promuoviamo comitati dd e circoli di partecipazione affinchè presentino liste secondo il modello della lista partecipata. (Tra l'altro c'è una certa confusione tra comitati e circoli che va chiarita)
Quindi abbiamo costituito un "comitato" (di fatto una associazione politica chiamata Lista Partecipata) e abbiamo presentato una lista con un simbolo nuovo chiamata "Lista Partecipata per la democrazia diretta". Volendo, il circolo poteva presentare il simbolo dei DD. E chiamare la lista "Democratici Diretti".

Non l'abbiamo fatto perchè pensavamo che potevamo coinvolgere altre forze che se avessero dovuto utilizzare il nostro simbolo magari si sarebbero irrigidite. Non l'abbiamo fatto perchè volevamo che fosse chiaro che i rappresentanti dovevano rappresentare i cittadini e non il "partito" dei DD. Non l'abbiamo fatto perchè c'era stato un dibattito tra i dd che prevedeva che non si sarebbero presentate liste col simbolo dei dd se non nel caso in cui nessun altro avesse voluto collaborare e presentare liste partecipate (l'art, originario dello statuto questo diceva).
Poi dopo una iniziale collaborazione di Volontà Popolare, pur cercando di coinvolgere altre forse, nessuno ha di fatto collaborato e solo i DD si sono impegnati per quella Lista.
Quindi dal punto di vista della sostanza che si presentino o no liste col simbolo dei dd, il potere di decidere cosa i rappresentanti devono fare deve essere (e finchè siamo dd deve restare sempre) dei cittadini che li scelgono prima, per le quali liste possono autocandidarsi, che firmano per presentarle per le quali dichiarano di votare. A PRESCINDERE da simbolo, partito, non partito, associazione, movimento o qualsiasi altra cosa si proponga una iniziativa elettorale che si definisca dd. LA SOSTANZA non sta nell'essere una associazione politica costituita due mesi prima o due anni prima. NON STA nell'usare un simbolo o un altro. STA nel POTERE che dai AI CITTADINI o no. Sta nel fatto che i rappresenatanti eletti devono esprimere ll loro voto non sulla base della propria volontà ma di quella dei cittadini. E la devono esprimere non monoliticamente ma in proporzione alle volontà espresse dai cittadini. Punto.
Resta invece il fatto che aver presentato da soli un altro simbolo ha creato un bel po di confusione. Che ha lasciato ora chi ha aderito alla lista dei DD (perchè di questo si è trattato) senza un riferimento definito e rischia di disperdersi. E forse ha anche avallato l'idea (sbagliatissima) che il pericolo sia il chiamarsi partito o no. Mentre i pericoli dipendono dalla struttura piramidale-verticista e li corrono tutti i cittadini che votano per liste civiche supposte non essere partito. Abbiamo avallato o siamo stati vittime di una ipocrisia. Io non ci sto più. E' fare marketing con gli strumenti dell'avversario. E' imitare berlusconi che diceva "io non sono un politico, sono un imprenditore". Vaffanculo.
Io voglio essere invece il super-partito dei cittadini, della democrazia di tutti i cittadini, perchè lo sono nei fatti.

Con tutto ciò non è di questo che principalmente ho discusso nel thread cui ti riferisci.
http://www.democraticidiretti.org/node/602
Ma del fatto che sono stufo di restare nell'iperuranio delle pure riforme dd. Voglio che ci esprimiamo e agiamo ANCHE su quelle ma non solo! Sono stufo del fatto che non scendiamo sul terreno delle scelte specifiche e non prendiamo posizione su tutti i fatti cruciali (e anche non cruciali) di interesse immediato e non immediato. Dobbiamo esprimerci e prendere posizione cosi da praticare la dd sul terreno concreto e non rimandare le scelte e la lotta solo al momento in cui avremo finalmente nelle istituzioni gli strumenti dd: vogliamo o non volgiamo il signoraggio? vogliamo o non volgiamo gli inceneritori? Vogliamo o non vogliamo il campetto sotto casa o il parcheggio? Vogliamo o non vogliamo il tritarifiuti da lavello? Vogliamo o non vogliamo la pena di morte? Vogliamo o non volgiamo i soldati in afganistan e in iraq? Vogliamo i campi nomadi o no e dove e quanti? ecc. ecc. ecc. ecc. E muoverci come forza politica per segnare una presenza in tutti questi campi concreti con le forze e le risorse che proporzionalmente si esprimono a favore o contro di quelle. Nelle istituzioni secondo il modello delle liste partecipate (quando e se ci saremo) e fuori nelle piazze e ovunque secondo il modello della trasparenza e visibilità delle maggioranze e minoranze . Di questo parlo nel thread. Di VIVERE come se già fossimo in un sistema dd. Perchè nello STRAPARTITO dei DD noi già possiamo e dobbiamo farlo.

MAXDD,19/4/2008, 00:11 wrote:

sostenendo la tesi che il movimento debba formare la consapevolezza ( perchè si, LA CONSAPEVOLEZZA è POTERE....e le leggi le ha inventate IGB per nascondere agli schiavi il loro stato di schiavitù*) nei cittadini ed appoggiare la loro volontà di fare le liste partecipate
mi sembra ormai evidente che il voto andà nella direzione del partito e quindi io uscirò in coerenza alla mia appartenenza al primit , la cui struttura peraltro è DD
tra l'altro se oggi il duce roberto fiore si iscrivese ai DD io proporrei una votazione per espellerlo
è quindi giusto che ci sia un filtro all'ingresso del primit il che non lede assolutamente la DD interna al primit
è naturale che chi si iscrive al primit oltre che essere contro il potere monetario sia anche contro il sistema oligarchico-piramidale di cui approfitta IGB per non avere il ben che minimo problema con i camerieri che lo servono devotamente
perchè sa che una struttura decisionale verticale plasma i servi migliori ( sei in una struttura decisionale verticale =sei il migliore amico di IGB)
sopratutto quando il numero degli associati cresce che diventa importante per igb poter minacciare/comprare il piccolo(3 persone?) vertice decisionale...il che vale anche se questo vertice fose composto da 3 che guevara perchè dopo le minacce si passa ai suicidi e in caso di bisogno agli omicidi spettacolari

*mi si venga a spiegare come una volta che un ipotetico partito DD ( ipotetico per ora) avesse il 50% più 1 dei votanti a livello nazionale e gli eletti( su proposta degli associati, diciamo pochi associati) facessero un progetto di legge :per impedire la riserva frazionaria o al limite per dare ai correntisti gli ( a questo punto molto bassi) interessi dei soldi dati a prestito dalla banca con i loro soldi ; per far mettere al passivo alla banca centrale il prezzo di costo dei soldi e non il valore nominale;per fare finalmente i processi del popolo ai banchieri ( nazionali ed internazionali) oltre al famoso processo in piazza a di pietro ( oltre a mettere travaglio in cella con dell'utri , previti e berlusconi.....per grillo invece è semplicemente previsto il microchip che gli impedisca di comprare e sopratutto di VENDERE)
beh...mi si venga a spiegare a fronte di milioni di votanti DD ma con una forma mentis rimasta INCONSAPEVOLE che problemi avrebbe IGB a scatenare uno stato di PAURA ( che è lo strumento principe che IGB usa con gli inconsapevoli) tale da far accettare passivamente uno stato di polizia agli INCONSAPEVOLI e quindi MOLTO IMPAURITI votanti DD....basterebbe ad IGB una qualsiasi scusa inventata li per li ( fanatismo islamico,9-11,crollo economico,aviaria,cambiamenti climatici,ufo,l'talia che perde gli europei...etc...etc...etc...) per far si che siano i votanti DD i primi a chiedere ,anzi a reclamare quello che IGB aveva gia intenzione di fare ( bocciare i progetti di legge anti-IGB...o magari gia che ci siamo ...instaurare il NUOVO ORDINE MONDIALE) secondo il classico schema PROBLEMA-REAZIONE-SOLUZIONE
i DD stessi invocherebbero la SOLUZIONE gia bella che pronta e confezionata da IGB....diverso sarebbe se avessimo una maggioranza di cittadini informati e CONSAPEVOLI...col cazzo che avrebbero PAURA del PROBLEMA creato di nascosto da IGB e col cazzo che avrebbero REAZIONI emotive controllate da IGB...e con lo stracazzo che forze di polizia e soldati assoconderebbero l'instaurazionedi uno stato di polizia ...avete presente la fuga del banchiere dall'isola ?

Guarda su tutto questo, non posso che ribadire quello che ho detto:
COL cazzo che consapevolezza è potere.
La consapevolezza è condizione essenziale del potere. Ma tuttavia NON è il potere.
Viene prima la consapevolezza e poi viene il potere?
Viene prima la gallina o l'uovo?
Come si diventa consapevoli? A tavolino o con l'azione? Come si impara la democrazia? A scuola o praticandola?
La consapevolezza è UNO dei fattori che dobbiamo considerare e che dobbiamo avere presente, ma mi rifiuto di chiudere tutta la mia attenzione solo a quello.
E poi NOI siamo già consapevoli!!! Cosa facciamo noi già consapevoli? Dici: Lavoriamo per la consapevolezza. E come? facendo azioni dimostrative? Lezioni? Conferenze? Certo dobbiamo fare tutto questo, ma io voglio fare vivere la dd prima di tutto nella organizzazione IPERPARTITICA dei DD e poi ovunque sia possibile. L'hai detto anche tu quale grandissima forza, quale impatto potrebbe costituire avere anche UN solo rappresentante in un cazzo di consiglio comunale o provinciale o parlamento che venisse GESTITO in maniera dd dai cittadini a prescindere da cosa sti cittadini poi volessero farne, accetterei persino che decidessero per la pena di morte, ma vivaddio si vedrebbe che cosa significa nei fatti la dd!!

Ora chi vuole occuparsi esclusivamente di consapevolezza del problema del signoraggio, che lo faccia. Escludere secondo un criterio formale di appartenenza o meno ai DD o forza nuova o all'essere o meno candidato o eletto (quanto suona grillina questa cosa), mi pare una scelta di isolamento piuttosto che di protezione. Credo che chi lotta coerentemente contro il signoraggio e altrettanto coerentemente per la dd dovrebbe inevitabilmente ritrovarsi. Io ho espresso le mie perplessità sulla sottovalutazione degli aspetti della lotta politica per la democrazia e sulla gestione del potere politico esterno e gruppale interno. In questo senso bannare giovanni (che non è Fiore) sulla base della decisione di uno solo che si incazza, mi depone male. La democrazia non è una parola vuota e protegge anche dai propri inevitabili limiti ed errori personali: nessuno è perfetto.

Pino Strano - www.pinostrano.it/blog

Quasar
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Iscritto: 14/09/2006
LA SOSTANZIALE DIFFERENZA TRA APPARIRE ED ESSERE

Cari consovrani...

... c'ho talmente tante cose da dire, le più disparate, che ho dovuto allocare appositamente una intera giornata tutta insieme per rispondere a quanto scritto sopra da voialtri, e nonostante mi sia organizzato non so lo stesso da dove cominciare.

Farò allora un preambolo di precisazione, in effetti l'ennesimo per ripetere per l'ennesima volta le stesse precisazioni che ho già fatto molte altre volte. Perchè se da una parte alcune cose sollevate si riferiscono chiaramente a cose da me scritte/dette in passato, dall'altra trovo di nuovo aggiunti ad esse dei concetti che non solo non ho mai detto nè pensato, ma che anzi io stesso ho da sempre espressamente ed esplicitamente negato con chiarezza e fermezza. Io rinnego in maniera totale, categorica, ed assoluta, il concetto secondo il quale i membri dei DemocraticiDiretti non dovrebbero parlare, scrivere, discutere, proporre, votare, attivarsi, ecc. ecc., su qualsiasi argomento c.d. "specifico" (cioè non prettamente dd), anche all'interno del sito e sotto l'egida del "partito dei DD". Infatti, proprio laddove io spiegavo le mie argomentazioni, che confermo tuttora, secondo cui il partito dei DD, nel suo insieme come voce unica, non deve prendere posizioni ufficiali che non siano prettamente dd, precisavo anche che le discussioni e votazioni, e volendo anche attivismi politici, su argomenti specifici andavano fatte, eccome se andavano fatte. Ora che mi rammento, persino i verbali dei due convegni nazionali (il primo alla fondazione dei DD, il secondo il fine settembre scorso), se Pino in qualità di segretario li ha ancora, mi sono testimoni poichè riportano tra le dichiarazioni conclusive dei partecipanti anche le mie, che recitano più o meno e niente altro quanto segue: Luca Landi esorta tutti i membri a fare le discussioni sul forum Internet. E giusto per citare l'ultima occasione della faccenda dei post inseriti da Orazio nel blog, che essendo l'ultima è presumbilmente quella che dovreste ricordarvi meglio, ho spiegato con dovizia di particolari UNA delle TANTE ragioni per le quali quei post dovessero andare NEL FORUM, e non certo nel cesso. Bene, fatto questo preambolo, vado con un pò di quoting. In ordine cronologico, inizio con Orazio:

Quote:
Capisco e condivido profondamente che l'elemento essenziale, fondante, catalizzante di questo nostro raggruppamento, comitato, movimento, come lo volete chiamare, è lo strumento della partecipazione attiva alle decisioni, e questo non lo si deve mai mettere in second'ordine, basilare, inconfutabile;

Io sospetto che tu abbia fatto già un primo errore di valutazione: la "partecipazione attiva" non è lo strumento, la "partecipazione attiva" è l'idea. Noi qui la chiamiamo "democrazia diretta", e si riferisce molto precisamente, con tanto di slogan in homepage, alla possibilità di "partecipare attivamente" alla formazione delle Leggi della Pubblica Amministrazione. Ovvero: qui non siamo a cercare di fare una nuova associazione politica dove semplicemente tutti i soci possano "partecipare attivamente" al suo destino, qui siamo a cercare di far diventare niente meno che la Repubblica Italiana quella "associazione" nella quale tutti i "soci" possano partecipare al di lei destino.

Oppure sono io che non ho capito un piffero, percui quello che vogliono tutti gli altri iscritti è proprio solamente quello di "partecipare attivamente" al destino di un partito, nel qual caso chiedo scusa per il disturbo arrecatovi per quasi due anni e vi saluto cordialmente ...

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; ma in quanto entità (il concetto di entità non può essere scisso dal concetto di individualità e dal concetto di identità; questi tre concetti sono un tutt’uno, e pretendere di annichilirli e/o separarli è pura follia e sterile tentativo teorico) quindi in quanto individui che esistono ci si deve individuare (nel modo che ho detto sopra), e l'individuazione avviene sempre sia per il per contenitore che per il contenuto (significato e significante), e quindi visto che il contenitore c'è (la partecipazione attiva) dobbiamo inserire anche il contenuto (l'obiettivo, il sogno di M. L. King, una qualche bozza schematica di progetto politico)

... ma se non è vero che non ho capito un piffero (vd. sopra), allora hai fatto altri 2 errori oggettivi. E per quanto mi riguarda ne hai fatto anche uno soggettivo.

Primo errore oggettivo: checchè tu ne dica, purtroppo il contenitore non c'è per nulla. A meno che tu voglia considerare "contenitore" il nostro scarno sito e la nostra scarna organizzazione. Scarni non certo perchè mancano i contenuti (anche, ma ora stiam parlando del contenitore), ma bensì perchè mancano strumenti, sistemi, accorgimenti, tecnici e pratici, che possano consentire realmente la "partecipazione attiva". E' perfettamente inutile, anzi è pericolosamente fuorviante, proclamare che "abbiamo la partecipazione attiva" quando, ad esempio, le discussioni che vengono fatte off-line non vengono riportate on-line. E ad esempio specifico del suddetto esempio generico ti dico: nel tuo post citi un "file audio della riunione". Ebbene: 'ndo sta 'sto file? sicuramente tu o chiunque altro me lo potreste mandare per email, ma il punto è che finchè non ci sono strumenti pratici che consentano di rendere partecipi, in maniera efficiente, potenzialmente tutti quanti di tutto ciò che viene messo in discussione in ogni dove, l'unico sterile tentativo teorico è solo il tuo di asserire che la "partecipazione attiva esiste". No Orazio, mi spiace, ma il contenitore non c'è per nulla, a meno che tu voglia considerare "contenitore" ciò che è stato messo in piedi con lo (encomiabile) sforzo che avete fatto a Roma per la Lista Partecipata. Considerare la Lista Partecipata di oggi come un adeguato "contenitore" sarebbe come considerare "abile e arruolato" un bimbo di 3 mesi. Tu lavori nella telefonia mobile, e allora ti farò un analogia di quel settore: tu stai parlando di vendere telefonini e servizi correlati, quando qui mancano ancora non solo le centrali e i ripetitori di segnale, mancano persino le specifiche dei protocolli GSM ETSI che consentano ai suddetti di comunicare efficientemente.

Secondo errore oggettivo: se tu avessi studiato informatica, e avessi studiato la OOP (Object Oriented Programming), sapresti che in realtà si può eccome separare Entità da Individualità e da Identità. Sapresti delle relazioni che in gergo OOP vengono chiamate "IS A" (è un) e delle relazioni che in gergo vengono chiamate "HAS A" (ha un). Conosceresti anche, tra gli altri, il concetto c.d. di "incapsulamento", e pertanto, in ultima analisi, capiresti che in definitiva qualsiasi contenuto può benissimo essere anche contenitore di qualcos'altro. E viceversa, naturalmente; cioè qualsiasi contenitore può essere anche il contenuto di un altro contenitore. Ti pare lezioso? se hai tempo e voglia di leggere tutto questo post fino in fondo, e unirai tutti i puntini che ti sto dando, forse riuscirai a vedere l'immagine complessiva.

Ma veniamo all'errore soggettivo: tu, se vuoi, sei padronissimo di voler individuare un'Entità per mezzo sia del suo contenitore che del suo contenuto; io, a mio immodificabile parere, continuerò a distinguere ogni Entità solo dal suo contenuto, e non certo dal contenitore che lo contiene. Tu, se vuoi, sei padronissimo di continuare a considerare come una pera un qualsiasi frutto che sia dentro una scatola con su scritto "pere", io preferisco ignorare bellamente ciò che dice la scatola e andare piuttosto a vedere ogni singolo frutto per capire se ciascuno di essi sia una pera o una mela o qualche altra cosa. Pertanto, per quanto mi riguarda, io proibisco a te come a chiunque altro di scrivere "pere" su di una scatola che contiene sia pere che mele che kiwi che uva che noci che braccialetti che orologi che ...

Quote:
Quello che la mia azione di qualche giorno fa voleva principalmente proporre era proprio questo : e cioè incominciamo a discutere su quello che vuole essere questo movimento e su quello che vuole apparire verso se stesso e soprattutto sembrare agli altri, “l’immagine verso l’esterno”. Ma una cosa è certa, dobbiamo avere un’immagine, e visto che dobbiamo averla, cerchiamo che sia il più confacente possibile alla volontà generale degli aventi diritto al voto, o più prosaicamente, il più aderente possibile alla volontà di chi effettivamente esercita il suo diritto al voto.

Ricordo qui una valenza assoluta nota a chi studia scienza della comunicazione, e cioè che di tutta la possibile comunicazione che si può realizzare l'apparenza rappresenta oltre l'85%, cioè la comunicazione che passa all'osservatore esterno non è l'essenza, ma apparenza, quindi, al contenitore, che già c'è; bisogna aggiungere qualcosa di più consistente, “concreto” e appariscente, in modo da completare, per quanto possibile, il quadro comunicativo.

Insomma un minimo comune multiplo che ci coaguli e che ci identifichi, pure se nella possibile diversità del pensiero di ognuno e nell’ovvia libera scelta di poter cambiare posizione ed atteggiamento in qualunque momento..

Ma quest’operazione di “STILING” va assolutamente ed inderogabilmente fatta quantoprima, soprattutto per non lasciare all'interpretazione del singolo osservatore esterno individuare arbitrariamente o malamente i nostri valori condivisi. Ne abbiamo? Proviamo a cominciare?
Se io volessi essere un pò sarcastico, come in effetti sono di carattere, mi verrebbe da dire: "ecco, mò è arrivato Zorro".

Minimo comune multiplo che ci coaguli? valori condivisi? proviamo a cercarne?

Ah Orà, ma 'ndo se'annato a leggere ner fa 'a tua analisi prima der tuo'ntervento?

Ma credi davvero che gente come Pino e Stefano (per dirne due che conosco), che sono in questo "settore" da anni (Pino da decenni), non c'abbiano già provato e si siano già scornati con la dura realtà? la quale prevede che non esistono valori sufficientemente condivisi da formare anche solo l'ombra di quello che di lontano dovrebbe essere la fatidica "massa critica", e pertanto l'unico valore condiviso non può essere altro che la dd-punto-e-basta.

Lo "styling" va fatto, certo, nessuno lo ha mai negato. Il Partito dei DD deve certamente avere una immagine ben precisa, una caratteristica che lo contraddistingua dagli altri Partiti. Ma questa caratteristica è già ben individuata nel nome stesso del Partito, essa è abbondantemente più che sufficiente a distinguere la Entità "Partito dei DD" dalle altre Entità di pari livello (cioè dagli altri Partiti), e per di più essa è pure la caratteristica che, a dire di tutti qui dentro (te compreso, a quanto sembra), è La Caratteristica per eccellenza. Qualsiasi forzatura di questa oggettività, o neutralità che dir si voglia, corrisponde ad uno inevitabile snaturamento (in gergo informatico si dice "specializzazione") del contenitore "Partito dei DD". Qualsiasi caratteristica diversa dalla dd non pertiene il Partito dei DD, bensì pertiene le Entità contenute nel Partito dei DD. E il contenuto del Partito dei DD non sono le singole iniziative c.d. "specifiche" come tu suggerisci, bensì sono gli Iscritti al Partito dei DD, i quali sono (relazione IS-A) Entità che hanno (relazione HAS-A) le rispettive Identità e Individualità, le quali sono esse quelle che devono venire espresse tramite le rispettive iniziative c.d. "specifiche". Complicato? molto meno di quanto sembra a parole. E quando parlo di Iscritti non intendo necessariamente solo "singole persone fisiche", poichè niente vieta che all'interno del contenitore generico "Partito dei DD" si possano formare ed effettivamente si formino contenitori più specifici che constano di una parte degli Iscritti al Partito dei DD. E' profondamente sbagliato che l'immagine di un contenitore generico quale è il Partito dei DD venga influenzata dal suo contenuto; nemmeno la maggioranza deve avere valenza su questa cosa.

D'altro canto è altresì ovvio che non è saggio da parte nostra essere allora una scatola chiusa e opaca, soprattutto considerando che noi vogliamo farci conoscere, e far sì che nella nostra scatola trovino posto e si sentano a proprio agio sempre più persone, al fine di raggiungere la famosa "massa critica". Percui casomai quello che dobbiamo trovare è un sistema per rendere la nostra scatola completamente trasparente, di modo che da fuori si vedano chiaramente sia le 80 pere che le 16 mele che le 3 arancie e persino il singolo mirtillo che poverino è lì da solo piccolo e nero come Calimero. Quello che suggerisci tu, Orazio, è invece una scatola con su un etichetta estremamente specifica. E mi spiace per te ma in questo caso non vale niente dire che "quell'etichetta è stata scelta a maggioranza", e non vale niente dire neanche che "quell'etichetta può anche variare ogni volta, sempre in virtù della maggioranza", perchè proprio per via di quella valenza assoluta nota a chi studia scienza della comunicazione, ciò che ottieni è solo una gran confusione per chi ti guarda dall'esterno ("ma come?! ieri dicevano che erano contrari agli inceneritori, oggi dicono che sono a favore??").

Quindi, per ricapitolare questo punto, le possibili strade sono sostanzialmente tre:

1) scatola con su scritto niente
2) scatola con su scritto qualcosa, scelto di volta in volta "a maggioranza"
3) scatola del tutto trasparente, talmente trasparente che gli "oggetti" in essa contenuti sembrano come sospesi per aria

Tu suggerisci la strada 2. Io invece suggerisco la strada 3, e solo siccome la strada 3 è palesemente la più lunga e complicata da realizzare (per motivi tecnici che sono ovvi agli addetti a quei lavori), NEL FRATTEMPO è MOLTO meglio la strada 1, con tutti i progressivi intermedi per andare alla 3, ma SENZA MAI passare per la 2 nemmeno per un istante, perchè ciò ci porrebbe all'attenzione del grande pubblico (notoriamente "distratto" e che bada per l'85% all'apparenza) come un Partito come tutti gli altri, anzi persino peggio perchè il nostro umore, andando "a maggioranza", è potenzialmente molto ma molto più volubile di quello degli altri Partiti.

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Altrimenti sarebbe più opportuno chiamarci “S-partito” dei Democratici Diretti. Basta decidere!

Oh, guarda che ridendo e scherzando hai trovato uno slogan geniale eh!

Lo S-partito dei Democratici Diretti

E' bellissimo. Rende bene l'idea che siamo un partito ben diverso dagli altri, rende l'idea che noi ci s-partiamo il potere in parti uguali, e rende bene l'idea che al nostro interno nessuno si deve per forza "allineare" con nessuno, tanto meno col partito medesimo, proprio perchè esso non ha una sua linea comune. Infine rende l'idea che questo partito vuole suonarle agli altri partiti.

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Infine, per rispondere in parte a Luca Landi, ma rivolto a tutti, possiamo in generale discutere ad libitum di tutto quello che vogliamo, ma ci sono dei temi che secondo me sono più preponderanti di altri e su cui a mio immodificabile parere non c’è invece nulla da discutere e da dibattere; ed il primo di questi è una questione, di civismo, di bon ton, di buona educazione, quando parlo con qualcuno o scrivo a qualcuno mi farebbe piacere di conoscere, anzi lo ritengo essenziale, lo skill di chi sono, cosa fanno, da dove provengono tutti gli altri consovrani, con tutte le loro coordinate di reperibilità, in modo di sapere con chi sto interelazionandomi e magari poter definire meglio le mie comunicazioni con loro e dove magari scegliere di contattarli. Questa assunzione di responsabilità sarà corroborante e coagulante.

Uno dei motivi per cui ho subito recepito una positiva e buona considerazione di Stefano Grini, di Pino e di altri è proprio quello di avere mantenuto un atteggiamento di trasparenza, di più…. di visibilità verso gli altri.
Che dire Orazio, qui siamo di nuovo di fronte a soggettività. Tu sei pure padrone di non interloquire con chi non ti presenta prima la carta d'identità. E sei pure padrone di dare importanza prima al chi ti si para davanti piuttosto che al ciò che quella persona ha da dire. Io confermo la mia preferenza per un ordine di importanza per quelle cose inverso al tuo, e aggiungo che il bon ton, il civismo, la buona educazione, visto che li chiami in causa, casomai contemplano piuttosto che simili informazioni possano venire fornite, eventualmente anche volentieri, a chi le richiede direttamente senza che pretenda che tutti si vada in giro col passaporto sulla fronte e il curriculum appeso al collo. Tu ne fai anche (e a parer mio assai a sproposito) una questione di assunzione di responsabilità? ok, io ne faccio una questione di rispetto, che tu dovresti avere del volere altrui, su di un argomento per il quale non esiste motivo oggettivo per te di pretendere giurisdizione maggiore rispetto a quella dell'altro. Cioè a dire il famoso detto: "la tua libertà finisce dove comincia la mia". O anche pura e semplice "competenza territoriale".

Ma a parte le preferenze soggettive, ti informo anche che la (per ora poca) organizzazione della Associazione alla quale ti sei iscritto mesi fa, prevede che i contatti di reperibilità di ciascun iscritto siano a disposizione libera di tutti gli altri iscritti. Perciò non c'è affatto alcuna mancanza di visibilità da parte di nessuno qui dentro, e sì, ti bastava chiedere a Pino (il segretario), se proprio non volevi chiedere a me direttamente tramite il forum.

In ogni caso, la cosa veramente importante di queste richieste che fai, a mio parere, consiste nella ricerca, ancora una volta, di un "coagulante". Cosa che infatti dici. Tutti insieme, tutti uniti, anzi possibilmente tutti fratelli. No, Orazio, mi spiace dirtelo ma la dd non funziona così. So che è difficile da concepire, abituàti come siamo all'attuale, ma il Partito dei DD, siccome vuole la dd, prevede e deve prevedere che tu faccia parte di un'associazione nella quale ci può stare benissimo e a pieno diritto anche il tuo più mortale nemico. Certo, Pascucci e IGB, nello stesso Partito, proprio così. E perciò dammi retta: se vuoi stare in dd è del tutto controproducente per te stesso che tu cerchi appigli psicologici o filosofici per non vedere la suddetta realtà che noi dobbiamo costruire in qualità di DemocraticiDiretti. Se vuoi la democrazia diretta allora è meglio che cominci ad allenarti fin da ora, fin tanto che siamo ancora pochi e, tutto sommato, ancora abbastanza "amici".

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Ecco perché avrei piacere e mi auguro che la maggioranza sia d’accordo, che sia obbligatorio per tutti i partecipanti al blog, gli aderenti, gli associati, i partecipanti al partito dei Democratici Diretti di avere uno skill di una pagina con foto e riferimenti essenziali come posta elettronica e numero di telefono cellulare.

Obbligatorio? E va bene. Come vuoi.

Io ho quasi 36 anni, sono alto 170 cm e peso 63kg. Suono il piano, la chitarra, il basso, e la batteria. Sono quindi un intero complesso da solo (infatti dicono che sono complessato). Ho fatto l'accademia aeronautica militare e sono stato pilota di caccia nella prima guerra del golfo. Ho vissuto per lungo tempo in inghilterra, e ho fatto i provini al Manchester United, dove stavano per darmi un ingaggio da 10 milioni di sterline all'anno, ma poi mi sono infortunato gravemente percui ho appeso le scarpette al chiodo. Quindi ora faccio l'astronauta, con viaggi interstellari su di una astronave che ho costruito io stesso e di cui custodisco gelosamente i progetti, onde evitare che cadano in mani malvagie. La foto e i riferimenti essenziali non li posso pubblicare perchè sono così bello che verrei continuamente tempestato di telefonate da ragazzine adoranti, ...

Insomma Orazio, io come chiunque altro potrei dirti quel che mi pare, specialmente se mi obblighi. E già sul fatto di rendere obbligatorio potrei scriverti decine di ragioni su quanto sarebbe insulso, ma il punto sostanziale è che non ti serve a un piffero chiedere quelle informazioni, perchè gli skill delle persone li impari, col tempo, solo interrelazionandotici, e non prima. Talmente è vero, che non è affatto detto che tu li possa davvero conoscere nemmeno in base a ciò che possono dirti di loro stesse le persone medesime, quand'anche esse fossero sempre sincere.

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Un secondo motivo che ritengo assolutamente qualificante, stimolante, vivificante ed irrinunciabile per un Democratico Diretto è il voto palese, per una molteplicità di motivi, che magari affrontiamo in un’altra occasione se sarà necessario, ma che mi sembra talmente banale e lapalissiano da non necessitare di discussione.

Necessita, necessita. Comunque anch'io casomai ne parlerò nell'apposito thread, che esiste già da molti mesi. Ma di certo, in quanto ad "assunzione di responsabilità", l'individuazione esatta del chi dice cosa non è certo tanto rilevante quanto l'individuazione esatta del chi vota cosa. Non mescoliamo sacro e profano.

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Però solo per citare quello più importante vorrei ricordare il motivo da cui scaturisce il concetto fondante della Democrazia Diretta, e cioè la diversità sostanziale fra la corruzione del sistema in generale, e partitico in particolare, da cui noi ci discostiamo in toto per pura essenza e materia.

Tu dici? io dico invece che eliminare (ridurre) "la corruzione del sistema in generale" è casomai una (spero vivamente) conseguenza positiva della dd, e non un motivo da cui saturisce alcun concetto fondante. Un tale motivo è invece che, molto neutralmente, "le decisioni vengano prese da tutti coloro si troveranno a subirle".

Quote:
Cari ragazzi per fare le cose, e vederle realizzate, soprattutto in politica ci vogliono le palle, altro che vuote parole e basta!!!
Le parole senza azione valgono meno dell’aria fritta.
E per azione intendo azione, non sterile digitazione di tastiera.

Orazio, non temere: che tu sia un incallito attivista politico vecchio stampo lo si vede lontano un miglio, anche con i soli 7 + 1 messaggi finora scritti da te sul forum, e senza bisogno che ce lo dicessi nel tuo primo messaggio di presentazione. Fai pure tutto il tuo attivismo su tutto ciò che ti pare (purchè nei luoghi preposti), sei il benvenuto. Ma rammentati sempre alcune altre cosette, oltre a quelle che già ti ho scritto:

Primo: okkio che lo scopo finale dei DD è quello che possano fare un pò di politica anche chi "le palle" (ovvero "tanto tempo da dedicare") non ce l'ha.

Secondo: okkio che la tastiera, e la sua digitazione, è incidentalmente proprio ciò che ha il potenziale di trasformare la dd da utopia a realtà concreta. Se non c'è tastiera, non c'è la materia prima per la dd.

Terzo: tu sei un attivista vecchio stampo, ma okkio a non diventare di stampo obsoleto, perchè noi qui vogliamo fare un partito di stampo nuovissimo, che necessita di schemi anche mentali assai diversi. La pena? il fallimento che la Storia ha già visto accadere in passato per via di personaggi che dicevano di essere una cosa ma in realtà erano un'altra. Tu sei capace di capire il nuovo contesto? sei capace di portarvi la tua esperienza e il tuo attivismo MA adeguandoti al contesto? Il contesto è quello che ti ho descritto (sommariamente), e non è che cambia solo perchè ti ci cali tu (o chicchessia), o perchè vi si cala chissà quale "maggioranza".

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A proposito di "digitazione di tastiera", vorrei cogliere questo spunto per dire a Stefano Grini pubblicamente una cosa che gli scrissi in privato per email mesi fà, dato che mi viene il dubbio che abbia mai ricevuto la mia mail.

DDpedia:

a me in generale piace l'idea del ddpedia che spiega gli attuali strumenti dd, tanto è vero che te lo ho già appoggiata pubblicamente in mailing-list, e lo rifaccio anche qui sul forum. Ma questo non significa automaticamente che voglia anche prenderne parte io. Il motivo in questo caso è il seguente: reputo ddpedia un'idea lodevole, percui ne posso essere favorevole, ma allo stesso tempo anche uno sforzo molto poco producente in raffronto allo sforzo (appunto) che richiede, nonchè in rapporto al risultato finale in termini di dd che otterrebbe, poichè anche se, per ipotesi, grazie alla propaganda fatta tramite ddpedia tutti i cittadini italiani partecipassero agli attuali referendum con affluenza del 100% ogni volta, sappiamo benissimo quanto pochissimo potere legislativo abbia la stragrande maggioranza dei referendum. Perciò se come membro DD io approvo ddpedia, come Luca Landi non ho granchè voglia di dedicarmici personalmente. Se qualcuno lo vuol fare, perchè è nella sua "indole e passione", ha assolutamente anche il mio benestare sincero, gli "permetto" di farlo a nome di tutti i DD, gli "permetto" di usare il logo DD se lo vuole, ecc. Posso persino aiutarlo volentieri qua e la, ma non mi si chieda di darmi da fare in prima persona, perchè reputo ddpedia una cosa da sforzo 1000 e beneficio 1. La Lista Partecipata, invece, ad esempio, è una cosa che reputo da sforzo probabilmente pari a centomila, ma anche da beneficio potenziale un-milione, e quindi per essa ho voglia di propagandare tra gli amici, andare a Roma quando serve, fare le ore piccole se serve, tradurre, pensare, scrivere, e varie ed eventuali. Ecco, questo è quanto.

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@Pino

Salto il tuo preambolo, che ovviamente condivido in toto percui non ho niente da replicare (oltre a le precisazioni, forse superflue, che ho già fatto in testa a questo mio post). Vengo quindi alle due ragioni che hai elencato e che spiegano la tua contrarietà al non portare avanti iniziative "specifiche". Naturalmente, essendo io assolutamente a favore al portare avanti anche iniziative "specifiche", mi trovo assolutamente d'accordo con le due ragioni che hai scritto. Non solo, io te ne aggiungo pure una terza, di ordine estremamente concreto: portare avanti iniziative "specifiche", fornire "contenuti" al nostro "contenitore", è assolutamente necessario per capire di quali strumenti ha bisogno la dd, quali sono i punti critici dei processi d'informazione, discussione, decisione, votazione, revisione, verifica; punti critici che devono essere affrontati e risolti, e poi anche come integrare quei processi al meglio tra di loro, collaudarli, affinarli via via. E sono anche sicuro che se ci pensiamo ne troviamo a bizzeffe di altre buone ragioni per le quali si dovrebbe intraprendere iniziative "specifiche", e viceversa sono sicuro che neanche se ci pensassimo bene troveremmo alcuna buona ragione percui non si dovrebbe intraprenderle.

Quindi, in attesa di essere eventualmente smentito su quelle ragioni, io dico ora come da sempre: parliamo di tutto, facciamo iniziative specifiche, ecc., ecc.

Quello che io non voglio, come ho lungamente spiegato di nuovo sopra ad Orazio, è che il nostro parlare e il nostro fare iniziative specifiche finisca col confluire nella prassi del "il Partito dei DD vuole questo e vuole quell'altro", con la scusa del "così ha votato la maggioranza degli iscritti".

La mia contrarietà a pubblicare sul blog quello o quell'altro articolo non-dd è proprio perchè esattamente in virtù della superficialità della gente, così ben spiegata numericamente da Orazio, il messaggio che ne verrebbe trasmesso sarebbe invece proprio quello che il Partito vuole questo e vuole quest'altro, mentre sappiamo bene quanto ciò non possa corrispondere a verità. Anche perchè in tutti questi discorsi che facciamo riguardo a 'sta benedetta "maggioranza", c'è sempre da tenere a mente che la "maggioranza" di cui parliamo noi è solamente di tipo semplice; mai, o quasi mai, avremo votazioni in cui ci sarà stata veramente una maggioranza assoluta, dato che raramente avremo più del 30% degli iscritti che partecipano ad una qualsiasi votazione. Perciò sarebbe ancor meno vero dire che la "maggioranza del Partito dei DD vuole questo e vuole quest'altro".

Ma in fondo, che te le dico a fare queste cose. Tu le sai benissimo, le hai recepite talmente tanto bene quando ne parlammo la prima volta un anno e mezzo fà (in questo thread), che infatti anche stavolta, nonostante i tuoi discorsi di ora a favore della posizione di Orazio, rispolveri quella ottima idea, che già allora ti approvai, e che è difatti però un perfetto esempio della mia filosofia del NON far prendere posizione ufficiale al Partito dei DD. Talmente le sai bene queste cose, che sia tu che anche i tuoi colleghi del comitato promotore della Lista Partecipata avete espressamente previsto il "metodo della proporzionalità" a cui gli eventuali Eletti della Lista avrebbero dovuto sottostare per le loro votazioni in sede Pubblica. Anche quello esprime la filosofia del NON far prendere posizione ufficiale e unitaria al Partito (la Lista, in quel caso).

E quindi allora qual'è il nodo reale da sciogliere? è forse il come comportarsi per le raccolte firme per iniziative "specifiche"? il come comportarsi per le manifestazioni di piazza? ok, senz'altro tra le miriadi di piccole e grandi scelte che può capitare di dover fare in quelle situazioni, ce ne sono alcune che sono binarie, o sì o no, ma io francamente finora ne ho viste... beh, onestamente nessuna. Ma ammetto di essere del tutto ignorante in materia delle cose che si fanno/dicono/portano in una manifestazione di piazza o a una raccolta firme o in occasione di un qualsiasi altro tipo di "attivismo politico". Perciò nel dubbio dò per scontato che possano capitare scelte binarie da dover fare. Ebbene allora in quei casi io vi esorto a fare due cose:

1) ogni qual volta vi si pone una scelta binaria da fare, soffermatevi un attimo e pensare se sia davvero binaria; molte volte capita di considerare delle cose in un determinato modo solo perchè c'è un'abitudine acquisita, quindi vi invito a fermarvi un attimo a rimettere in discussione la vostre certezze del caso specifico e provare a escogitare un metodo alternativo che non obblighi alla "binarietà" della scelta.

2) se non vi viene in mente niente, provate a chiedere ad altri. Anche e prima di tutto sul nostro forum, certo.

Poco fa ci siamo sentiti brevemente per telefono, e lì mi hai fatto un buonissimo esempio molto semplice: usciamo a fare qualcosa, lo portiamo lo striscione dei DD? La mia risposta è: certo che lo portiamo, l'importante è che non trapeli MAI un messaggio del tipo che il Partito dei DD ha una voce unitaria. Per esempio: un modo per perseguire la filosofia della NON presa di posizione anche in sede di raccolta firme su un argomento "specifico", potrebbe essere quello di prevedere due tavolini, entrambi sotto lo striscione dei DD, uno che raccoglie le firme degli "a favore" e l'altro che raccoglie le firme dei "contrari". E magari, perchè no, contare anche quelli che dicono "l'argomento mi interessa ma sono incerto al riguardo", e poi quelli che dicono "l'argomento non mi interessa, grazie", e anche quelli che non rispondono proprio. E' un'idea grossolana e buttata lì, certo, ma voglio stimolarvi al "lateral thinking". Altro esempio: viene proposta di fare una manifestazione a favore del boicottaggio delle olimpiadi di pechino; 80% vota "SI", 20% vota "NO"; viene fatta la manifestazione? chi la vuole, certo che la fa; si porta lo striscione dei DD a quella manifestazione? certo che lo si porta, insieme al risultato della votazione su uno striscione anch'esso bello grande. Altro esempio: stessa proposta, ma il risultato è 20% per il "SI", 80% per il "NO"; viene fatta la manifestazione? chi la vuole, CERTO che la fa; si porta lo striscione dei DD a quella manifestazione? CERTO CHE LO SI PORTA, insieme al risultato della votazione su uno striscione anch'esso bello grande. Risultato netto di tutta questa animazione in seno al Partito dei DD? gli interessati hanno fatto la manifestazione che volevano fare, il forum è ricco di discussioni, nel fare ciò gli strumenti per la dd vengono creati, usati, collaudati, affinati, il Partito dei DD e la dd godono della massima pubblicità possibile in quel dato momento, e tuttavia il Partito NON assume alcuna posizione ufficiale. A Pino dico che quanto ho scritto non inventa nulla di nuovo, bensì copia-incolla quanto lui stesso aveva già scritto in quell'idea a cui tutti avevano dato entusiastica approvazione. A chi invece dovesse considerare un'idiozia l'idea che lo striscione del Partito appaia in manifestazioni che non hanno goduto della maggioranza dei voti, rammento che il senso vero di portare lo striscione è unicamente quello di pubblicizzare l'esistenza del Partito, e non, giustappunto, quello di fargli prendere una posizione ufficiale. Quindi OGNI occasione è buona per fare pubblicità. Ed anzi io quasi quasi suggerirei proprio come strategia generale di azione che, proprio ora che siamo agli inizi, potrebbe essere un'ottima idea quella di partecipare ad iniziative che ai nostri voti avessero goduto della MINORANZA di noi di più che ad altre iniziative, con lo striscione dei risultati del nostro voto a fare bella mostra di sè insieme al logo del Partito, e tutto questo proprio allo scopo di esaltare più che mai il fatto che il Partito dei DD non è e non vuole essere il solito "partito di opinione" come lo sono tutti gli altri. Idea più che mai balorda anche quest'ultima? forse. Quello che voglio è che per ogni problema che vi si pone rivediate i vostri schemi, perchè c'è bisogno che lo facciate.

Se poi "striscione dei DD" era un esempio per indicare "una qualsiasi risorsa del Partito dei DD", percui ci possono benissimo essere risorse che non sono per loro natura sufficienti ad accontentare tutti, e percui giocoforza qualche volta ci troveremo di fronte a qualcosa di assolutamente binario, ebbene allora in quei casi così insolubilmente estremi sì, la mia posizione è e rimane che quella risorsa NON debba venire usata per iniziative "specifiche" bensì solo per iniziative prettamente dd. Tanto per esser chiari, un esempio di questo genere di risorse può essere le risorse finanziare del Partito dei DD, che verosimilmente non saranno mai sufficienti a finanziare TUTTE le iniziative che vengono proposte. Quindi reputo saggio definire strada facendo, via via che si propone la questione di utilizzare risorse del Partito, quali siano le risorse "intoccabili", e reputo saggio anche che ciò venga fatto possibilmente prima che la prima unità di ciascuna risorsa del Partito venga "toccata" per una qualsiasi iniziativa "specifica". E con questo voglio tornare alla questione che ha dato il via a questa discussione, i post di Orazio nel blog: io dico che anche il blog attuale, la homepage attuale, trattasi al momento di una risorsa del Partito dei DD insolubilmente binaria e che quindi NON si presta affatto bene a dare spazio ad iniziative "specifiche" SENZA inquinare la "trasparenza" del "contenitore", la neutralità del Partito. Pertanto ribadisco ancora una volta e più che mai che quei post sono da togliere dal blog, e da mettere casomai nel forum.

Anzi, no, ho ancora qualcosa da dire a Pino:

Quote:
[...] esplicitare cosa i dd vogliono creando lo spazio che ho chiamato "La volontà generale". Ma questo spazio è rimasto quasi nascosto, all'interno del forum, non ha alcuna visibilità esterna, quindi con nessun effetto.

Io ti posso dare molta ragione anche su questo punto, ma se il problema è quello allora la soluzione, grossolana quanto vuoi ma in attesa di avere qualcosa di meglio, è quella di invertire blog e forum, cioè mettere il forum come homepage e, volendo, mettere la sezione "volontà generale" in testa al forum invece che a metà.

Quote:
[...] Questo si traduce in spazio di visibilità sulla home page proporzionale al consenso ricevuto.

Come sai concordo appieno con la tua idea, obbietto solo su questo dettaglio. La visibilità non deve essere proporzionale al consenso ricevuto, la visibilità deve seguire criteri assolutamente oggettivi. Ad esempio, come avviene su molti altri siti (che non c'entrano nulla con la politica ma che tuttavia hanno voluto realizzare una effettiva neutralità del "contenitore"), e come mi sembra che avevate fatto anche per listapartecipata.it, evidenziare gli ultimi creati, i più votati, i più discussi, e/o secondo ancora altri criteri oggettivi come quelli.

(*) Quanto quì scritto rappresenta solo opinioni personali, e non necessariamente quelle del Partito dei DD.

Ritratto di pino
pino
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Iscritto: 30/03/2006
LA SOSTANZIALE DIFFERENZA TRA APPARIRE ED ESSERE

ste wrote:
se la tua posizione è ritenuta fondamentalista allora la mia è molto moderata per non dire annacquata.

stefano la tua posizione non è annacquata ma non dici nulla sul merito delle cose che ha scritto orazio e su quelle che ho scritto io.
Il punto è esplicitare la posizione dei DD su punti specifici anche non squisitamente dd, oppure continuare a sostenere l'idea che l'organizzazione politica dei DD debba avere una linea evidente che riguarda solo la dd.

Quote:

Visto le precedenti esperienze concrete, e non a parole, non ritengo più attuale e reale il fatto che ogni decisione deve passare per i dd e ancor meno per quelli che si iscrivono dopo

Strefano scusa, ma non menare il can per l'aja.
Non è di questo che io parlo e nemmeno Immanuel. Io non sto sostenendo che i dd devono decidere sempre tutto su tutto in ogni momento. Anzi già che ci sono dico che su una serie di compiti è bene che si dleghino responsabilità o con la modalità dell'incarico a pieno titolo (revocabile in ogni momento) o con la tecnica dle silenzio assenso. E' ovvio che su una serie di compiti questo è non solo efficiente ma proprio necessario, pena l'immobilismo (penso per esempio a come mettere su un sito e qui il modello dei gruppi di lavoro delegati sarebbe il migliore)

Ma qui, io Orazio e Immanuel stiamo sostenendo che occorre che i dd si esprimano sulle posizioni da sostenere e sulle iniziative da prendere in merito a tutti problemi specifici della nazione Italia (es,. inceneritori si o no, energia nucleare si o no, distribuzione del reddito, tasse, salute, politica estera, giustizia, politica dle lavoro, signoraggio, ecc ecc ecc). Quello che normalmente si chiama la linea politica di un partito.

SU QUESTI argomenti sostengo che DOBBIAMO esprimerci e dobbiamo farlo in maniera dd, secondo quanto già a suo tempo espresso e ribadito da Immanuel.

Quote:

il nostro statuto e regolamento prevede questo, ma purtroppo le ultime votazione hanno dimostrato che la partecipazione latita, inoltre il ns. sistema di voto tramite email è risultato inadeguato

Non ti viene il sospetto che le due cose siano connesse?
Il problema esiste ma non si risolve eliminando le votazioni (!), ma costruendo un sistema di votazione migliore (più facilmente accessibile e visibile) e soprattutto avendo cose più pregnanti su cui esprimersi e decidere.

Quote:

io a suo tempo avevo proposto di stilare un "programma partecipato" con votazione in merito durante il congresso

Bene allora non avrai difficoltà ad accettare la necessità di decidere su tutti gli aspetti specifici e i problemi della nazione, o di una regione o comune etc.. Hai forse difficoltà ad accettare che tale programma sia votabile durante tutto l'arco dell'anno da parte di tutti (nuovi e vecchi) membri?

Quote:

oltre a cambiare il regolamento alzando il numero richiesto di membri per avanzare una proposta (sia propositivia sia abrogativa) (impostandolo al 5% del numero degli iscritti con un minimo di 3), come avviene in un normale referedum,
a mio avviso questo porterebbe notevoli vantaggi:

1. un numero minimi di sottoscrittori obbligherebbe il proponente ad avere un minimo di consenso e inoltre un minimo di comunicazione

2. si eviterebbero proposte di singoli fuori dal seminato

Io non credo che le proposte siano dentro o fuori dal seminato.
Semplicemente le proposte vengono ritenute fuori o dentro il seminato. E l'unico giudice, sono i membri. Non è incrementando il numero di proponenti necessario che si ridurrà la "fuoriseminarietà".
Se tre membri propongono "fuori dal seminato cosa cambia?"quando una proposta viene ritenuta fuori dal seminato

Quote:

io credo che se la ns. associazione utilizzasse gli strumenti di dd che io ho elencato nel wiki (referendum, bilancio partecipativo in primis) e davvero utilizzasse forme di coordinamento con delega controllate (come da art 17 dello statuto) saremmo molto più efficienti
Quote:

... ma che per caso hai recentemente parlato con paolo bertolotti? :roll:


il ns. problema non sono le decisioni, ma bensì la mancanza di decisioni !!!

E quindi tu lo risolvi riducendo la possibilità di prenderne?????
Dobbiamo rendere più semplice la proposizione e votazione, non più difficile.
Poi è ovvio che non si può lasciare totale libertà di fare tutte le proposte che si vuole, ma occrre utilizzare il principio di suddivisione quantitativa dlele risorse partecipative , per cui si pone un limite massimo al numero di proposte che possono essere fatte, ma questo per ora, essendo quattro gatti non mi pare il punto principale e neanche necessario.

Il punto è il mutamento di rotta sull'essere un partito che non solo lotta per la dd, ma per ealizzare obbiettivi concreti, in maniera dd.
Amerei che ti esprimessi su questo.

Pino Strano - www.pinostrano.it/blog

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Iscritto: 17/12/2009
LA SOSTANZIALE DIFFERENZA TRA APPARIRE ED ESSERE

se la tua posizione è ritenuta fondamentalista allora la mia è molto moderata per non dire annacquata.

Visto le precedenti esperienze concrete, e non a parole, non ritengo più attuale e reale il fatto che ogni decisione deve passare per i dd e ancor meno per quelli che si iscrivono dopo

il nostro statuto e regolamento prevede questo, ma purtroppo le ultime votazione hanno dimostrato che la partecipazione latita, inoltre il ns. sistema di voto tramite email è risultato inadeguato

io a suo tempo avevo proposto di stilare un "programma partecipato" con votazione in merito durante il congresso oltre a cambiare il regolamento alzando il numero richiesto di membri per avanzare una proposta (sia propositivia sia abrogativa) (impostandolo al 5% del numero degli iscritti con un minimo di 3), come avviene in un normale referedum,
a mio avviso questo porterebbe notevoli vantaggi:

1. un numero minimi di sottoscrittori obbligherebbe il proponente ad avere un minimo di consenso e inoltre un minimo di comunicazione

2. si eviterebbero proposte di singoli fuori dal seminato

io credo che se la ns. associazione utilizzasse gli strumenti di dd che io ho elencato nel wiki (referendum, bilancio partecipativo in primis) e davvero utilizzasse forme di coordinamento con delega controllate (come da art 17 dello statuto) saremmo molto più efficienti

il ns. problema non sono le decisioni, ma bensì la mancanza di decisioni !!!

the website addmin

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pino
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Iscritto: 30/03/2006
LA SOSTANZIALE DIFFERENZA TRA APPARIRE ED ESSERE

Immanuel wrote:
...

L'unica condizione è che queste posizioni siano espressione della MAGGIORANZA degli iscritti, e non quelle di un portavoce.

E, cosa più importante, devono esserlo SEMPRE.

Che significa? Che il voto su queste questioni deve essere PERMANENTE. ....
Quindi io sono d'accordo, a condizione che:

- vi sia una pagina web "ufficiale" sempre aggiornata in cui venga riportata ....
- che le votazioni su queste questioni siano PERMANENTEMENTE APERTE e quindi senza scadenze temporali, con possibilità di modificare il proprio
.....

D'accordo praticamente su ogni singola parola del tuo post.

Pino Strano - www.pinostrano.it/blog

Immanuel
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Iscritto: 18/09/2006
LA SOSTANZIALE DIFFERENZA TRA APPARIRE ED ESSERE

Io sono forse qui dentro il più "fondamentalista" in quanto a DD.

Eppure non ho assolutamente NESSUN problema ad approvare l'idea di Orazio di assumere ufficialmente delle posizioni precise su qualsiasi argomento.

L'unica condizione è che queste posizioni siano espressione della MAGGIORANZA degli iscritti, e non quelle di un portavoce.

E, cosa più importante, devono esserlo SEMPRE.

Che significa? Che il voto su queste questioni deve essere PERMANENTE. Permettendo quindi a chi ha già votato di cambiare idea e modificare il proprio voto, e ai nuovi iscritti di continuare a votare. Ed il risultato di queste posizioni ufficiali deve essere sempre visibile e aggiornato in prima pagina, come appunto espressione della volontà generale.

Quindi io sono d'accordo, a condizione che:

- vi sia una pagina web "ufficiale" sempre aggiornata in cui venga riportata la lista delle posizioni (con relativa percentuale di favorevoli e contrari) su ogni questione sollevata, con relativo link alla votazione per vedere chi ha votato pro e chi contro.

- che le votazioni su queste questioni siano PERMANENTEMENTE APERTE e quindi senza scadenze temporali, con possibilità di modificare il proprio voto senza limiti, in modo che il dato sulle posizioni ufficiali possa riflettere il cambiamento di idee degli iscritti in ogni momento (tranne nei casi in cui la decisione riguarda di per se una questione con una scadenza, es. non ha senso tenere aperta la votazione sul boicottaggio delle Olimpiadi di Pechino anche dopo la fine delle Olimpiadi).

Questo strumento "dinamico" sarebbe quindi ottimo, e consentirebbe di vedere in tempo reale ad esempio l'effetto del cambiamento di opinione degli iscritti dopo che nuovi fatti siano stati portati alla luce ad esempio da documenti postati da Orazio o altri (colgo l'occasione per ricordare ancora una volta la necessità per un portale di DD di consentire l'upload di materiale, foto e documenti relativi ad ogni questione aperta...).

DEMOCRAZIA DIRETTA: VOTARE LE LEGGI, NON LE FACCE

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pino
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Iscritto: 30/03/2006
LA SOSTANZIALE DIFFERENZA TRA APPARIRE ED ESSERE

Cari consovrani,

questo intervento di Orazio Fergnani pone una fondamentale questione intorno alla natura della nostra organizzazione.

Che cosa è la nostra organizzazione? Quali tipi di obbiettivi hanno legittimità come obbiettivi dei DD e come tali avere visibilità?

Dico subito che la portata di queste domande è tale che meriterebbe un congresso straordinario, e non escludo che arrivi a una simile proposta.

Fin dalla nostra nascita noi ci siamo caratterizzati come una organizzazione politica che persegue l'ambizioso obbiettivo di realizzare la democrazia diretta in tutte le istituzioni politiche, sociali, economiche a tutti i livelli (locale, nazionale ed internazionale), che appunto hanno per oggetto integrale o anche parziale la gestione della res publica.

Noi siamo nati a norma dell'art.49 della Costituzione. Cioè ci siamo dati una forma partito. Sebbene noi siamo un partito programmaticamente e praticamente MOLTO diverso da quelli finora esistiti (orizzontalista e non piramidale, con revocabilità dei mandati in ogni momento e non con delega obbligatoria modificabile ogni tot anni, con la sovranità su ogni aspetto dell'organizzazione totalmente e direttamente nelle mani degli iscritti sempre e non solo nei congressi più o meno occasionali, federalista e non centralista...ecc) ci siamo dati questa forma per una ragione essenziale:
perchè per cambiare legalmente le istituzioni in senso democratico diretto è necessario che ci sia una maggioranza parlamentare che faccia le necessarie leggi. E noi riteniamo che senza la presenza di una forza che voglia esplicitamente la dd, nessuno dei partiti che sarebbero inevitabilmente messo in discussione dalla dd voterebbe mai per tali cambiamenti.

Inoltre la nostra strategia non è quella di conquistare prima il potere e poi realizzare le riforme. Ma le fette di potere, che riusciremo a conquistare in maniera organizzata, esse stesse vanno da subito gestite in maniera democratica diretta dai cittadini che fanno parte o che in qualche modo aderiscono all'organizzazione. In questo modo evitiamo la concentrazione di potere in poche mani ed è possibile evitare i tristi e inevitabili fenomeni di tradimento delle finalità che hanno caratterizzato tutte le rivoluzioni che hanno rimandato a un secondo momento la realizzazione degli obiettivi previsti.
A tale scopo abbiamo definito il modello che chiamiamo delle "liste partecipate", che appunto sono la nostra arma di conquista e distribuzione dd del potere, dentro l'attuale sistema rappresentativo.

Quanto sopra, era, e resta, assolutamente valido.

Poi, pur non avendo una linea vincolante per tutti gli iscritti, pur non esistendo una "disciplina di partito" a cui sottomettere l'azione dei singoli, abbiamo di fatto progressivamente determinato la traccia della nostra azione su una idea dominante:

che ogni azione che si definisse del partito dei DD doveva essere improntata e centrata esclusivamente allo sviluppo degli strumenti di partecipazione diretta e che bisognasse stare lontani dallo scendere sul terreno delle singole specifiche questioni.

L'idea insomma, era quella che non dovevamo prendere posizione su questioni come la guerra in afganistan, gli inceneritori, il precariato, l'aborto, le tasse, la moneta, la salute, il traffico, eccetera, perché quello che noi volevamo e vogliamo e per cui dobbiamo agire, doveva essere rivolto a offrire ai cittadini non UN determinato modello di società e di economia e nemmeno uno specifico modello di sistema democratico diretto, ma la possibilità che essi stessi cittadini possano decidere direttamente intorno a tutte quelle questioni specifiche.

Questa idea del partito dei DD, che per comodità definisco "asettica", si è andata sempre più affermando. Recentemente sono stati messi in discussione gli articoli di Orazio pubblicati sulla home page, appunto perché esprimevano un punto di vista specifico. Non solo e non tanto perché prima quei punti non erano stati messi in discussione (cosa anche vera) ma proprio per il loro essere specifico e non centrato su aspetti democratici diretti. Sono stati infatti criticati anche altri articoli, vuoi sulle discariche, vuoi su altri aspetti "specifici". Questa idea asettica si è fatta talmente strada che alcuni hanno messo in discussione il fatto che sul simbolo dei dd ci fossero i colori dell'arcobaleno, che in quanto simbolo legato al movimento pacifista rischiava di determinare una immagine di "sinistra" dei DD. Si è fatta talmente strada che io stesso (!), sono arrivato a pensare che lo stesso preambolo del nostro statuto (con quel suo riferirsi ai mali del mondo, che dà anche una indicazione di fondo sui valori che vorremmo si affermassero) fosse troppo connotato. Insomma noi non dovremmo sostenere, non solo obbiettivi, ma nemmeno valori che non siano la pura dd. L'idea del metodo dd come unico valore legittimo del partito dei DD.

Ora io penso che quella finalità (offrire ai cittadini la possibilità che essi stessi possano decidere direttamente intorno a tutte le questioni specifiche) sia e debba essere assolutamente e definitivamente LA finalità della nostra organizzazione, ma penso che l'idea che questa finalità possa e debba essere perseguita rinunciando a scendere sul terreno specifico sia una idea semplicemente sbagliata. E per diversi motivi.

1)
E' una idea sbagliata perchè rinunciare al terreno specifico significa ridurre la possibilità di coinvolgere le persone che in genere sono interessate prima ai problemi specifici e attraverso quelli poi ne può scoprire la dipendenza dagli assetti democratici delle istituzioni e scoprire quindi il valore del modello della democrazia diretta.

Se rifletto intorno alle ragioni per cui io stesso sono diventato democratico diretto devo riconoscere che sono dd ANCHE perchè volevo poter contare e poter sperare di affermare una mia specifica idea di società, perché ogni volta che ho lottato affinché si potessero realizzare specifici cambiamenti, coloro i quali se ne facevano a parole rappresentanti poi, una volta eletti, regolarmente tradivano le mie aspettative. Ma anche se ora sono dd non ho affatto smesso di avere sogni oltre che dd ed è perché spero che con la dd si possano realizzare quei sogni che io sono dd.

Uno dei motivi per cui si sottolinea la necessità dell'essere asettici è che essendo la dd di tutti e non essendo nè di destra nè di sinistra se cominciamo a prendere posizione su questo o su quell'aspetto specifico rischiamo di alienarci le simpatie o l'adesione di coloro i quali "militano" su fronti opposti. Che rischiamo cioè di dividerci sulle questioni specifiche mentre dobbiamo essere tutti uniti (di destra e di sinistra) se vogliamo affermare la dd.
Questa, si è dimostrata una pia illusione. Restiamo divisi. E per giunta nemmeno capiamo perché. Non riusciamo a diventare polo di attrazione, siamo nella migliore delle ipotesi visti come "astratti". Oppure lasciamo campo alle peggiori delle interpretazioni (siamo fascisti per i comunisti, comunisti per i fascisti, oppure qualunquisti, addirittura razzisti...) proprio perché non prendiamo posizione , non siamo né carne né pesce e anzi lasciamo spazio alle diverse diffidenze relativamente a ciò che poi concretamente rispetto alle cose specifiche vogliamo. La risposta che non vogliamo niente di specifico (se non la dd) non è né soddisfacente né al limite neanche vera. Perché ciascuno di noi vuole qualcosa. Eccome. Ed era per questa ragione che, pur se in maniera non ancora chiara nemmeno a me stesso, ho proposto di esplicitare cosa i dd vogliono creando lo spazio che ho chiamato "La volontà generale". Ma questo spazio è rimasto quasi nascosto, all'interno del forum, non ha alcuna visibilità esterna, quindi con nessun effetto. La linea generale dominante è rimasta quella che come partito siamo asettici. Agnostici sui temi specifici.

Inoltre con questo non prendere posizione, rischiamo paradossalmente di avallare il concetto che si deve essere o di destra o di sinistra e che se si esprimono posizioni specifiche si diventa di destra o di sinistra. Mentre se io finalmente potessi esprimere le mie posizioni, se il partito potesse esprimere le proprie posizioni specifiche si dimostrerebbe che su certe cose io/noi possiamo essere etichettati di sinistra su altre di destra su altre ancora boh? Allora si che si dimostrerebbe nei fatti che la logica dello schieramento ideologico NON mi/ci appartiene e che ci interessa la specifica decisione su ogni specifica questione.

Se davvero volessimo essere asettici o pienamente trasversalisti allora sarebbe meglio rinunciare alla nostra forma partito e entrare tutti nei diversi partiti , lavorando al loro interno e magari trovando poi forme di coordinamento a livello di riforme istituzionali. Magari collaborando con organizzazioni come "Più democrazia in alto adige" che appunto ha rinunciato al terreno della lotta per la conquista di potere politico diretto nelle istituzioni e lavora per l'affermazione dei puri strumenti di dd a partire dal referendum propositivo. Ma allora dovremmo essere consapevoli che occorre rinunciare all'idea che intendiamo "concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale" (art. 49 C.I.)

E' una idea sbagliata perchè rinunciare al terreno specifico significa ridurre la potenzialità della stessa democrazia diretta.
Significa rinunciare allo strumento pedagogico fondamentale o quello che dovrebbe essere il nostro strumento principe del proselitismo o del convicimento: La pratica diretta del metodo. E meglio se applicato a questioni di rilevanza anche immediata.
Che ci vengo a fare in una organizzazione dove si discute di un metodo magari anche giusto ma che non mi serve a nessuno scopo pratico? Che quasi nemmeno capisco come si applica? Infatti la verità è che noi non discutendo di temi specifici finiamo noi stessi per applicare raramente il metodo dd perché concentrandoci solo sugli aspetti generali e "asettici" troviamo molto spesso unanimità e non abbiamo neanche bisogno di votare e lo facciamo raramente.
Se essendo interessato ad abolire il precariato potessi vedere che posso partecipare alla definizione di proposte che servono allo scopo avrei un senso vivo di partecipazione, sarei certamente molto più interessato. Certo se ci fosse una maggioranza di dd che vuole abolire il precariato ci alieneremmo le simpatie di quelli che invece vogliono il precariato lo vogliono. Ma magari in questa costruzione di proposte sul precariato salterebbero fuori proposte equilibrate che non eliminerebbero del tutto gli aspetti positivi della flessibilità del lavoro e magari anche chi parte da un punto di vista favorevole potrebbe convergere e rilevare la positività del metodo.
Abbiamo costruito uno splendido autobus ma poi non lo facciamo partire perché c'è il rischio che non tutti vogliano andare dalla stessa parte ma così nessuno ( o molto pochi) capiscono che con quello ci si può muovere in tanti , viaggiare bene e stare comodi. Si può solo immaginare che sarebbe così.
Se poi ci saranno quelli che apprezzano il metodo ma vogliono assolutamente andare in direzioni diverse da quelle che non ideologicamente noi individueremo e decideremo, allora che si facciano il loro partito comunista o fascista dd (se mai è possibile).
Noi rinunciamo al più potente degli strumenti pedagogici: l'esempio.

La democrazia diretta è metodo. E un metodo per prendere decisioni massimamente democratiche, ma se non si prendono decisioni non serve a nulla. E le decisioni ha senso prenderle sulle cose che contano e che hanno un impatto sulla mia vita. E pretendere che queste debbano essere solo attinenti a questione di ordine teorico o solo di tipo generale vuol dire condannarsi all'elitismo. Sarebbe come dire che posso decidere solo se occorre coltivare grano o segale e non devo occuparmi di cosa mangio stasera. Vero che è più determinante decidere e programmare cosa coltivare nei prossimi anni, e devo poter decidere anche questo, ma nel frattempo devo vivere.

Infine vorrei chiarire che le decisioni che potremo e, secondo me, dobbiamo prendere, su tutti gli aspetti specifici che chiunque vorrà proporre, dovranno essere prese e implementate, naturalmente, secondo una metodologia dd. Mi riferisco particolarmente alla necessità che siano visibili sempre le diverse posizioni che vengono espresse. Che per ogni decisione siano sempre evidenziate le percentuali di consensi e dissensi. Che in linea di principio entrambe abbiano la possibilità di realizzarsi secondo il principio di suddivisione quantitativa delle risorse di partecipazione ed espressione del pensiero e della volontà. Questo si traduce in spazio di visibilità sulla home page proporzionale al consenso ricevuto. O riferito a eventuali eletti in parlamento come voti proporzionali alle diverse volontà espresse.

Questo sarebbe veramente euristico di quello che intendiamo per dd.
E implica anche una ristrutturazione abbastanza consistente del nostro sito che dovrebbe mettere in evidenza assoluta questa struttura. Sia del processo decisionale (struttura con discussioni pro-contro). Per tutte le decisioni che verranno prese sulle questioni specifiche e non.
Questo va pensato e ragionato bene e prevede un bel po di lavoro. La home page dei DD dovrebbe diventare la nostra vetrina delle discussioni e decisioni. Nello stesso tempo è forse necessario mantenere l'attuale assetto della home page come una specie di giornale-rivista dei dd. Quindi forse le due cose vanno separate anche materialmente oltre che funzionalmente.

Tornando alla questione degli articoli sulla home page-news-articoli, mantenendo la barra sulla dd, dovremmo utilizzare degli strumenti software che consentano a tutti non solo di scrivere e inviare articoli ma anche di valutare il proprio consenso con gli articoli stessi e magari privilegiarne la posizione in base ai consensi ottenuti. La cosa ideale sarebbe che ognuno avesse un proprio blog sul sito e che sulla home page fossero via via pubblicati gli articoli da quei blog con il consenso maggiore. Per essere agili ed efficienti questo va fatto via software.( chi conosce l'argomento intuisce che sto parlando di siti o software come Digg o Pigg o, su drupal il modulo Drigg)

Tutto ciò andrebbe discusso, ma, ovviamente è consequenziale al consenso sul mutamento di rotta che suggerisco in questo post. Vediamo come si sviluppa il dibattito. Aspettiamo che emergano e si chiariscano le posizioni, e poi magari definiamo le diverse ipotesi e poi farò/faremo una proposta formale e una bella votazione.

SaluDD.

Pino Strano - www.pinostrano.it/blog

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