LETTERA AI CONSOVRANI DEL 05 APRILE 2008
Cari Consovrani,
dopo lunga attesa dovuta ad ineludibile riflessione sul dibattito che si è aperto in questi giorni sul sito ed in altri luoghi, ho deciso di far sentire finalmente la mia voce.
Come sono solito non divagherò e non ciurlerò nel manico, e come al solito sono consapevole che mi attirerò simpatie ed antipatie (come è normale che sia), ma la cosa non mi tange, anzi è palesemente voluta; perchè secondo me è bene sapere da che parte sta ognuno di noi partecipanti, con tutto il rispetto e la deferenza che si deve alle opinioni degli altri, ed il rispetto e la considerazione che si deve alle proprie opinioni e convinzioni, il tutto in aperta e costante dialettica e confronto con se stessi e con gli altri.
Vengo al dunque.
Non vorrei essere stato superficiale e precipitoso nell'analisi che ha preceduto questa mia decisione, e se mi sono sbagliato nella mia valutazione ne chiedo venia fin da ora, ma dalla disamina di tutti i documenti che ho letto sui siti, sugli interventi dei partecipanti, dalle e-mail che ricevo giornalmente, e dai documenti esistenti nei siti, mi è apparsa una visione di un'attenzione generale posta tutta sull'apparenza, sull'estetica, sul contenitore, assomigliamo a tanti fichetti perbenisti, tutti tirati, lustri, coll’abito della festa appena ritirato dalla tintoria ed appena noi usciti dal parrucchiere, gente senz’anima, senza personalità, senza grinta, ………… asessuati.
Beh scusatemi io non sono così, non lo sono mai stato ed adesso meno che mai. E non ho nessuna intenzione di diventarlo.
Capisco e condivido profondamente che l'elemento essenziale, fondante, catalizzante di questo nostro raggruppamento, comitato, movimento, come lo volete chiamare, è lo strumento della partecipazione attiva alle decisioni, e questo non lo si deve mai mettere in second'ordine, basilare, inconfutabile; ma in quanto entità (il concetto di entità non può essere scisso dal concetto di individualità e dal concetto di identità; questi tre concetti sono un tutt’uno, e pretendere di annichilirli e/o separarli è pura follia e sterile tentativo teorico) quindi in quanto individui che esistono ci si deve individuare (nel modo che ho detto sopra), e l'individuazione avviene sempre sia per il per contenitore che per il contenuto (significato e significante), e quindi visto che il contenitore c'è (la partecipazione attiva) dobbiamo inserire anche il contenuto (l'obiettivo, il sogno di M. L. King, una qualche bozza schematica di progetto politico).
Ne abbiamo parlato con Pino proprio nel nostro ultimo incontro di giovedì 03 aprile dove Pino, da grande anima quale è, ha ben capito il motivo della mia azione con Stefano Grini e l’ha recepita, tanto che, come sentirai nel file della registrazione del dibattito svoltosi nel corso della riunione, abbiamo deciso di mettere a punto una sostanziale mutazione di rotta rispetto al passato e di dare al partito una ben definita immagine e personalità derivante dai decisi contenuti di cui ci andremo gradualmente a dotare.
Va da sè che sarei felice se la massima parte dei concetti e delle soluzioni proposte fossero condivise dalla maggior parte dei consovrani e degli aderenti, ma se questo non sarà possibile, vorrà dire che metteremo on line ed off line, come si è sempre sottolineato, le due opinioni pro e contro evidenziandone le caratteristiche endogene e peculiari.
Quello che la mia azione di qualche giorno fa voleva principalmente proporre era proprio questo : e cioè incominciamo a discutere su quello che vuole essere questo movimento e su quello che vuole apparire verso se stesso e soprattutto sembrare agli altri, “l’immagine verso l’esterno”. Ma una cosa è certa, dobbiamo avere un’immagine, e visto che dobbiamo averla, cerchiamo che sia il più confacente possibile alla volontà generale degli aventi diritto al voto, o più prosaicamente, il più aderente possibile alla volontà di chi effettivamente esercita il suo diritto al voto.
Ricordo qui una valenza assoluta nota a chi studia scienza della comunicazione, e cioè che di tutta la possibile comunicazione che si può realizzare l'apparenza rappresenta oltre l'85%, cioè la comunicazione che passa all'osservatore esterno non è l'essenza, ma apparenza, quindi, al contenitore, che già c'è; bisogna aggiungere qualcosa di più consistente, “concreto” e appariscente, in modo da completare, per quanto possibile, il quadro comunicativo.
Insomma un minimo comune multiplo che ci coaguli e che ci identifichi, pure se nella possibile diversità del pensiero di ognuno e nell’ovvia libera scelta di poter cambiare posizione ed atteggiamento in qualunque momento..
Ma quest’operazione di “STILING” va assolutamente ed inderogabilmente fatta quantoprima, soprattutto per non lasciare all'interpretazione del singolo osservatore esterno individuare arbitrariamente o malamente i nostri valori condivisi. Ne abbiamo? Proviamo a cominciare?
Altrimenti sarebbe più opportuno chiamarci “S-partito” dei Democratici Diretti. Basta decidere!
Infine, per rispondere in parte a Luca Landi, ma rivolto a tutti, possiamo in generale discutere ad libitum di tutto quello che vogliamo, ma ci sono dei temi che secondo me sono più preponderanti di altri e su cui a mio immodificabile parere non c’è invece nulla da discutere e da dibattere; ed il primo di questi è una questione, di civismo, di bon ton, di buona educazione, quando parlo con qualcuno o scrivo a qualcuno mi farebbe piacere di conoscere, anzi lo ritengo essenziale, lo skill di chi sono, cosa fanno, da dove provengono tutti gli altri consovrani, con tutte le loro coordinate di reperibilità, in modo di sapere con chi sto interelazionandomi e magari poter definire meglio le mie comunicazioni con loro e dove magari scegliere di contattarli. Questa assunzione di responsabilità sarà corroborante e coagulante.
Uno dei motivi per cui ho subito recepito una positiva e buona considerazione di Stefano Grini, di Pino e di altri è proprio quello di avere mantenuto un atteggiamento di trasparenza, di più…. di visibilità verso gli altri.
Ecco perché avrei piacere e mi auguro che la maggioranza sia d’accordo, che sia obbligatorio per tutti i partecipanti al blog, gli aderenti, gli associati, i partecipanti al partito dei Democratici Diretti di avere uno skill di una pagina con foto e riferimenti essenziali come posta elettronica e numero di telefono cellulare.
Qualcuno mi potrà obiettare con la menata della privacy e della sua assolutamente insulsa ed idiota legge 675/96 e successive, nulla di più demenziale e ridicolo; visto che ci siamo allora togliamo anche i nomi dal citofono di casa e magari cancelliamo anche il nome dalla targa stradale. Tutto questo è semplicemente una folle deriva che ci porterà fuori dalla retta rotta.
Un secondo motivo che ritengo assolutamente qualificante, stimolante, vivificante ed irrinunciabile per un Democratico Diretto è il voto palese, per una molteplicità di motivi, che magari affrontiamo in un’altra occasione se sarà necessario, ma che mi sembra talmente banale e lapalissiano da non necessitare di discussione.
Però solo per citare quello più importante vorrei ricordare il motivo da cui scaturisce il concetto fondante della Democrazia Diretta, e cioè la diversità sostanziale fra la corruzione del sistema in generale, e partitico in particolare, da cui noi ci discostiamo in toto per pura essenza e materia.
Ecco, proprio perché noi ci differenziamo così nettamente dalle varie caste in cui nessuno è mai responsabile di nulla, nessuno mai viene identificato, nessuno mai si assume in prima persona concetti, idee, frasi, pensieri, opinioni, noi dobbiamo invece farcene carico sempre, comunque, dovunque.
Mi viene facile la massima di Ezra Pound : < chi non ha il coraggio……>
Cari ragazzi per fare le cose, e vederle realizzate, soprattutto in politica ci vogliono le palle, altro che vuote parole e basta!!!
Le parole senza azione valgono meno dell’aria fritta.
E per azione intendo azione, non sterile digitazione di tastiera.
Ciao a tutti.
Orazio Fergnani.




