Vi segnalo qui sotto un articolo apparso sul quotidiano "Terra" il 01/07/2009 e visibile sul link www.terranews.it
Saluti sempre più DD! :wink:
:idea: :!: Potrebbe essere lo spunto per una discussione e/o una mozione DD per la revisione e/o l'abolizione del sistema carcerario attuale o, più verosimilmente, nel caso fosse di interesse generale, per l'inizio di una campagna di monitoraggio carcerario per la produzione di studi e statistiche serie sulla situazione attuale dei penitenziari. O di qualunque cosa sorga spontaneamente a proposito di questo soggetto.
:arrow: Pena presunta e pena effettiva
La psico-neuro-endocrino-immunologia (PNEI) è la disciplina medica, nata da un decennio circa, che considera l'uomo un'entità organica globale. Studia le conseguenze fisiologiche e patologiche che gli stimoli provenienti dal mondo esterno provocano sull'organismo umano. Tale scienza studia le interazioni anatomo-fisiologiche fra i vari distretti, - sistema nervoso centrale, sistema endocrino, sistema immunitario, - considerati fino a ieri dalla medicina come entità separate e indipendenti. Oggi è dimostrato che il mondo esterno, percepito attraverso i sensi, viene interpretato dal cervello e tradotto in impulsi nervosi e ormoni, responsabili delle reazioni fisiologiche periferiche: nel cervello, il talamo agisce sull'ipotalamo e quest'ultimo sulla ghiandola ipofisaria, deputata alla secrezione di ormoni aventi per bersaglio le ghiandole endocrine dell'organismo. La scienza ha dimostrato su modelli animali e studi sugli esseri umani che le situazioni stressanti, quali l'affollamento delle gabbie (per topi e altre cavie), o un ambiente particolarmente oneroso sul piano psicologico (relazioni conflittuali fra colleghi di lavoro o un lutto) o fisico (rumori, ambienti malsani), o situazioni di guerra (studi condotti su militari e reduci) e prigionia (studi nelle carceri americane) inducono stimoli endocrini cronici, causa prima dell'aumento della incidenza di patologie varie, anche molto gravi, come il cancro. Esempi sotto gli occhi di tutti sono l'insorgenza di lesioni erpetiche labiali nei soggetti sottoposti a stress emotivi prolungati e le disfunzioni mestruali (amenorrea) nelle donne stressate. Di recente scoperta è l'aumentata incidenza dei tumori nei soggetti depressi Numerose evidenze scientifiche mostrano che il sistema neuro-endocrino (talamo-ipotalamo-ipofisi) agisce sui recettori delle cellule del sistema immune (linfociti B, T e cellule NK) causando la modulazione delle difese contro gli agenti patogeni, i virus e le cellule tumorali. A questo proposito, illuminanti sono i lavori pubblicati sulla diminuzione delle difese ai tumori osservata nelle cavie sottoposte ad agenti stressanti (immersioni forzate), o sistemate in gabbie sovraffollate. Una società matura ha il dovere di osservare il progredire delle conoscenze per riflettere, porsi delle domande. In Italia invece ancora non è stato fatto uno studio serio e rigoroso sulla incidenza di patologie tumorali nella popolazione carceraria. Non si producono statistiche, non si studia. Alla luce delle evidenze accumulate in altri paesi, si capisce come sia mutato oggi il significato della parola “pena”, per i regimi di detenzione. Le istituzioni carcerarie attuali sono invece cristallizzate su modelli obsoleti, fermi ai metodi di detenzione studiati da Foucault. A cosa si condanni esattamente un reo nessuno lo sa né può prevederlo, è un dato di fatto. Alla luce delle nuove scoperte si dovrebbero introdurre e studiare concetti nuovi, quali quello di pena presunta e di pena effettiva: un numero di anni di reclusione attribuiti in seguito ad un reato è il frutto di un'equazione giuridica pura, ideale applicata a un organismo vivente, a un essere umano, senza considerazione per le imprevedibili variabili legate al luogo di detenzione e alla reazione del soggetto. Sul piano medico-scientifico una pena detentiva non è un tempo esatto, con un suo inizio e una fine certa, in condizioni ambientali standard, ma l'induzione di una sofferenza, di uno stress cronico, che a lungo termine mostrerà delle ripercussioni psico-fisiche imprevedibili, anche gravi. I risultati degli esperimenti condotti sulle coorti di cavie sottoposte a nuoto forzato o stipate in ambienti sovraffollati dimostrano l'aumento della mortalità in queste popolazioni, per gli elevati livelli di ormoni quali cortisolo (ACTH) e adrenalina, noti depressori delle cellule del sistema immune. I detenuti condannati nelle strutture sovraffollate di oggi sono sottoposti a una sofferenza psichica cronica che, per logica, conduce alle stesse conseguenze. Dal punto di vista etico, sarebbe necessario discutere sui metodi aleatori della detenzione e le reali conseguenze che essi hanno sull'individuo condannato. Quale è dunque il senso della parola pena, oggi? Difficile dirlo senza uno studio specifico sui detenuti. Esiste oramai il dubbio che la reclusione sia un concetto barbaro, insensato sul piano razionale. Un sistema degno della società che lo pratica. La scienza ha fornito delle prove chiare, dovremmo trarne delle conseguenze. In una società moderna, la legislazione non può essere immaginata come una struttura monolitica sul cui marmo sia incisa la legge imperitura, ma come qualcosa di pulsante e vivo, come il pensiero, che può e deve cambiare nelle società pensanti. Cosa c'è di rassicurante nell'immaginare la carcerazione di un individuo, dove è lo spirito correttivo? Le celle, come le gabbie medioevali, colme di scheletri biancheggianti, appese ai portali delle città, sono lo spauracchio della gabbia, che esisterà fino a quando lo penseremo come l'unica soluzione possibile.
antonio scardino - antoscardo@yahoo.it
:?: Riferiment bibliografici
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10) Litter size variations and emotional reactivity in BALB-c mice.
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11) Experimental and environmental factors in cancer. A review of research with animals.
LaBarba RC. - Psychosom Med. 1970 May-Jun;32(3):259-76.



Non fa una piega quello che dici.
Grazie della risposta e buone cose. :D
antonio scardino