Illustri politici ed eminentissimi principi della Chiesa si scannano a vicenda sulle unioni civili. Il Papa, cioè il card. Ratzinger, tuona incessantemente contro i “deviati” responsabili - secondo lui - di tutte le catastrofi dell’umanità dal Diluvio Universale in poi. Autorevoli quotidiani si contendono l’ultimo scoop sulla premiata ditta Corona&Mora. Questa sollecitudine dei governanti più o meno intonacati verso i reali problemi del nostro Paese è, per i poveri mortali, motivo di consolazione; pare anzi che alcuni di noi, riconoscenti e commossi di tanto zelo, si siano recati in pellegrinaggio da San Mastella da Ceppaloni per accendere il cero d’ordinanza.
Poi ok, la consapevolezza di stare in così buone mani ha anche i suoi lati negativi. Il primo è la noia: visto che pensano a tutto loro, uno non sa più cosa fare; e molti appunto stanno a casa, o restano precari a vita, sennò sai che barba, sempre lo stesso lavoro. Altri giocano a cowboy e indiani, e invero non da soli, ma in molte parti del mondo. Recitano benissimo, fra l’altro: sembrano veri. Così ci si sono messi anche gli umanisti, tanto per creare un po’ di suspence, e il 17 marzo prossimo saranno a Roma, in piazza Navona, per il simbolo della pace più grande del mondo. Un po’ anacronistici, d’accordo, a rompere ancora con guerra e pace, ormai passate di moda, ma ripetiamo, per ammazzare il tempo - il verbo è quanto mai d’uopo, visto che ormai non è rimasto più molto da ammazzare… - tutto fa brodo. O meglio, acqua.
Sì, l’acqua, anche in questo caso una roba banale, e infatti se ne sciupa a profusione, tutti sanno che è una risorsa inestinguibile, adesso poi che per via dell’effetto serra si sciolgono i ghiacciai e l’inverno è sparito ne avremo a dismisura. Logica pertanto l’oculatezza dei nostri esperti, i quali ogni tanto fanno capolino dalla tv per convincerci, “cari inferiori!”, che la privatizzazione idrica è il toccasana per tutti i guai. Gli crediamo, manco a dirlo. Ma siamo dei mattacchioni. E abbiamo deciso di creare un po’ di scompiglio coi Comitati per l’Acqua Pubblica, organizzando banchini a Milano assieme ad altri mattacchioni. Da soli, però, non ci divertiamo. Quindi se a qualcuno va di unirsi ci troviamo nei seguenti luoghi e giorni:
- Giovedì 15/3 dalle ore 20.45 raccolta firme al Teatro Strehler, MM Lanza, in occasione dello spettacolo teatrale di Paolini sull’acqua;
- Venerdì 16/3 ore 20.30 Coca Cola: i diritti negati, serata presso le Acli, Via della Signora 3 (MM San Babila/Duomo);
- Sabato 17/3 dalle 10.30 alle 12.30, raccolta firme al mercato di via Benedetto Marcello;
- Mercoledì 21/3 convegno umanista sulla privatizzazione dell’acqua a Palazzo Marino, Sala Alessi;
- Sabato 24/3 dalle 10.30 alle 12.30 raccolta firme al mercato di via Fauché; dalle 15.00 alle 18.00 raccolta firme all’Ipercoop di Bonola (q.re Gallaratese);
- Sabato 31/3 dalle 10.30 alle 12.30 raccolta firme al mercato di viale Papiniano.
Fatti salvi, naturalmente, gli impegni seri. In fondo voglio bene al mio Paese e non intendo abbandonarlo nelle grinfie degli immorali, sennò la Carfagna mi scomunica.
Daniela Tuscano

