
Sono un incorreggibile sospettoso. Ovunque sorgono iniziative che attirano un pubblico plauso bipartisan io vedo sempre qualcosa di poco chiaro, di dubbio, sento un leggero tanfo di marcio, soffocato dalle essenze delicate di cui è ricoperto....
La creazione del Fondo Italiano di Investimento Sgr è una di quelle occasioni che risvegliano la mia sospettosità.
Ufficialmente, come si è letto e sentito dai tg, il Fondo italiano di investimento è nato da un’idea dell'Associazione degli Industriali, sviluppata in collaborazione con l'Abi, la Cassa Depositi e Prestiti e le banche Monte dei Paschi di Siena, Unicredit e Intesa SanPaolo e la società avrà sede a Milano. Il capitale iniziale sarà di circa un miliardo di € (!) e non costituirà uno strumento per sostenere attraverso finanziamenti le imprese in crisi, diversamente affiancherà in generale le piccole e medie aziende con fatturati compresi tra i 10 e i 100 milioni di € (?).
Le figurine di Sistema Giulio Tremonti ed Emma Marcegaglia hanno ovviamente espresso il loro babbuinesco favore di rito a quest'iniziativa.
Ora, la Sgr, Società di Gestione del Risparmio, (la ragione di questo Fondo già di per sé dovrebbe dare qualche sospetto...), nasce con capitali delle banche per finanziare un certo tipo di impresa e favorire la "rinascita" come ha detto Marcegaglia. Eppure fino a poco tempo fa mi sembrava di sentire la stessa Emma che piangeva lacrime e sangue perché le banche avevano chiuso i rubinetti del credito alle aziende, condannando al fallimento quelle in crisi e mettendo in gravi difficoltà anche quelle più solide. E Tremonti non era molto lontano da questa linea.
Adesso invece le banche stesse, con particolare rilievo di tre delle principali socie di Banca d'Italia, si mettono in gioco creando un fondo apposito dal capitale iniziale particolarmente elevato. E per di più, si dice esplicitamente, che il fondo non è uno strumento anticrisi, ma un mezzo di rilancio per aziende solide ("piccole" e medie imprese con fatturati compresi tra circa 20 e 200 miliardi di vecchie Lire...).
Non sarà che, come è sempre avvenuto per tutto il secondo dopoguerra, le banche ancora una volta, coi tre porcellini di Bankitalia in prima linea, cercano di far fuori le aziende lontane dai loro interessi per favorire con uno strumento mirato quelle in cui hanno una partecipazione e interessi diretti?
A pensare male si fa peccato. Ma qualche volta ci si azzecca.

