Più PIL per tutti - I veri problemi da risolvere ...

1 post / 0 new
Ultimo contenuto
lucazampetti
Offline
Iscritto: 28/09/2006
Più PIL per tutti - I veri problemi da risolvere ...

Il vero obiettivo da raggiungere.

Il bipolarismo della Sekonda Repubblika non solo si è dimostrato incapace di risolvere i problemi ereditati dalla Prima Repubblika, ma si dimostra incapace di riprogettare una società futura, che riacquisti il rispetto per sè stessa.

Le analisi economiche delle oligarchie e delle partitocrazie sono totalmente sbagliate, in quanto sono tutte in funzione della sopravvivenza delle oligarchie e delle partitocrazie, in una parola: del BUROSAURUS REX, il parassita sanguisuga creato dalla monarchia sabauda, scatenato dal Ventennio e trasferito ferito, ma non morto nella Prima Repubblika.

Analisi economica dal punto di vista del Cittadino e dell'Imprenditore (si escludono gli eredi dell'IRI, i vari Tanzi, Gnutti/Colaninno, Tronchetti ecc. ecc.):

- L'illiquidità generalizzata. L'economia italiana è stretta da sempre nella morsa dell'illiquidità. I termini di pagamento sono trai più lunghi dei paesi industrializzati e nondimeno vengono disattesi. Occorre la priorità assoluta alla LIQUIDITA' dell'economia in tutti i campi: i termini di pagamento normali dovrebbero essere 7, al massimo 15 gg. Questo vale per TUTTI I PAGAMENTI, anche per stipendi e compensi per servizi resi, anche per le commissioni di agenzia: è di importanza VITALE che si arrivi a pagamenti a termini brevissimi in questo campo come NORMA. I pagamenti degli enti del settore pubblico allargato dovrebbero essere quelli che danno il buon esempio. Come raggiungere questo obiettivo?

- Il reddito disponibile. Il reddito LIBERAMENTE disponibile del Cittadino deve diventare la categoria fondamentale della politica economica. Sia i governi di centro-destra sia i governi di centro-sinistra sono incapaci di liberare i magri, magrissimi redditi degli italiani delle eredità pesantissime di una Ragion di Stato abituata a spremere rape dal 1848. Non ci può essere un rinascimento economico senza che l'economia italiana si liberi dei vincoli ottocenteschi che la legano ancora. Purtroppo l'inevitabilità del superamento dello stato italiano ottocentesco ha come effetto immediato la rottura del sistema del potere parassitario, politico, burocratico, finanziario dei burosauri, che oggi sia a destra sia a sinistra si cerca disperatamente di salvare. Occorre salvare i Cittadini dalla rovina della Prima Repubblika, non le finzioni di persone giuridiche diestro le quali si nascondono parassiti sanguisughe. Come raggiungere questo obiettivo?

- Le imposte indirette. L'effetto assolutamente nefasto delle imposte indirette (IVA, accise, SIAE e via dicendo) su beni e servizi è l'emergenza numero 2 dell'Italia. Oltre che falsare completamente le relazioni trai prezzi su TUTTI i mercati, anche quelli che formalmente ne vengono toccati solo come partite correnti, con l'altissima aliquota del 20%, le imposte indirette sono diventate la causa principale della povertà in questo paese. Se è vero che esiste una quantità di PIL "sommersa" o risultante dall'evasione fiscale, quantità che tanti economisti e econometristi nonchè il Ministero delle Finanze si avventurano a determinare con calcoli altrattento fantasiosi quanto arbitrari, è vero anche che i redditi pro capite in Italia sono la metà di quelli dei paesi più avanzati dell'OCSE e che quindi le imposte indirette agiscono in modo proporzionalmente più nefasto qui che altrove. Il sommerso e l'evasione causano disfunzioni PERMANENTI delle capacità redistributive del mercato, che, anche se non sono grandi, tuttavia esistono. Il sistema fiscale italiano, che sia la destra o che sia la sinistra a guidarlo, non è più in grado di complementare la redistribuzione di reddito dei mercati, ma, anzi, è diventato esso stesso controproducente a tal fine. La base imponibile delle imposte indirette deve essere ricondotta PERMANENTEMENTE entro termini accettabili, non è possibile che in base alla presunzione che intanto tutti si rifiutano di pagarla, c'è uno Stato (una partitocrazia) che ci costringe a vivere in un'economia stretta nei tentacoli di una piovra onnipresente ed onnivora. Come raggiungere questo obiettivo?

- La moneta, l'EUR. L'EUR è l'esempio più lampante di una decisione di politica economica presa da un branco di statolatri, il cui stato stava andando in bancarotta. L'Italia ha adottato l'EUR non per entrare in quel circolo virtuoso della crescita economica "sostanziale" (che a dir il vero si è verificata poco anche altrove), non inflattiva, che la teneva al margine della UE, ma perchè doveva convertire il debito pubblico in una moneta pesante per ridurre il tasso di interesse pagato a chi detiene titoli di stato. L'ha fatto addirittura "bruciando" un po' di titoli (vi ricordate la discussione sui "decimali" della conversione dei BOT in lire ai BOT in EUR?). Fin qui nulla di male. Senonchè simultaneamente, invece di fare di tutto per fare rientrare il debito in dimensioni più sopportabili, qualcuno ha deciso di vendere la metà dello stock del dbito italiano a investitori internazionali e di iniziare un piano di emissioni in valute straniere (nel senso di non EUR) a dir poco impressionante. Ora, è chiaro che esattamente la stessa cosa si sarebbe potuta realizzare con valute parallele, ovvero permettendo l'uso sia dell'EUR sia della Lira, magari della famosa "Lira pesante". Il risultato è che i Cittadini italiani oggi scelgono in "libere" elezioni programmi di politica economica, che poi devono essere "filtrati" da personaggi non eletti da nessuno a Bruxelles. Sono questi che ci dicono anche quali imposte indirette dobbiamo e non dobbiamo avere e a chi e come dobbiamo pagare (noi Cittadini) gli interessi sui titoli pubblici che abbiamo venduto all'estero. Come raggiungere questo obiettivo?

- L'Italia e il Resto del Mondo. Se esiste un popolo in Europa più adatto al neutralismo della Svizzera, questo è quello italiano. Pur di non dover prendere posizione netta e di prendersi le responsabilità di prese di posizione nette, gli italiani gradiscono gli esercizi di cerchiobottismo in politica estera a cui ci hanno abituato giornalmente i nostri burosauri. Intanto la Costituzione del '47 ha sollevato il Cittadino da qualsiasi responsabilità diretta nella politica estera, no? E per il resto ci mettiamo in rilievo per il coraggio folle dei nostri volontari, che fanno politiche estere totalmente diverse da quelle dei burosauri, con associazioni con budget al lumicino, quando non infiltrate dalla Chiesa, infiltrate da agenti segreti, massoni e faccendieri di tutte le fatte. I burosauri non sanno che fare all'interno del paese, eccetto che essere d'accordo che la Ragion di Stato ha da spremere le rape, ma ancora meno sanno che fare all'estero. Accade così che si è membri dell'UE per infrangerne continuamente i trattati fondativi o essere i caporione quando si tratta di modificarli in senso meno liberale del Trattato di Roma del 1957 o di avere una politica dell'immigrazione completamente sgangherata, gli specchi esatti di quelle interne. Anche qui scopriamo che non abbiamo più le leve del controllo in mano, in quanto la politica commerciale estera viene gestita da Bruxelles. Ma chi c'è a Bruxelles? Ci sono persone che convicono sè stesse e i Cittadini italiani della bontà di dazi punitivi nei confronti dei produttori di scarpe cinesi o vietnamiti semplicemente affermando che i "paesi produttori" di scarpe dell'Europa del Sud sono in una posizione diversa da quella dei non-produttori dell'Europa del Nord. Peccato che dimenticano di dire ai pensionati italiani a 545 EUR al mese o a giovani che lavorano nei call center per 499 EUR al mese che Bruxelles quindi li condanna a pagare le scarpe 10 volte di più (più IVA al 20% ovviamente). Immigrazione: L'Italia è un paese che ha già ca. 3 milioni di immigranti, la maggior parte con una "dotazione di capitale umano" bassa o inesistente. Lavorano in settori economici senza tecnologie e senza competitività. Quando gli va bene, non sono nuovi schiavi. In verità questi "nuovi arrivati" non fanno altro che prolungare artificialmente i casi disperati dell'economia italiana e, di riflesso, prolungano la disperazione di politiche economiche da disperati "amministrate" dal Burosaurus Rex. Questo a fronte di ca. 30 milioni di italiani emigrati nel mondo, tanti dei quali, in condizioni tali da renderglielo possibile, potrebbero tornare da noi, diffondere nuove idee e nuove esperienze, aiutarci a fondare aziende più competitive e più formative, rifondare le amministrazioni pubbliche nazionali e locali, aiutarci a superare questo blocco di potere che blocca l'economia e la società civile italiana "rimaste" ... rimaste dove erano, nell'800. Ma come fare? Come fare tornare l'Italia ad imparare dai migliori intorno ad essa invece che dai peggiori? Questo è il problema dell'identità italiana CONCRETA in un mondo dai mercati globalizzati.

Ci possono essere molti modi per risolvere questi obiettivi e per raggiungere risultati degni di nota in questi campi. Io, pur avendo le mie idee in merito, non le espongo, almeno non stavolta. E' importante anche essere d'accordo sulle cause delle malattie del paziente, prima di operarlo in due o tre medici.

L'Italia, se vuole uscire da questa impasse e tornare al suo standard di vita degli anni 70-80, deve tornare ad essere un paese che produce e che distribuisce reddito. Un paese per produrre reddito deve saper produrre opportunità. Per saper produrre opportunità deve saperle proporre a tanti soggetti, tanti soggetti che devono entrare in gara tra loro per conquistare risultati e tanti soggetti che devono essere bravi ad amministrare, a gestire, a mantenere quei risultati (senza arrivare al museo ovviamente). Per fare questo non ci vogliono solo "investimenti di razionalizzazione", che sono investimenti immani e che devono essere fatti da più generazioni, ma anche "investimenti di rischio", tutti investimenti che la nostra economia e politica bloccate non sono in grado di fare. Esse sono solo in grado di fare sopravvivere il Leviatano.

E se per farlo, bisogna ammazzare i cittadini italiani, poco male. Intanto l'Italia può diventare un paese di immigrazione, no?

Pace & bene a tutti
"I Love you All": The Ultimate Boris Becker

Luca Zampetti