Principi Essenziali Fondamentali della Democrazia Diretta.
Questi principi dovrebbero trovare applicazione nella
nostra organizzazione e nelle istituzioni democratiche
- in questo caso alla parola "associato" potete sostituire
la parola "cittadino" e alle parole Statuto e Regolamenti
potete sostituire le parole "Costituzione" e "Leggi", e
alla parola Organizzazione potete sostituire la parola "Stato".
1. Desiderando la pratica diretta della democrazia in tutte le organizzazioni sociali, aspiriamo innanzi tutto alla pratica della democrazia diretta nella gestione della nostra stessa Organizzazione.
Questo può definirsi principio di coerenza, bisogna che
si razzoli come si predica insomma
2. In ogni momento e su qualsiasi argomento relativo all’Organizzazione e alla sue attività, a ciascuno dei singoli associati spetta una pari frazione di potere propositivo, decisionale ed esecutivo, ed a ciascuno di essi deve essere garantita un’identica facolta’ di espressione e di controllo.
Questo e' qualcosa di piu' del classico principio di
uguaglianza, meglio sarebbe definirlo di 'equipotenza'. E' posto
un accento sulla partecipazione diretta alle forme di
*esercizio* del potere nei suoi aspetti fondamentali
tutti egualmente rilevanti e irrinunciabili del potere
di espressione, controllo, proposta, decisione, esecuzione.
Inoltre questo implica che non possono esserci membri
privilegiati per alcuna ragione - quindi nessun potere
o facoltà speciale ai membri fondatori. Nessuno è "fondatore"
Iscriversi prima o dopo è un fatto puramente temporale
o casuale
3. Il singolo associato esercita direttamente i propri poteri e facolta’ , trovando limite invalicabile solo nella impossibilita’ naturale o legale.
principio di azione diretta...questo non e' presente o
evidenziato nelle normali democrazie
4. La sovranita’ della Organizzazione appartiene sempre all’insieme dei singoli associati, che la determinano secondo la volonta’ espressa dalla maggioranza.
normale principio di maggioranza....
5. La delega, a tempo limitato, di parte o tutto il proprio individuale potere o facolta’ ad altro associato e’ consentita, ma sempre con l’attributo della revocabilita’ in qualsiasi momento della stessa. Tale attributo e’ tassativo.
principio della liberta' di gestione e di inalienabilita' del
controllo sulla propria quota di potere, piu' semplicemente
principio di controllo esclusivo
6. Solo nel caso in cui l’effetto del ritiro della delega generasse instabilita’ nociva all’efficacia dell’azione della Organizzazione, e’ ammissibile una limitazione al principio della revocabilita’ in qualsiasi momento; tale limitazione e’ da intendersi soltanto ed esclusivamente nei termini di margini di oscillazioni minime consentite alle percentuali di consensi prima che abbiano effetto esecutivo, non mai di limitazione del diritto di revocare il proprio singolo potere delegato.
principio di efficacia... l'unica ragione ammissibile
per la limitazione del principio di controllo, comunque
nella ragione minima possibile atta a garantire l'efficacia
7. In relazione alle risorse disponibili, ogni forma organizzativa e ogni strumento tecnico o normativo, che realizzi o migliori l’attuazione di questi principi, e’ ricercato ed utilizzato. A questo devono tendere le norme del nostro Statuto e dei nostri regolamenti.
principio progressivo...la forma perfetta della democrazia
non esiste, esiste solo una direzione da seguire
8. Ogni decisione ed indirizzo politico locale che riguardi solo quel livello locale è sotto la sovranità di quello stesso livello.
principio federalista...
Una versione di questi principi, praticamente sovrapponibile è stata approvata al I° Congresso Nazionale dei Democratici Diretti. Le parte in corsivo sono note ai principi dd, riportate subito dopo ciascun principio per comodità di lettura.



Modifiche proposte da Guerreschi al punto 8
La versione precedente era:
8.Vers.(a) Ogni decisione ed indirizzo politico locale che riguardi solo quel livello locale è sotto la sovranità di quello stesso livello.
La verisone modificata è:
8.Vers.(b) Ogni decisione ed indirizzo politico deve essere co-deliberata da istituzioni democratiche di un dato livello geografico, incluso il globale, nella misura in cui esso sia l’oggetto delle conseguenze concretamente prevedibili di tali decisioni.
Qua sono proprio fortemente contrario a questa formulazione, che capovolge il senso della versione precedente.
Per altro, voglio dire che già oggi non è così nell'attuale ordinamento. Gli enti locali hanno ambiti decisionali dove i livelli sovraordinati non devono affatto codeliberare. L'espressione proposta da Guerreschi mi pare infelice, forse dovrebbe chiarire cosa volesse intendere.
Qui poi vale ancora di più la metaregola che i principi devono essere generali, e la loro implementazione demandata al resto dello statuto.
Si veda per esempio la norma sulla valutazione delle competenze decisionali art.12 che si occupa appunto di stabilire come si decide se un oggetto riguardi o meno l'ambito locale. Ma il principio che va seguito e che qui si sancisce è che se la decisione rigurda l'ambito locale è solo l'ambito locale che deve decidere. Invece nella versione proposta da Guerreschi sembrerebbe che il livello generale dve sempre essere coinvolto nella decisione.
pino
Pino Strano - www.pinostrano.it/blog