Ciao a tutti,
vorrei aprire una discussione sul tema giustizia.
Personalmente sento l’esigenza di aggiungere al programma una qualche idea, suggerimento per cercare di risolvere i numerosi problemi della nostra giustizia; ma non riesco a trovarne di validi, mi sembrano utopistici o non fattibili.
Per cui ho pensato di discuterne insieme a voi:tante "teste" a pensare sono meglio di una.
Pensavo innanzitutto di raccogliere le idee, partendo dai problemi concreti della giustizia, quelli più evidenti, comuni. Da qui passerei a valutare le cause di questi problemi, e infine le possibili soluzioni.
PROBLEMI CONCRETI DELLA GIUSTIZIA (quelli che mi vengono in mente ovviamente)
0) Processi troppo lunghi
1) Non sempre chi vince una causa è colui che ha ragione “oggettivamente”, secondo giustizia. A volte vince chi ha l’avvocato/avvocati più bravi , che si sanno districare meglio tra i “meandri della legge”, a prescindere se sia veramente innocente o colpevole.
2) Molti processi vengono chiusi con assoluzione dell’imputato, semplicemente per vizzi di forma, ossia per piccoli/grandi errori nelle procedure che portano al processo (x esempio raccolta delle prove, etc)
3) Troppi processi cadono in prescrizione, anche quelli che riguardano reati gravi.
4) Costo eccessivo delle parcelle degli avvocati; non tutti possono permettersi bravi avvocati.
POSSIBILI CAUSE DI QUESTI PROBLEMI
0) Le cause di questo problema, a mio avviso, sono varie.
- Vi sono troppi processi. Oggi come oggi, se una persona riceve un torto (per il quale non è prevista una pena) non può andare direttamente dagli organi di polizia per chiedere l’applicazione delle norme vigenti e quindi la riparazione del danno subito. E’ obbligato, anche per le cose più semplici e ovvie, ad intentare una causa civile contro il “danneggiante”, al fine di chiedere il risarcimento del danno e/o (ove sia possibile) la riparazione del danno stesso.
[EDIT] - E’ presente un’eccessiva burocrazia e "formalità" nei processi
- Leggi poco chiare e trasparenti, costituite da un’infinità di commi e articoli che si rimandano continuamente l’uno all’altro, finiscono per esporre tali leggi a diverse interpretazioni. In questo senso, il fatto che le leggi sembrano favorire i colpevoli e danneggiare gli innocenti, è di per se sbagliato. Piuttosto mi sembra più giusto dire che le leggi, essendo fatte male, favoriscono quegli avvocati più bravi nel trovare scappatoie alla legge, “cavilli legali” che a volte finiscono anche per ribaltare una sentenza. E visto che i bravi avvocati, in genere, costano anche di più, ecco qui che le persone più ricche (che possono permettersi anche più di un avvocato) finiscono per essere favorite.
[EDIT] Gli avvocati della difesa, per allungare i tempi dei processi e farli cadere in "Prescrizione", utilizzano come espedienti le numerose formalità presenti all'interno dei processi
1) Anche qui le cause possono essere molte.
- Leggi poco chiare e trasparenti, sono troppo soggette ad interpretazioni.
- Molte leggi, inoltre, regolamentano le stesse cose, ma sotto aspetti diversi.
2) Eccessiva burocrazia necessaria per i processi.
3)
- Tempi di prescrizione troppo brevi, rispetto alla lunghezza dei processi.
- Stesse cause che per il punto 0)
4) Qui le cause sono molteplici:
- Troppi processi
- Pochi avvocati e pochi giudici, rispetto al numero di processi.
Per gli avvocati, ciò, a mio avviso, è dovuto anche al fatto che non tutti i laureati in giurisprudenza, pur essendo molti, finiscono poi per aprire un proprio studio. Questo anche perchè gli avvocati già “avviati” , ossia quelli che lavorano in un proprio studio, tendono a prendere per il tirocinio neo-laureati non pagandoli o pagandoli una miseria, e facendo loro eseguire lavori di segreteria o “porta carte”. Ciò va a danno del laureato, sia per la poca esperienza che in questo modo può fare, sia per i pochi soldi che nel frattempo riuscirà a guadagnare.
Anche nel caso in cui il laureato riuscirà ad entrare nell’albo (bastano 2 anni di tirocinio per accedere all’esame), avrà alle spalle un’esperienza minima che non gli permetterà certo di proseguire in proprio la carriera. Sarà quindi costretto a continuare a lavorare in uno studio non suo, accrescendo la propria esperienza troppo lentamente. Anche se, per assurdo, riuscisse a raggiungere un’adeguata esperienza, i pochi soldi guadagnati non gli permetterebbero di aprire uno studio per conto suo (a meno di non avere a disposizione mezzi economici non suoi).
Facendo un riepilogo delle possibili cause:
1) Troppi processi, anche a causa delle poche, o nulle, alternative ai processi legali quali mezzo per dirimere contrasti tra due o più soggetti giuridici.
2) Eccessiva burocratizzazione della giustizia
3) Tempi di prescrizione troppo brevi
4) Pochi avvocati rispetto al numero di processi e poca concorrenza tra di essi.
5) Laureati in giurisprudenza, tirocinanti, soggetti a “sfruttamento” da parte degli avvocati professionisti. Finiscono per essere pagati troppo poco, e senza ricevere un’adeguata esperienza in cambio.
6) Pochi giudici rispetto al numero di processi
PROVO A IPOTIZZARE DELLE SOLUZIONI (possibili xchè non tutte penso siano fattibili, e cmq non totalmente risolutive)
1) Inserire costituzionalmente la possibilità, per il capo dello stato, di rinviare in parlamento, per un numero indefinito di volte, quelle leggi considerate poco chiare, che potrebbero essere soggette ad interpretazioni o in contrasto con altre leggi vigenti. In questo modo si avrebbero leggi esecutive più chiare, trasparenti, meno soggette a interpretazioni. Di contro, si rischierebbe una paralisi dell’attività legislativa.
Si può quindi trovare un compromesso in questo senso:
Inserire costituzionalmente la possibilità, per il capo dello stato, di rimandare per una sola volta una legge in parlamento, non solo perché in contrasto con la costituzione, ma anche perché ritenuta poco chiara, trasparente, soggetta ad interpretazioni, o in contrasto con altre leggi vigenti. In questo caso il capo dello stato dovrà anche specificare il motivo del rinvio in parlamento della legge.
[EDIT] 2) Cambiare il modo di intendere i “Tempi di Prescrizione”: I tempi di prescrizione dovranno andare ad indicare il periodo di tempo, che intercorre tra la commissione del reato e l’accertamento del reato stesso, oltre il quale il reato non è più punibile. Nel caso in cui il reato venga accertato prima dello scadere del tempo di prescrizione, da quel momento in poi la prescrizione decadrà, ossia il reato non potrà più cadere in prescrizione.
3) Aumentare il numero di procedimenti legali risolvibili dal giudice di pace.
Questo però andrebbe da una parte a diminuire il carico sui giudici normali, ma ad aumentarlo sui giudici di pace, già cmq gravati di eccessivo lavoro.
Inoltre, a mio avviso, le sentenze dei giudici di pace, tendono a fare un compromesso tra quello che chiede il querelante, e quello che chiede il querelato. Tale compromesso finisce per non rendere pienamente giustizia al danneggiato, e a non “punire” adeguatamente il “colpevole”.
4) Possibilità per i cittadini, nel caso di “Cause Civili”, di pagare gli avvocati con una parcella base (regolamentata, per legge, in relazione alla tipologia del procedimento legale), più una percentuale sul valore dei danni eventualmente riconosciuti, dalla sentenza, al cliente.
Questo punto, in sostanza cerca di essere un compromesso tra il sistema di giustizia italiano e americano. Attualmente, però, i risarcimenti previsti dalla nostra giustizia tendono ad essere più bassi di quelli previsti dal sistema americano. Ciò potrebbe penalizzare eccessivamente gli avvocati. Viceversa, il rischio è che ciò faccia tendere i giudici a concedere risarcimenti molto onerosi (come avviene in america). In questo modo verrebbero penalizzati eccessivamente i cittadini più poveri, che risultassero perdenti in un procedimento civile.
5) Aumento del numero dei giudici
Per fare questo servono risorse economiche…in uno stato in cui i tagli alle spese sono all’ordine del giorno, mi chiedo come possa essere realizzato.
6) Aumento dei poteri delle forze dell’ordine, in modo tale da permettere loro di redimere i contrasti civili più semplici, senza il bisogno del ricorso al tribunale.
Non penso che questo sia fattibile, anche perché l’amministrazione della giustizia, costituzionalmente, è affidata ai giudici, e non alle forze dell’ordine. Una legge in questo senso, poi, favorirebbe contrasti di competenze tra forze dell’ordine e giudici, oltre ad essere, in linea di principio, poco garantista. Infine, vi sarebbe necessità di aumentare il numero degli effettivi nelle forze dell’ordine, in modo tale da costituire appositi uffici. Vi sarebbe quindi il problema del reperimento delle risorse.
7) Regolamentare legalmente il lavoro degli avvocati tirocinanti, stabilendo, per legge, uno stipendio base minimo, e aumentando le pene per coloro che assumono “in nero”, o costringono i collaboratori a firmare buste paga (teoriche) a fronte di retribuzioni (reali) inesistenti.
[EDIT]
8 ) Eliminare la legge, approvata nella precedente legislatura, che consente, a una persona assolta in primo grado, di non poter essere soggetta agli altri gradi di giusdizio per lo stesso reato.
A mio avviso va eliminata, poichè, è troppo garantista verso l'imputato e poco verso la "giustizia". In caso, ad esempio, di assoluzioni per vizzi di forma, l'imputato, magari realmente colpevole, finirebbe cmq per non pagare per il reato commesso.
Spero di essere riuscito, in qualche modo, almeno a elencare i problemi e le cause di una giustizia sempre più “ingiusta”. Non credo, però, di essere riuscito a trovare delle valide risposte a questi problemi.
E’ per questo che vi invito tutti ad un dibattito sull’argomento.
Se credete vi siano altri problemi, cause o soluzioni da me non individuate, esponetele, così che le possa aggiungere in questo post, in modo tale da avere sempre un’idea chiara dei problemi e delle soluzioni di volta in volta individuati.
Un saluto a tutti,
Stefano.


Ciao a tutti,
in seguito alle precedenti considerazioni circa i problemi della giustizia, a seguito anche della visione di alcuni documentari della trasmissione “Report” relativi alla giustizia (ne cito uno per tutti: “Giustizia: Dei Reati delle Pene”), ho pensato ad alcune modifiche che potrebbero essere apportate al nostro sistema giudiziario, al fine di risolvere, almeno in parte, alcuni dei suoi problemi.
1°) Cambiare il modo di intendere i “Tempi di Prescrizione”: I tempi di prescrizione dovranno andare ad indicare il periodo di tempo, che intercorre tra la commissione del reato e l’accertamento del reato stesso, oltre il quale il reato non è più punibile. Nel caso in cui il reato venga accertato prima dello scadere del tempo di prescrizione, da quel momento in poi la prescrizione decadrà, ossia il reato non potrà più cadere in prescrizione.
E' quello che avviene in America, ed è, a mio avviso, un modo molto più corretto di intendere il "tempo di prescrizione". Intendere i "tempi di Prescrizione" in questo modo, non aumenterebbe il numero di processi, in quanto oggi come oggi, cmq un processo, anche se soggetto (o già caduto) a prescrizione, arriva fino al 3° grado di giudizio.
In questo modo, invece, tutti i processi arriverebbero ad una sentenza che potrà essere in ogni caso applicata (certezza della pena).
Inoltre gli avvocati della difesa, visto che il processo, una volta avviato, non potrà più cadere in prescrizione, si preoccuperanno molto di più di dimostrare l'innocenza del loro assistito, piuttosto che di cercare di allungare i tempi del processo per farlo cadere in prescrizione. In questo senso, è probabile che i tempi di molti processi tendano anzi ad accorciarsi.
2°) Depenalizzare i piccoli reati con pene massime fino a 1 anno di reclusione, come “Falsificazione o alterazione dei biglietti delle imprese pubbliche”, (reato n° 462 del codice penale), Ingiuria, portandoli ad essere considerati non più “Reati Penali”, ma “Reati Amministrativi”. Aumento delle multe previste per tali reati amministrativi.
Vi sono molti “piccoli reati”, come il 462, che, essendo comunque soggetti a tre gradi di giudizio, finiscono per intasare la giustizia e ne fanno lievitare i costi; ma tutto questo inutilmente poiché, non prevedendo pene severe (1 anno di reclusione può sembrare tanto, ma tra condizionali etc finisce per diventare minimo) , finiscono per non essere scontate dai condannati.
Portare tali reati ad essere considerati “reati amministrativi” (e non più penali), permetterebbe di ridurre notevolmente il congestionamento della giustizia, ne ridurrebbe i costi e, aumentando le multe previste per tali reati amministrativi, permetterebbe cmq di punire adeguatamente i trasgressori, ma soprattutto immediatamente, in quanto non sarebbe più necessario attendere i 3 gradi di giudizio.
3°) Eliminare la “Sospensione Condizionale” dei reati. Sostituirla commissionando “Lavori socialmente utili”.
La sospensione condizionale della pena è un istituto, disciplinato dagli artt.163-168 del Codice penale vigente, mediante il quale al reo, la cui condanna non supera gli anni di detenzione previsti dall'art.163, viene sospesa l'esecuzione della stessa per cinque anni (in caso di delitti) o per due anni (in caso di contravvenzioni). Al termine di questo periodo di sospensione, se il soggetto non ha compiuto un altro reato, si estingue il reato stesso e, quindi, non ha luogo l'esecuzione della pena neppure per quel che concerne le pene accessorie.
La sospensione condizionale viene concessa solo per le condanne non superiori ai 2 anni di pena detentiva o a 2 anni e 6 mesi se si tratta di persona che ha compiuto gli anni diciotto ma non ancora gli anni ventuno o da chi ha compiuto gli anni settanta; non può essere concessa più di una volta (a meno che la successiva pena da infliggere, cumulata alla precedente condanna, non superi i termini sovraesposti).
Viene amessa inoltre solo qualora il giudice, tenendo conto delle circostanze di reato descritte dall'articolo 133 C.p., presume che il colpevole si asterrà dal commettere altri reati.
Può essere subordinata, a discrezione del giudice, a degli obblighi (risarcimento, eliminazione delle conseguenze dannose del reato, pubblicazione della sentenza).
Molto spesso qundi, i reati puniti con 2 anni di reclusione (che non vuol dire che il reato prevede max 2 anni di reclusione, ma che tale è la pena prevista dalla sentenza definitiva) non vengono scontati dal condannato, a causa delle “sospensione condizionale”.
Eliminare tale sospensione condizionale, sostituendola commissionando “Lavori socialmente utili” della durata della pena stessa, permetterebbe quantomeno di non lasciare totalmente impuniti tali reati, spesso anche gravi.
4°) Eliminare la possibilità di commissionare “Arresti domiciliari” per i reati, puniti dalla sentenza definitiva, con 3 o più anni di reclusione.
Spesso gli “Arresti domiciliari” vengono conferiti anche a reati gravi, come omicidio, falso in bilancio, etc. Tale prassi, a mio avviso, deve essere interrotta, perché finisce per ledere il principio della certezza della pena, nonché il rispetto e la salvaguardia dei parenti o delle vittime del reato.
5°) Congelamento immediato dei conti correnti bancari per le persone sottoposte a processi per “Falso in bilancio” e “Aggiotaggio”.
Le persone che vengono sottoposte a processi penali per tali reati, hanno, oggi come oggi, la possibilità e il tempo per dirottare i propri depositi bancari in conti bancari esteri, rendendo inefficacie e tardivo il sequestro dei loro beni nel caso fossero giudicati colpevoli dalla sentenza definitiva.
Congelando da subito (ossia prima della sentenza) i loro conti correnti bancari, si toglierebbe quindi loro questa possibilità. Inoltre, tale misura impedirebbe loro di poter pagare, e quindi assumere, avvocati per la difesa. Tale diritto alla difesa verrebbe comunque loro garantito dagli “Avvocati di Ufficio”.
Un saluto a tutti,
Stefano
Stefano Cassoni