Salve, vorrei fare alcune considerazioni/domande riguardo il "programma partecipativo" presente nel wiki, ma le questioni che sollevo riguardano anche lo Statuto, percui ho pensato di postare qui. Ho cercato attentamente nei vostri documenti e discussioni ma non sono riuscito a trovare nulla che discutesse o spiegasse i motivi della *presenza stessa* di un qualsivoglia "programma di governo". Ne deduco che tutti voi diate per scontato che debba esserci un programma eterogeneo, che non si limiti alla sola DD, ed è su questo punto che vorrei per un momento catalizzare la vostra attenzione: secondo voi il Movimento dei Democratici Diretti ha effettivamente bisogno di un tale "programma partecipativo" che includa altre cose oltre la DD? se si, potreste spiegarmene i motivi?
In attesa di una vostra risposta, anticipo un pò i tempi della discussione proponendovi, appunto, le mie considerazioni: personalmente ritengo che un Movimento per la DD dovrebbe essere del tutto asettico, e acritico nei confronti di *qualunque* argomento, e perseguire *solo* l'istituzione della DD nella vita politica e null'altro. TUTTE le altre questioni, persino quelle di altissimo valore etico e morale, dovrebbero rimanere fuori ed essere, caso mai, affrontate in altra "sede", e magari persino in altri momenti. Per dirla brevemente, ritengo che l'introduzione della DD dovrebbe fare già "programma di governo" a sè stante. I motivi? anzitutto ritengo sia una questione di opportunità in relazione all'obbiettivo finale del Movimento DD: per avere un minimo di speranza di introdurre la DD credo che sia necessario, e anzi addirittura equo, il più largo e trasversale consenso possibile, quindi credo che non si dovrebbe rischiare di trasmettere un "messaggio" tale che la DD sia di sinistra o di destra, proletaria o medio-borghese, poichè infatti la DD non è di nessuna parte, è solo un mezzo, una forma di governo con la quale decidere su tutti gli altri argomenti. Sappiamo tutti bene come la società odierna abbia "l'etichetta facile", e dunque credo sarebbe sciocco da parte dei DD, se la DD è davvero il fine principale, rischiare di venire snobbati solo perchè associati politicamente ad una qualsivoglia fazione: le etichette, una volta incollate, sono dure a venir via. Tra l'altro, pragmaticamente parlando, penso che ci saranno ostacoli di ogni genere anche solo per ottenere la sola DD, figuriamoci se si dovessero "scomodare" bellamente anche interessi della (cito l'Art.1 dello Statuto) "sfera socioeconomica (democrazia economica, industriale, fiscale)" o addirittura interessi internazionali quali l'ambiente e le guerre. Motivi pragmatici a parte (spero che non vogliate prendermi come un sicuro inquinatore o guerrafondaio incallito solo per quanto ho appena detto), ritengo corretto che ci sia una separazione netta tra il *mezzo* (la DD) e gli scopi che ciascun cittadino può avere, per quanto questi possano essere più o meno condivisi o (non-)condivisibili da altri cittadini.




Spero che sia chiaro che per quanto riguarda l'argomento "nome", fine a sè stesso, pure a me sta bene che questo elenco continui a chiamarsi anche "volontà generale" o "volontà specifica" o "osservatorio" o "lista della spesa" o quello che ti pare. L'importante è che tutti si sia capito bene e tutti si sia d'accordo sulla cosa di cui si parla, la sostanza dell'argomento.
E quindi, se siamo d'accordo che si dovrebbe votare su le singole proposte, e non su le linee guida, dico allora che in tal caso trovo controproducente usare un nome che nell'immaginario collettivo ha già un altro significato ben preciso e differente, e quindi suggerisco "proposte" semplicemente perchè mi sembra il nome più appropriato.
Ma se invece non siamo d'accordo sulla sostanza, e la maggioranza preferisce votare le linee guida, allora il mio parere è che "programma" va più che bene, sempre perchè mi sembra il nome più appropriato.
Spero con questo di aver chiarito la mia posizione sull'argomento "nome della cosa".
Venendo ora al merito della "cosa", vado un attimo per punti:
*) sono ovviamente d'accordo che nell'elenco ci stiano anche le proposte che non passano il voto, con l'indicazione del consenso che hanno o hanno avuto
*) sono altrettanto pienamente d'accordo sul fatto che ci sono altre volontà, che esulano dalla categoria "proposte di legge/regole/regolamenti/disposizioni", e che dovrebbero dunque seguire una prassi parallela e a sè stante
*) confermo il mio apprezzamento per la tua proto-proposta, e anzi mi dispiace di non averla ancora portata a termine come avevo promesso di fare ('orca l'oca sono già in debito con la futura banca dei DD! :D)
*) ribadisco insieme a te che, stando allo statuto e le norme attuali, le "proposte di legge" oppure il "programma di linee guida" di cui abbiam parlato lungamente in questo thread, di recente con Stevejo, non riguardano l'associazione politica DD bensì riguardano alcune tra le modalità con cui i cittadini dovrebbero "pilotare" i rappresentanti in parlamento tramite le liste partecipate (questa distinzione tra "linee guida" dell'associazione e "linee guida" delle liste partecipate è un paio di mesi che attendo di approfondirla, e prima o poi lo farò).
Avendo terminato le cose da dire per ciò che concerne il presente immediato, esco dalla "modalità asterischi" per spiegare, a chi interessa, alcune altre cose del mio pensiero che riguardano il momento (futuro indefinito) in cui avessimo rappresentanti DD da gestire.
Pino come sempre mi ispira:
Allora. E' chiaro che incarichi esecutivi puri NON esistono. Dopo tutto anche "tra il dire e il fare c'è sempre di mezzo il mare". E quindi ad esempio pure io, che ho avuto incarico di tradurre il materiale ECI, l'ho fatto nel modo che IO ho ritenuto più comodo, opportuno, e appropriato. Salvo la famosa faccenda della sigla e del nome, tutto il resto l'ho fatto di testa mia: ho scelto di fare una traduzione fedele invece di una elaborazione, ho scelto di usare parole semplici invece di parole complicate o burocratiche, e ho fatto altre piccole (o grandi? boh) scelte come quelle. Bene, questi sono i classici esecutori, i Ministri di una Repubblica, gli Organi Operativi del nostro Statuto (Presidente, Segretario/a, Portavoce, ...), gli appartenenti ad un Gruppo di Lavoro della nostra Associazione, ... ecc.
Bene.
L'altro giorno a Stevejo ho paragonato i rappresentanti DD in parlamento ai Ministri e agli altri esecutori, precisando però anche che, secondo la mia visione, "non è proprio così ma giusto per rendere l'idea". Allora vediamo di indicare la differenza che c'è, secondo me, tra gli "esecutori classici" sopra descritti, e i rappresentanti DD in parlamento.
Questi ultimi, proprio per via del fatto che dobbiamo per forza scendere a patti col sistema attuale DR, non sono "esecutori classici". Essi sono piuttosto (secondo la mia visione) bracci meccanici di cui i cittadini, e solo i cittadini, sono la mente. Essi sono l'estensione fisica dei cittadini, l'estensione che, saggiamente pilotata dai cittadini "ddirettamente", si incunea nel sistema per aprirlo (si spera) dal di dentro. Essi (i rappresentanti) ci servono ed esistono, per noi DD, solamente perchè malauguratamente siamo nella situazione in cui siamo: DD in una DR.
Ma, come se non bastasse, Pino mi ispira ulteriormente:
Ok, allora ti domando: tu sei proprio sicuro di essere sicuro di ciò di cui sei sicuro? ...
Sei contrario alla pena di morte. Dunque quale argomento migliore di quello, per te, da mettere come "indirizzo generale"? non vorresti certo tornarci sopra ad ogni singola condanna: hai già detto "no", e quando si dice "no", è "no!" ... ... ... vero? :twisted:
E ammettendo pure che ciò sia vero per la pena di morte, è vero per qualunque cosa che potresti inserire nel tuo personale "programma di indirizzi generali"?
Io dico che una cosa è sempre falsa finchè non diventa vera (e viceversa), e talune cose non si faranno mai più fino alla volta successiva, ed altre si faranno per sempre fino a quando si smette di farle.
Sto facendo retorica? può darsi. Tuttavia rivendico il diritto di poter cambiare idea all'ultimo momento su qualunque cosa, e poter esprimere e dare peso al mio cambiamento di idea in tutte le sedi competenti. Rivendico il diritto di avere una idea incrollabile e inattaccabile, comprese le sue eccezioni che in condizioni normali non riesco nemmeno ad immaginare ma mi possono apparire evidenti quando si presenta la situazione.
I rappresentanti bracci meccanici, il votare le singole proposte volta volta che si presentano, mi garantisce questo diritto. I rappresentanti "pensanti", il votare un programma, non me lo garantisce (a me come a nessuno).
Ma il connotato che più contraddistingue i due tipi di approccio è SOPRATUTTO la tempistica decisionale: io posso anche dire come linea guida che preferisco il dolce al salato, ma ogni tanto potrei benissimo preferire il salato. Come potrei mai esprimere un concetto simile in una linea guida? quante cose dovrei prevedere in anticipo, da dover mettere sulla linea guida, affinchè io cittadino possa gestire sia la norma che le eccezioni? potrei votare le singole leggi solo all'occorrenza, certo, ed infatti è proprio ciò che dico io, ma allora a che scopo mi sono scervellato prima sulle linee guida? già le leggi sono in realtà esse stesse delle linee guida, e quindi che mi troverei a fare? a fornire delle linee guida (il programma) per stilare delle altre linee guida (le leggi)?
In più, il votare le singole proposte non mi preclude affatto nemmeno il diritto di rinnegare in via del tutto eccezionale la mia stessa attuale convinzione di voler votare su ogni singola cosa. Non si preclude il diritto di chi vuole limitarsi a fornire solo delle linee guida, basta che si avanzino proposte generiche che più generiche non si può.
Poi. (non ho mica finito, che ve credete! :D ... coraggio, manca poco :))
I parlamentari, come sappiamo, hanno già per legge (anzi, niente popò di meno che per Costituzione) il sacrosanto diritto e la libertà di farsi eleggere per noi per poi fare quel che gli pare senza che nessuno possa incriminarli di alcunchè. Allora, suggerisco io, è meglio che *almeno noi*, ai *nostri* parlamentari, non si fornisca alcuna "scappatoia" regolamentare. Ebbene l'approccio delle "linee guida" può invece rappresentare per loro proprio quella "scappatoia" per fare un pò come gli pare.
E a proposito, mi si fa notare anche, e a ragione, che c'è, per l'appunto, la costituzione italiana, ci sono prassi istituzionali consolidate, ..., insomma ci sono degli ostacoli oggettivi.
Posso allora suggerire che questi ostacoli, secondo me, all'atto pratico, si riducono ad un paio di cose solamente? che sono:
1) conoscere l'ordine del giorno dei Deputati e dei Senatori nel momento esatto in cui loro stessi ne vengono a conoscenza, in modo da comunicarlo ai cittadini
2) poter dire con adeguato anticipo (azzardo: in tempo reale?) ai rappre DD che cosa votare (se devono votare)
Se NON convenite con la mia (sempliciotta?) analisi di cui sopra, quali altre ragioni oggettive ci sono oltre (o in alternativa a) le due che ho elencato io? vi prego, ho capito le ragioni soggettive, per quelle cercherò di ipnotizzarvi subliminalmente tutti quanti durante il vostro sonno! :D Illustratemi le ragioni oggettive please, e concedete anche a me la possibilità di analizzarle (insieme a voi, se volete, a me non parrebbe vero, ma non voglio rubarvi altro tempo). Mi bastano poche parole, poi me le cerco su google.
Se invece convenite con la mia analisi, vi chiedo anche: siete a conoscenza di impedimenti tecnici, logistici, regolamentari, legali, ..., che possano impedire ai rappre DD di avere dei palmari collegati ad internet? (azzardo: magari proprio mentre sono seduti comodamente in parlamento?). A me non risulta. A voi?
(*) Quanto quì scritto rappresenta solo opinioni personali, e non necessariamente quelle del Partito dei DD.