A seguito delle discussioni generali sul programma politico presento la seguente proposta.
Premessa.
Prima avevo pensato che la seguente modalità si dovesse applicare solo per i punti del programma che non avessero la caratteristica di essere trasversali o che non rappresentassero proposte a validità "generale" di cambiamenti alla struttura delle istituzioni al fine di consentire l'esercizio diretto della sovranità.
Insomma per le proposte di tipo non specifico sulla famosa visione di un "mondo migliore" che ognuno di noi può immaginare e che probabilmente per ognuno di noi è leggermente o anche profondamente diversa.
Questo perchè avevo pensato, insieme anche ad altri, che le proposte trasversali, cioè quelle su cui anche persone pur con concezioni di "mondi migliori" diversi potessero convenire, potessero così rappresentare un vero nucleo unificante per una organizzazione limpidamente e coerentemente dd che dovrebbe rivolgersi a tutti i cittadini . Senza entrare nel merito quindi dell'uso che se ne dovrebbe poi fare dell'ipotetica struttura dd, perchè tanto questo lo avrebbe appunto poi deciso il popolo.
Mi sono reso conto che questo livello generale, valido per tutti è in realtà non vero, non esiste, anzi al limite quasi antidemocratico.
In realtà qualsiasi proposta noi possiamo fare, anche quella che a noi può apparire la più trasversale, è soggetta a essere giudicata come parziale. Qualsiasi proposta di trasformazione istituzionale, anche la più "asettica", (cioè sfrondate di tutte le componenti specifiche di cui sopra) è sempre una proposta in qualche modo a sua volta specifica, soggetta a una diversa valutazione ad un grado di accordo affatto universale, e, a ben vedere, sempre rifletterà una qualche visione del mondo criticabile e opinabile da qualche altra visone del mondo.
A ben guardare gli stessi principi sintetici e non, messi a fondamento dello statuto sono soggetti alla stessa opinabilità, se non altro riguardo alla loro formulazione linguistica ed essi stessi sono frutto specifico, benché largamente condiviso. E, nel tempo, potrà benissimo emergere una qualche altra formulazione che meglio soddisferà l'idea che ciascuno di noi ci vede dentro.
Propongo quindi:
che OGNI punto del programma sia presentato accompagnato da tre numeri che esprimano la quantità di consensi, dissensi e astensioni dei membri dei DD attorno al punto stesso;
che vengano mantenute in elenco anche le proposte non approvate ma che superano un certo grado di consenso (per es. il 10%)
Sul wiki del programma ogni numero (e %) potrebbe essere in realtà un link al relativo elenco dei membri che esprimono quel voto cui ciascuno dei membri può aggiungere o levare il proprio nome.
In questo modo raggiungiamo alcuni obbiettivi:
1) Evitiamo le questioni di lana caprina intorno a ciò che è o non è correlato alla sovranità, perché in qualche modo ogni proposta in sé lo è; così come le altrettanto caprine questioni su ciò che è specifico e ciò che non lo è.
2) Evidenziamo a tutti coloro che si avvicinano che siamo consapevoli di non stare indicando le tavole della legge, ma soltanto le idee, anche mutevoli e cangianti, dei membri dei DD rappresentative non di verità universali ma semplicemente delle volontà dei membri dei DD.
3) Diamo visibilità immediata al fatto che chi entra potrà influenzare quelle percentuali col proprio contributo secondo la propria personale visione del mondo.
4) Evidenziamo che "universale" o "trasversale" è solo un concetto approssimato, a cui si è più prossimi quanto più alta sarà la percentuale di consensi.
5) Forniamo a tutti una immagine trasparente di cosa siamo e vogliamo ad un dato momento x.
6) Definiamo una linea politica che gli incaricati (portavoce, presidente, segretari ecc) hanno sott'occhio in ogni momento per comportarsi conseguentemente nei casi in cui la loro azione si dovrà svolgere in delega dei membri stessi avendo anche un idea del consenso specifico relativo ai singoli punti.
7) Evitiamo di dare ai punti tutti lo stesso peso e valore anche come immagine, cosa che non sarebbe evitabile con la semplice suddivisione per categorie generali e specifiche e la nozione semplice di approvato o respinto.
8) Diamo un immagine pluralista perché consentiamo anche a pareri pochissimo condivisi di avere comunque visibilità, implicitamente affermando che le cose potrebbero sempre cambiare in un secondo momento.
9) Non utlimo, manteniamo semplicità di esercizio, cosa che se dovessimo metterci a discutere su quello che è generale o trasversale e quello che non lo è non avremmo, perché ci perderemmo in infinite discussioni e diatribe; così invece manteniamo anche la struttura e le regole del wiki simile all'attuale.
Potrei utilizzare la procedura del silenzio/assenso per fare già questi cambiamenti e aspettare dopo le reazioni, ma in questo caso, aspetterò prima le reazioni.
Saluti,
pino.


