Ciao a tutti,
Oggi voglio proporre un idea, un iniziativa, che potrebbe portare linfa al movimento democratico diretto e creare sincretismi interessanti.
Vorrei parlare un po di Pirat Partiet, il partito degli hacker che è nato a gennaio 2006 in Svezia e che ad oggi conta varie filiali (piu o meno operative..) in numerosi paesi fra cui l'italia.
Per una presentazione generale si veda l'articolo uscito su Indymedia
Questa gente - è risaputo da chi la bazzica - è fondamentalmente anarchica, sono tecnicamente ed eticamente competenti, ma dal punto di vista politico ancora immaturi e inesperti, diffidano della politica per via della implicazioni formali che comporta. sono ancora degli istintivi, Anche se al loro interno c'è qualcuno che si sente pronto, questo post-appello mi ha ricordato vagamente le analisi di Pino riguardanti il movimento DD con le sue spaccature anarchice di allora:
Ovviamente è una provocazione, ma ci penso da un po' e mi piacerebbe
avere il punto di vista di qualcun altro e soprattutto qualche
opinione schietta.
Supponiamo per assurdo che il Partito Hacker esista.
Sì, lo so che gli acari sono anarchici, che non esiste nemmeno il
concetto di partito per chi deve essere libero, che ogni partito o
associazione è la morte del libero pensiero etcetcetc.. Non importa...
Blicero, P@sky e Uomonero, per una volta non datemi addosso ma giocate
con me...
Dicevamo... Il Partito Hacker (PH per brevità d'ora in poi) esiste.
Non solo, ma si è presentato alle elezioni ed ha addirittura superato
la quota di sbarramento, ottenendo un modesto ma effettivo
riconoscimento della sua validità... Diciamo che ha un seggio in
senato e tre/quattro alla camera, magari qualcosa in più... E che
magari ha anche un EuroDeputato.
Quindi il Partito Hacker esiste ed è stato votato da un consistente
numero di elettori (compatibilmente con le esigue quote che abbiamo
detto prima).
Ora, mi domando:
1) Di che coalizione fa parte?
Sicuramente si è presentato con uno schieramento. Ipotizziamo abbia
fatto le cose "in modo normale" e quindi si sia legato a questo o
quest'altro partito in occasione delle elezioni. Qualcosa come
Pannella nelle ultime elezioni, giusto per intenderci.
A che schieramento è legato? E' sinistra moderata? Destra moderata?
Radicale? Bossiano? Fa capo a FN?
2) Chi sono i suoi elettori?
Ha riscosso consensi tra i duri e puri della Sikurezza (no puns
intended =]) oppure ha conquistato la massa delle persone con
argomenti che hanno convinto abbastanza per fare votare? E' demagogico
e guidato da un forte leader oppure è un movimento che parte dal basso
di alcune primarie e che si è insediato perché le persone che lo
dirigono sono amici dei votanti (lo vedo improbabile):::
3) Ha una figura demagogica?
Ha un leader? Un esponente di spicco? Che tipo è? E' affabile e
convincente? E' duro ed oltranzista? E' un Bossi o un Rutelli? E' un
Berlusconi o un Bertinotti? Grida o convince? Incattivisce o predica
il consenso?
4) Quale è stata la linea di programma?
Il PH ha vinto chiedendo l'abolizione di ogni reato ed è stato votato
dai Pedofili che vogliono la navigazione libera? Ha vinto promettendo
di elimiare il DRM o al contrario ha convinto chiedendo un utilizzo
consapevole, una attenzione alle dinamiche e magari maggiore
informazione? Ha convinto eliminando i diritti della Siae oppure
esortando l'utilizzo del software OpenSource nelle PPAA?
Ha convinto o attirato? Ha fatto promesse irrealizzabili (via il
balzello Siae! Via le pene sulla duplicazione!) oppure ha fatto
proposte concrete (adozione nelle PPAA di software NON oper sono in
mancanza di offerte OSS, obbligo di porre sotto OSS qualunque prodotto
o studio realizzato dalle PPAA).
5) (ultima, giuro) Che altre linee ha perseguito?
Ha seguito la sola strada digitale oppure ha affiancato altre forme di
liberalismo o anche solo di ecologia? Ha proposto l'utilizzo di mezzi
alternativi (come Critical Mass di inventati) e la realizzazione di
parchi pubblici? Ha incentivato la ricerca nelle università italiano
per migliorare il nostro apporto tecnologico al mondo ed evitare la
figa di cervelli? Ha demilitarizzato? Come si è posto sulle questioni
delle guerre?
Non so, mi sembrava un buon argomento di riflessione, ma vi prego di
non farlo divenire in alcun modo una "intifada" su qualunque tema. Mi
piacerebbe parlarne come persone civili e soprattutto NON in modo
speculativo. Tenete presente la frase iniziale: IL PARTITO HACKER
ESISTE E HA UNA QUOTA DI PARLAMENTO. Deve anche (ovviamente)
sopravvivere nel mondo della politica e quindi interfacciarsi con
altre forze e a volte venire a compromessi....
Con queste ferree promesse spero qualcuno si divertirà a farmi
partecipe delle sue idee (magari anche in privato).
Ciao a tutti.
MgpF
Notare la cautela con cui osa proporre una discussione sul paritto, questo è molto emblematico, ed è un deja-vu per molti di noi che hanno partecipato ad eseprienze del passato.
Mi sono chiesto se però, all'interno di questo mondo underground che si rifa ala rete e alle tecnologie informatiche, esista un elaborazione politica altrettanto matura. La risposta è stata affermativa,
ho trovato lo statuto della sezione italia del pirat partiet, per "brevità" ne riporto solo le parti emblematiche (ma potete leggerlo tutto) ed evidenzierò le parti signifcative:
Art. 7. Assemblea dei Soci
L’Assemblea dei Soci è sovrana; essa è costituita dai Soci in regola con il pagamento della quota associativa qualora questa sia stabilita come da art. 5 ed è presieduta dal Presidente, in mancanza dal Vicepresidente e, in mancanza di entrambi, l’assemblea nomina il proprio Presidente. Il Presidente provvede alla nomina di un Segretario, incaricandolo della redazione del verbale di assemblea, che dovrà essere firmato dal Presidente e dal Segretario.
L’Assemblea dei Soci è convocata dal Presidente in seduta ordinaria almeno una volta l’anno; è convocata in seduta straordinaria ogni volta che il Presidente ne ravvisi la necessità. Deve essere ugualmente convocata in seduta straordinaria entro sessanta giorni dalla richiesta ogni qual volta lo richiedano un terzo del Consiglio Direttivo o due terzi dei Soci ; la richiesta deve essere fatta per iscritto al Presidente e deve indicare esplicitamente i punti che si richiede di mettere all’ordine del giorno.
L’Assemblea si intende validamente convocata con l’invio di comunicazione a tutti gli aventi diritto; tale comunicazione, da effettuarsi almeno trenta giorni prima della data di convocazione, mediante posta ordinaria, elettronica o fax, deve riportare l’ordine del giorno.
L’Assemblea è legittimamente costituita in prima convocazione quando risulti presente la maggioranza assoluta dei Soci, in seconda convocazione qualunque sia il numero dei Soci presenti; tra la prima e la seconda convocazione deve trascorrere almeno un’ora.
I Soci possono essere rappresentati da altri Soci mediante delega scritta; ogni Socio può essere al più latore di due deleghe.
L’Assemblea delibera a maggioranza semplice a scrutinio palese.
Per le modifiche statutarie e l’eventuale scioglimento dell’Associazione, le cui proposte devono essere presentate alla Presidenza entro il mese di marzo di ciascun anno, e comunicate ai Soci insieme alla convocazione dell’Assemblea straordinaria, è richiesta la maggioranza assoluta degli aventi diritto al voto. Le modifiche statutarie e le proposte di scioglimento dell’Associazione e della conseguente destinazione del patrimonio Sociale, vengono deliberate a scrutinio segreto.
Art. 8. Funzioni dell’Assemblea
L’Assemblea delibera sugli indirizzi generali dell’attività dell’Associazione; discute e approva la relazione annuale del Presidente nonché ogni questione ad essa sottoposta dal Presidente di concerto con il Consiglio Direttivo ed iscritta all’ordine del giorno.
L’Assemblea provvede alla elezione dei membri del Consiglio Direttivo, del Collegio dei Probiviri, all’approvazione delle proposte del Consiglio Direttivo relative alla scelta dei temi e delle sedi nelle quali si espleta l’attività dell’Associazione.
Le deliberazioni dell’Assemblea, sono pubblicate in specifica area - protetta da password - del sito internet dell’Associazione.
L’Assemblea fissa le quote associative su proposta del Consiglio direttivo e approva annualmente i rendiconti economico e finanziario preventivo e consuntivo redatti dal Tesoriere ed approvati dal Consiglio Direttivo.
Art. 9. Consiglio Direttivo
Il Consiglio Direttivo è formato da cinque Soci eletti a scrutinio segreto dall’Assemblea, attraverso l’espressione di tre preferenze su scheda elettorale.
I membri eletti durano in carica tre anni e sono immediatamente rieleggibili solo per un secondo mandato.
Il Consiglio Direttivo elegge nel proprio seno:
a) il Presidente, che rappresenta l’Associazione, convoca bimestrale il Consiglio e lo presiede;
b) il Vicepresidente, che sostituisce il Presidente in caso di impedimento;
c) il Segretario, che redige e conserva i verbali delle riunioni del Direttivo;
d) il Tesoriere, che cura la riscossione delle quote Sociali e di ogni altra entrata, amministra il patrimonio dell’Associazione, organizza ed esegue i pagamenti e redige il bilancio annuale.
Qualora siano cessati dal Consiglio almeno tre dei componenti originari – quali che ne siano i motivi – il rinnovo del Consiglio è anticipato rispetto alla sua scadenza naturale e le elezioni debbono svolgersi non oltre sei mesi dalla cessazione del terzo componente.
Art. 10. Funzioni del Consiglio Direttivo
Il Consiglio Direttivo:
1. delibera a proprio insindacabile giudizio l’ammissione dei Soci;
2. attua le deliberazioni dell’Assemblea in merito agli indirizzi generali dell’Associazione;
3. pone in essere ogni azione di governo dell’Associazione;
4. convoca l’Assemblea in sessione ordinaria e straordinaria;
5. redige e approva i bilanci preventivo e consuntivo.
6. attribuisce compiti di consulenza o d’istruttoria a Soci singoli o riuniti in apposite commissioni. Tali compiti vengono espletati in forma gratuita dai Soci.
Il Consiglio è presieduto dal Presidente, in sua assenza dal Vicepresidente e, in assenza di entrambi dal più anziano dei presenti.
Il Consiglio coadiuva il Presidente nel governo dell’Associazione, deliberando su tutti i rapporti contrattuali che impegnino l’Associazione di fronte a terzi e concertando con il Presidente tutte le nuove iniziative che non fossero state oggetto di deliberazione da parte dell’Assemblea e che in corso di mandato si rendessero necessarie. Il Consiglio può riunirsi tramite il mezzo di telecomunicazione più idoneo. Le deliberazioni del Consiglio, sono rese pubbliche mediante pubblicazione in area protetta da password del sito dell’Associazione.
L’elettorato attivo è esercitato dai Soci che abbiano anzianità associativa minima di tre anni e, in prima applicazione, dai Soci sottoscrittori dell’atto costitutivo dell’Associazione.[...]
A parte qualche punto discutibile, come l'insindacabilità dell'opinione del cinsiglio direttivo riguardo l'ammissione dei soci e cose come il diritto al voto solo per soci con anzianità minima mi sembra che i pesi fra l'assemblea dei soci e il consiglio direttivo pendano nettamente a favore dell'assemblea, determinando quindi le basi della sovranità dal basso. Lo stesso statuto oltretutto è modificabile dal basso con il voto favorevole dei 2/3 dei soci.
Va bene, in sintesi tutto questo discorso ed ampia introduzione per arrivare a dire che, sostanzialmente, loro hanno qualcosa che manca a noi e noi abbiamo qualcosa che manca a loro.... mi spiego, loro hanno dalla loro parte il fascino underground mentre noi abbiamo la maturità politica, ma le istanze sono le stesse, la filosofia la stessa.... io credo che se decidessimo di trovare qualche modo per avvicinarli, in futuro forse una partership potrebbe giovare.
I Democratici diretti sono tutto tecnicismo politico e niente apparenza, l'ho detto gia in precedenza, che non siamo ne populisti ne popolari... se mi si permette una immagine siamo come uno di quei manichini medici spaccati a metà dove si vedono gli organi interni, si molta trasparenza ma esteticamente inguardabile, dobbiamo anche saperci vendere, e per istanze all'avanguardia come le nostre una veste undergound credo che potrebbe essere l'idea.
parliamone.




intervista a Rickard Falkvinge fondatore del Partito dei Pirati svedese:
http://www.generazioneblog.it/2006/08/28/la-mia-video-intervista-a-ricka...
"La vita, la libertà o la proprietà
di nessun uomo sono al sicuro
mentre è riunito il parlamento"
G.J.Tucker
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"Sii il cambiamento che vorresti vedere nel mondo"