Quando ho votato nell'aprile del 2006, ho votato sapendo che sarebbe finita. Non sapevo quando, ma lo sapevo. La degenerazione partitocratica aveva già raggiunto il suo minimo relativo con il governo Berlusconi II e oggi, con la caduta di Prodi, penso si sia raggiunto il minimo assoluto.
Non v'è alcuna alternanza politica, qui si vota semplicemente per il meno peggio; tuttavia la memoria storica è assente giacché, di legislatura in legislatura, le persone sono sempre le stesse; i porci restano sempre nel loro, di oro addobbato, porcile. Tutti li tempi tornano, li uomini sono sempre li medesimi (scriveva Macchiavelli nel Cinquecento) ed il debito s'impenna! Milleseicentouno miliardi di euro: un debito immenso che non potremo mai colmare, mentre loro si permettono di fare nuove elezioni, per eleggere, sì sì, è tutta colpa nostra lo so, un altro delinquente che farà il suo comodo fin quando potrà.
Noi siam giovani ci dicono, dobbiamo iniziare a muoverci. Ma che iniziare? Questa è la fine! È impossibile ormai raddrizzare la situazione! La nostra, così detta, classe dirigente è incompetente, criminogena e pensa solo a tener stretta la poltrona. Il principio di divisione dei poteri, ereditato dalle rivoluzioni borghesi di duecento anni fa, son solo materia scolastica, giacché in realtà non esistono più. La magistratura non può operare liberamente perché il potere politico, neanche esistesse realmente, legifera per il tornaconto personale, di parenti, amici e conoscenti. Il walfare state, sanità, istruzione, scuola, forze dell'ordine, vivono continui tagli, mentre i politici s'aumentano lo stipendio. E nel passato le cose potevano cambiare, infatti, la costituzione era molto meno rigida, tanto che il parlamento poteva modificarla normalmente, [ci sarebbe da disquisire non poco sul sistema bicamerale e sulla sua praticità ad uso dei potenti] mentre oggi è stata (fortunatamente?) resa inviolabile, poiché data la libertà a taluni rappresentanti politici, loro la stravolgerebbero secondo l'umore della giornata, per schivare denunce e sentenze. Ma dov'è lo stato di diritto? E poi, ancor più grave, dov'è la democrazia? Potere al popolo? C'è qualcuno che percepisce una qualche sorta di reminiscenza di potere? Oh sì, certo, abbiamo la possibilità di votare e di scegliere chi dovrà rappresentarci, ma è questa la rappresentanza che vogliamo?
Questa mia polemica, gettata giù con un colore indefinito ed impressa come su sterco di vacca, non vuole assolutamente seguire la direzione sempre eguale e costante delle critiche politiche, la mia non è una critica, la mia è semplicemente la manifestazione letteraria, se me lo permettete, della vergogna. Vergogna di essere italiano; di aver taciuto fino ad oggi; vergogna e tristezza per quello che sarà, e che è già stato, e che mai potremo fermare; io ho vergogna di me stesso e di quello che mi hanno fatto diventare: ci hanno prosciugato le speranze, non abbiam più nulla a cui ambire, siam la generazione dei burattini tecnologici, ma filo guidati da noi stessi; siamo la fine di un'era.
Non sono contro la democrazia, anzi, sono il più fervente democratico che il mio condominio possa annoverare, ma io credo nella democrazia, quella vera, e noi oggi, grazie e per colpa loro, abbiamo il dovere morale verso noi stessi, non son così smielato da dire “verso i nostri figli,” di impedire che lo scempio si perpetui nuovamente, infinitamente. Bisogna assolutamente fermarli! Dobbiamo cambiare modo di pensare. Dobbiamo applicare quel appena percepito principio deterministico che ci porti alla volontà reale, nonché alla capacità, di cambiare il corso degli eventi in virtù dell'esperienza ridondante del passato.
Mi sento male, ve lo giuro, provo un dolore fisico a vedere e sentire le notizie dal mondo. Notizie imperialistiche che mi riducono a semplice automa: vivi, dormi, vivi, dormi, muori. Io volevo la democrazia di diretta, non ho mai attivamente partecipato al sito, ma vi seguo da un po', in maniera silente. Sinceramente credevo le cose non fossero così terribili come io stesso le dipingevo, e qui v'è della malizia, ma non importa; tuttavia è la fine. Non nego che ho avuto modo di non allinearmi ad alcune proposte che ritengo inutili e, sostanzialmente, fatte tanto per fare: la moneta per esempio. Insomma ragazzi, qui si tratta di cambiare il paese e non di giocare a fare lo Stato. Io non so, ma lo farò! Per forse la prima volta nella vita prenderò una posizione concreta (anche se inutile) aderendo, alle prossime dannate elezioni farsa, all'iniziativa – Io voto DD, - anche se ritengo che la cosa sia dannatamente inutile. Gli echi di questo forse qualcuno di voi già li ha avvertiti, e forse altri mai gli avvertiranno, è chiaro però che non si possa arrivare a cambiare il mondo con le regole del mondo marcio nel quale viviamo.
A.A.A. Cercasi Generale per rivoluzione sociale.
Ridatemi Robespierre ed il suo terrore; ridatemi Napoleone ed il suo sensato imperialismo semi-borghese. Riesumate i mostri del passato, non mi importa! Ridatemi i cattivi, perché questi “buoni” non li voglio più vedere. Non si arriverà mai alla democrazia diretta come evoluzione data dalle contraddizioni dell'oscenità della rappresentanza politica, non ci arriveremo mai... quanto sono triste!!!!!!
Scusate lo sfogo, ma mi sento realmente male.
Un saluto, Michel


