Credo che le problematiche sollevate dal gruppo di arezzo e la presenza fra noi di Federico (che è un membro di entrambi i gruppi), possano dare dare un contributo alla modificazione del nostro statuto per risolvere certi nodi/problemi che ci si pongono se vogliamo che il movimento dd cresca e che noi possiamo fare quanto di meglio per realizzare questa crescita.
Ora, se siete sopravvissuti a questa frase, posso proporvi un ragionamento.
Il problema è in relazione alla necessità di coordinarsi senza rinunciare alla propria sovranità.
Per la verità è un problema che si presenta tutte le volte che un nuova persona decide di cercare di unire i suoi sforzi a quelli di altri dd già "organizzati".
Ma ha una sua specificità anche quando si parla di gruppi di dd cercano di coordinarsi tra loro o di unire i propri sforzi a quelli di altri gruppi già organizzati.
Forse una risposta al problema per i gruppi può venire dall'analisi della soluzione per gli individui. Ovviamente a partire da come io, individuo, "risolvo" la cosa per me. :-)
Noi non abbiamo la "disciplina di partito". A parte il rispetto dello statuto e dei regolamenti. Le decisoni che preferiamo sono quelle che lasciano la libertà di non essere obbigatorie.
Tuttavia abbiamo risorse che mettiamo in comune e su cui rinunciamo alla nostra esclusiva sovranità.
E' sufficiente quindi avere chiaro cosa si mette in comune.
Lo stesso dovrebbe valere per i gruppi.
A scanso di equivoci per gli individui è vero che:
Non si mette in comune la sovranità delle scelte individuali sul voto.
Non ci sono obblighi sul singolo iscritto che non siano da lui accettati esplicitamente e individualmente.
Credo che lo stesso dovrebbe valere per i gruppi.:-)


