Sul caso Eluana (4026 battute)

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pietromuni
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Iscritto: 03/04/2008
Sul caso Eluana (4026 battute)

NOTA: Qualcuno forse penserà che il caso Eluana sia fuori posto in un sito sulla democrazia. Io credo invece che costituisca un ottimo spunto per riflettere sui diritti della persona.

Caso Eluana. Occorre cambiare prospettiva
Il libro appena pubblicato di Maurizio Mori, presidente della Consulta di bioetica onlus, dal titolo Il caso Eluana Englaro, mi induce a questa breve riflessione. Mori parla di due importanti paradigmi culturali che dominano attualmente il campo della bioetica in Italia. Il primo, e più antico, è il paradigma ippocratico-ecclesiale. Esso affonda le proprie radici nella tradizione della medicina ippocratica e del cristianesimo romano e sostiene che la vita è sacra e sempre buona, e perciò l’uomo ha il dovere di preservarla, tranne casi eccezionali, come la legittima difesa o lo stato di guerra. Applicato al caso di Eluana, questo paradigma stabilisce che è moralmente riprovevole negarle «pane e acqua» e condannarla così ad una morte orribile. Il secondo, e molto più recente, paradigma, che chiamerò laico-moderno, si appella alle conquiste in tema di diritti umani degli ultimi decenni ed esige “un ampliamento dell’autonomia e dell’autodeterminazione” della persona. Applicato al caso di Eluana, questo secondo paradigma stabilisce che “è lecita la sospensione della terapia nutrizionale che la tiene in vita ed è lecito lasciare che Eluana si spenga”. Così concepita, la vicenda di Eluana rassomiglia ad un campo di battaglia dove i due paradigmi, prendendo a pretesto il caso, si sfidano non con l’obiettivo di risolvere la questione nell’interesse di Eluana, ma per la propria affermazione.
Personalmente, trovo questo quadro di uno squallore morale talmente ignobile da dovere scuotere le coscienze e indurci a trovare un altro modo di porci davanti ad un essere umano che si trova in stato vegetativo permanente (SVP), una «terza via», insomma, che, peraltro, non è affatto difficile da individuare e che consiste, a parer mio, nell’applicazione dello spirito del nostro ordinamento giuridico vigente. Non dovremmo fare altro che partire dai principi bioetici del consenso informato e del testamento biologico, che, a loro volta, si muovono sulla scia dell’art. 32 della Costituzione, che recita: “Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”. Secondo lo spirito delle legge operante del nostro paese, Eluana ha il diritto di decidere se accettare o meno il suo SVP e l’alimentazione forzata che la tiene in vita. Purtroppo, Eluana non è in grado di esprimere alcuna volontà. Ed è questo il vero nodo del problema. Ora, di norma, quando un soggetto è incapace di intendere e di volere, lo si affida a qualcuno che possa decidere per lui. Questo principio non può non valere anche nel caso di Eluana, perché, in un modo o nell’altro, qualcuno deve decidere se mantenere o rimuovere il sondino che la conserva in vita. Sono queste le due uniche opzioni. Non ce ne sono altre. E non si può fare a meno di decidere.
Ora, partendo proprio dai diritti che la legge riconosce ad Eluana e preso atto che la ragazza non è in grado di decidere autonomamente, non dovremmo fare altro che chiederci chi sono le persone più indicate a interpretare la sua volontà e nominare un tutore che decida per lei. Affidare il destino di Eluana all’esito dello scontro campale di due paradigmi culturali si traduce in uno scontro fra poteri forti e in un atto di prevaricazione sulla volontà della ragazza, oltre che in una ingiustificata mancanza di rispetto della sua persona. Occorre, dunque, cambiare prospettiva e chiedersi: chi è più legittimato a decidere per Eluana? Sono i suoi genitori, che la conoscono e la amano meglio di ogni altro, o è un’autorità dello Stato, politica, giuridica o religiosa che sia? La vicenda di Eluana si può ridurre alla risposta che vorremo dare a questa semplice domanda, e questo è, a mio avviso, il modo più corretto di affrontarla.

Didì

pietromuni
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Iscritto: 03/04/2008
Sul caso Eluana (4026 battute)

Quote:
Visto i fatti di questi giorni su Eluana Englaro, non sarebbe molto più semplice propporre una legge dove è l'individuo a poter decidere quando è ancora nel pieno delle sue facoltà, attraverso un testamento biologico, così da rispettare i suoi voleri nel giorno in cui egli stesso non sarà più in grado di intendere?

La tua osservazione è corretta, ma non risolve i casi che, per una qualsiasi ragione, non hanno espresso alcuna volontà e nemmeno quelli che, pur avendo espresso una volontà, nel frattempo avrebbero potuto cambiare opinione.
Personalmente, credo che non sia affatto necessario che ciascuno di noi esprima un proprio testamento biologico, il che altro non farebbe che intasare di carte il nostro già saturo apparato burocratico.
Per me la questione è molto più semplice: tutte le volte che dovesse verificarsi un caso come quello di Eluana si dovrebbe designare un tutore che possa decidere per lui, una volta che sia trascorso almeno un anno dall'evento, a meno che non siano state espresse precise volontà. Punto.

Una malignità. In questi giorni molti vanno affermando che Eluana è viva e temano che possa soffrire in caso di interruzione di "pane e acqua". Io credo che questi signori intendano che la sfortunata ragazza potrebbe avere delle sgradevoli sensazioni e andrebbe incontro ad una morte orribile. Mi sono chiesto: se queste affermazioni fossero vere, se fosse vero cioè che Eluana è in grado di percepire una condizione di disagio, chissà cosa ha provato in questi 17 anni di vita vegetativa? A quanto mi risulta, questa domanda nessuno se l'è posta. Possibile che a queste persone, che oggi inorridiscono al pensiero di quanto dovrà soffrire Eluana nei prossimi giorni senza "pane e acqua", non interessi cosa abbia provato la stessa in questi 17 anni di agonia?

Didì

speranza
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Iscritto: 20/01/2009
Sul caso Eluana (4026 battute)

Visto i fatti di questi giorni su Eluana Englaro, non sarebbe molto più semplice propporre una legge dove è l'individuo a poter decidere quando è ancora nel pieno delle sue facoltà, attraverso un testamento biologico, così da rispettare i suoi voleri nel giorno in cui egli stesso non sarà più in grado di intendere?
Io riterrei questa possibilità molto democratica.

speranza

speranza
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Iscritto: 20/01/2009
Sul caso Eluana (4026 battute)

concordo pienamente. In fin dei conti il padre a dichiarato più di una volta che la sua battaglia è proprio per arrivare al compimento della volontà della figlia.

speranza

duedipiche
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Iscritto: 14/09/2008
Re: Sul caso Eluana (4026 battute)

Condivido pienanamente il tuo ragionamento e ritengo che siano proprio le persone legate ad Eluana, quelle che la amano, quelle che sono con lei spiritualmente in contatto e percepiscono la sua volontà, cioè i genitori, le uniche ad avere l'autorità ed il diritto a decidere

solo con la solidarietà della Sovranità dei Popoli e non con gl'egoismi di potere delle lobbies, si potrà salvare questo tormentato pianeta.

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