I diritti democratici fondamentali

(Riceviamo dal DD Carlo Marinis e pubblichiamo)

Sovrano è per definizione colui che è dotato del sommo comando, che può decidere su tutto. Il popolo non comanda nulla: nelle democrazie rappresentative può al massimo decidere chi mandare al potere per 4 o 5 anni - scelta obbligata tra una cerchia ristretta di candidati, spesso soltanto due - e dopo non può decidere altro. Se durante quei 5 anni l’eletto non fa il proprio dovere, se emana leggi ingiuste, se costituisce un’oligarchia, se arricchisce solo i ricchi, se diventa “l’uomo forte”, se (come in Argentina nel 2001) prosciuga il denaro pubblico, ecc. ed ha l’appoggio della “sua” maggioranza parlamentare, il popolo non può decidere nulla. È l’impotenza del popolo.

Diventano necessari manifestazioni, proteste, scioperi, ma spesso con scarsi risultati: i cittadini NON hanno lo strumento per esercitare la loro sovranità. Affinché si abbia, occorre realizzarne l’istituzione, ossia i cittadini stessi hanno il diritto e il potere di decidere direttamente loro con effetto esecutivo sulle principali leggi ed esigenze che li riguardano. È la più alta espressione della volontà popolare. Solo a questo punto il popolo è sovrano.

L’uguaglianza democratica delle persone genera l’innalzamento della condizione umana. Chi meglio del popolo stesso conosce quali sono le sue esigenze sociali e le vuole risolvere nel modo più condiviso e razionale? La democrazia siamo NOI: significa che, su ogni cosa, il responso del 50%+1 dei voti espressi dai cittadini è legge esecutiva.

L’EVOLUZIONE DELLA DEMOCRAZIA richiede un modello nuovo, moderno, che sappia guardare al futuro, che renda tutti i cittadini partecipi, con il diritto e la dignità di decidere. Modello che fa risparmiare costi burocratici e di organizzazione enormi, con forti guadagni e vantaggi per i cittadini. Modello che nel corso della rivoluzione tecnologica diventa indispensabile, per il progresso di scambi e rapporti sempre più diretti tra i cittadini e di un’economia sempre più diretta, favorendo il popolo nell’essere sovrano per istituzione. Non si può viaggiare con la diligenza a cavalli quando vi è l’aereo. Con l’automazione del voto e la firma elettronica, le votazioni hanno tempi tecnici brevi e costo zero.

ATTUALMENTE GLI ITALIANI SONO PRIVI DEI DUE DIRITTI DEMOCRATICI FONDAMENTALI, IL REFERENDUM DELIBERATIVO E L’INIZIATIVA POPOLARE SENZA QUORUM, due pilastri costituzionali mediante i quali il popolo può correggere o precedere leggi già votate o da votare in Parlamento e proporne delle nuove. È l’autorità di decidere noi, insieme, sui miglioramenti che vogliamo e di eliminare subito gli errori: QUESTO CI FA LIBERI, è la madre d’ogni diritto.

Oggi nel campo sociale occorrono dei miglioramenti, che spesso i poteri non permettono. Il male sociale è dovuto non ad inettitudine o inefficienza dei cittadini, bensì all’assenza dell’istituzione della sovranità del popolo. LA DEMOCRAZIA (etimologicamente = potere del popolo) SIAMO NOI TUTTI e non solo i delegati.

Ai cittadini non basta più dipendere da tutori, anche se ben disposti.

A un partito non basta più ricorrere all’alchimia delle alleanze conformiste,

non basta più evidenziare sbagli o malefatte dei potenti,

non basta più la decentralizzazione,

non basta più il sistema bipartitico e/o maggioritario ormai poco affidabili,

non basta più proporre alcune riforme, talvolta solo formali,

non basta più fare regole e trattati burocratici,

occorre andare oltre gli schemi anche della propria organizzazione.

Non bastano più persino gli organismi “difensori” delle classi deboli,

Un partito democratico (o un’organizzazione o un movimento) deve portare un messaggio nuovo, universale, che avvince la gente. Un partito è “vicino” ai cittadini se promuove in primis i diritti democratici fondamentali: il riconoscimento A NOI CITTADINI DI CONTARE, I CITTADINI DEVONO ESSERE “FORTI”, QUESTO ATTIRA, I CITTADINI LO COMPRENDONO, QUESTO VINCE! In tal caso un partito sarà forte, sennò farà FLOP - lo dimostrano i partiti (social)democratici tedeschi e francesi - poiché riscuote allora più voti il personaggio più “forte”.

Come spera un partito d’attirare fortemente a sé i cittadini e vincere le elezioni se esso stesso NEGA i diritti democratici basilari e la sovranità del popolo? No a qualunque negazionismo. Non si può ristagnare nelle idee di 60 anni fa, si perde irrimediabilmente l’aereo.

Il popolo non deve essere costretto a fare ciò che pochi governanti o amministratori dicono, ma sono questi che devono fare, con la loro capacità e competenza, ciò che il popolo sovrano vuole! È l’ora che noi cittadini prendiamo coscienza delle nostre possibilità, di essere i compartecipi, i protagonisti della conquista e difesa dei nostri diritti. Sapere è potere, non possiamo restare analfabeti della democrazia diretta; la DD è il diritto di tutti, è il segno dei tempi, la DD s’immedesima con la volontà dei cittadini, la DD è totalmente vicina all’anima del popolo. Abbiamo trovato un tesoro. INVITIAMO CIASCUN POLITICO, CIASCUN SINDACALISTA E CIASCUN GIORNALISTA A SOSTENERE LA SOVRANITÀ DIRETTA.

ITALIANE, ITALIANI E GIOVANI TUTTI! Nulla di quanto viene proposto può diventare legge senza il vostro consenso. Con la democrazia diretta dei cittadini siete voi stessi gli autori delle leggi che devono fare il vostro benessere. Possiamo trasformare l’impotenza del popolo nell’autorità del popolo, accorriamo numerosi, andiamo avanti assieme, per l’emancipazione, per vincere. YES WE CAN, il popolo ricambia.

Abbiamo un credo: che in Italia, in tutte le Nazioni, in Europa e nelle Federazioni di Stati sia riconosciuto il diritto della sovranità dei cittadini. È necessario per generare libertà e pace, benessere generalizzato, un mondo più giusto e unito. Siamo all’alba di una nuova civiltà che permette a ciascuno di decidere assieme alla pari, direttamente, sulle esigenze sociali e sull’avvenire comune. Questa è l’Uguaglianza. Questo vogliamo. Autorità a te, e a te, e a te, e a te insieme.

IL POPOLO DELLA DEMOCRAZIA DIRETTA

Carlo Marinis

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