
Il referendum del 25-26 giugno ha riscontrato un risultato di
notevole partecipazione: il
53,7% degli aventi diritto al voto si sono recati alle urne per porre la croce sulla scheda.
Un livello di affluenza
mai raggiunto negli ultimi appelli referendari. Solo nelle votazioni del 1999 si arrivò al
49,6% mentre in quelle del 1997, del 2000 e del 2001 si superò di poco il
30%; nel 2003 e l'anno scorso solamente il
25,5% e il
25,7% degli aventi diritto, facendo così fallire la votazione per
mancato raggiungimento del quorum.
La consulta popolare sulla modifica alla seconda parte della Costituzione non prevedeva il raggiungimento del quorum, circostanza questa da sempre ben vista dai sostenitori della democrazia diretta che invero ha prodotto due grandi risultati:
nessuno ha predicato l'astensionismo tra gli elettori con lo scopo di sabotare la votazione e i
cittadini invece sono stati
stimolati a partecipare ad una decisione che sentivano importante.
Ci auguriamo che esperienze come questa rendano palese a tutti quanto sia
controproducente un quorum alto e traccino la strada per le votazioni alle quali gli italiani saranno chiamati in futuro.