Cos'è la democrazia diretta? Francesco

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 Che cos’è la democrazia?
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\\ **La democrazia è un sistema politico in cui il potere decisionale è diviso in parti uguali ed inalienabili tra tutti gli aventi diritti politici**.

\\ Questa definizione è di per sè esaustiva, ed in una cultura dove ci fosse una consapevolezza, anche minima, del significato di questa parola, non ci sarebbe bisogno di aggiungere altro. Tuttavia il significato fasullo che ha assunto nella nostra cultura proviene dall’uso retorico e propagandistico che ne è stato sistematicamente fatto da parte dei poteri e dei regimi avversi alla democrazia, che si sono succeduti nel nostro ed in altri paesi.
Per questo motivo è utile fare uno sforzo per riappropriarci del suo significato.

\\ Democrazia è quindi l’esercizio del potere decisionale distribuito in parti uguali tra tutti gli aventi diritti politici.
\\ Questo può richiedere alcune precisazioni allo scopo di fugare la grande confusione che è stata creata, sia volutamente che per ignoranza, intorno alla parola. Ne elenco alcune:

\\ 1)
Quando si parla di diritti politici in democrazia, questo significa solo una cosa: **esercizio di un potere decisionale quantificato in modo esatto, non ambiguo e non soggetto a privata interpretazione**.
\\ In democrazia la quota di potere decisionale spettante ad ogni persona avente diritti politici, è esattamente uguale a quella spettante a chiunque altro (nessuno escluso). Ciò significa che in un sistema politico democratico non possono esserci persone con potere decisionale maggiore di altri.
\\ Quindi la parola ‘democrazia’ ha un significato preciso e non opinabile, così come non è opinabile il significato di altre parole comuni, come per es. ‘sedia’ o ‘tavolo’.
\\ La democrazia è pertanto esclusivamente un sistema di potere politico. Non è il paradiso in terra, non è la perfezione (che comunque non appartiene a questo mondo), non è il rimedio per tutti i mali, non è la ricetta per ottenere la felicità.
\\ Grande fonte di confusione ed ignoranza è l’associazione della parola ‘democrazia’ con altre che nulla hanno a che farci (almeno direttamente). Ne elenco alcune che vanno per la maggiore:

\\ a) ‘uguaglianza’
\\ L’unica uguaglianza associabile alla democrazia è quella relativa al potere decisionale. Per il resto la democrazia non ha niente a che vedere con l’uguaglianza. Pertanto la democrazia non presuppone uguaglianza economica, sociale, fisica né di altro tipo.

\\ b) ‘solidarietà’
\\ Non c’è nessuna relazione con l’altruismo, la generosità, la compassione, l’amore per gli altri o per la natura, etc. Tutte queste cose possono anche avere un valore in sè, ma non sono democrazia.

\\ c) ‘voto’
\\ La delega in bianco di potere decisionale è per definizione rinuncia ed alienazione del proprio potere decisionale a favore di un altro, cui affidiamo il ruolo di nostro padrone/tutore. Questo comportamento è simile a quello delle puttane che si scelgono un protettore/difensore che immancabilmente diventa il loro sfruttatore/aguzzino. Così come gli sfruttatori depredano regolarmente le prostitute, allo stesso modi i cosiddetti ‘rappresentanti del popolo’ depredano sistematicamente i loro ‘rappresentati’. Ciò viene fatto in vari modi, tra cui quello più visibile alla maggior parte delle persone è l’autoattribuzione di uno ‘stipendio’ del tutto arbitrario, costituito dal denaro delle persone che dicono di ‘rappresentare’. Le persone che pagano questo stipendio (gli elettori) sono totalmente esautorate da qualunque decisione relativa all’ammontare dello stesso. Il sistema di potere attuale consente questa assurdità e latrocinio: il datore di lavoro (l’elettore) non ha nessuna potere decisionale in merito allo ‘stipendio’ da dare al proprio dipendente (l’eletto). In democrazia ciò non sarebbe possibile.

\\ d) ‘partecipazione’
\\ Democrazia non è partecipazione nel senso che spesso si dà a questa parola, ma esercizio di un potere decisionale. Non si tratta quindi di promuovere momenti di socialità, spesso scenograficamente imponenti e celebrativi per chi li organizza. I regimi gerarchici sono quelli che hanno teorizzato e realizzato questa idea di ‘democrazia’ attraverso la convocazione del popolo in grandi manifestazione di massa, che sono le occasioni in cui i gerarchi (di ieri e di oggi) si autocelebrano. La stessa cultura la ritroviamo oggi nei sindacati e nel regime dei partiti che convocano le ‘masse’ a ‘manifestazioni’ e ‘feste’ dove si fa di tutto (canzonette, teatro, balli e intrattenimenti vari) eccetto che occuparsi della vita reale della gente. La stessa ideologia la ritroviamo anche nelle adunate che pretendono di raccogliere interi settori dell’umanità (per es. ‘i giovani’); questa pratica, inaugurata dal regime fascista e nazista, è stata ripresa ed affinata dai gerarchi del clero cattolico.

\\ e) ‘opinione pubblica’
\\ Secondo il sentire comune l’opinione pubblica dovrebbe essere il surrogato della inesistente ‘decisione pubblica’. La pratica di sondare l’opinione pubblica consiste nel proporre delle alternative preselezionate, scelte dal regime al potere, alla ‘gente’ intesa come campioni di biomassa amorfa. I ritorni di questi sondaggi servono al regime per affinare i propri strumenti di controllo sociale, che oggi si esprime soprattutto attraverso la quotidiana propaganda televisiva.
\\ Nelle democrazie ‘l’opinione pubblica’ non ha ragione di esistere in quanto la gente esprime direttamente il proprio potere decisionale, e quindi non ha senso chiederle che ne pensa delle varie questioni.

\\ f) ‘libertà’
\\ Questa è una delle parole più abusate e sovrapposte a ‘democrazia’. La democrazia è un fatto obbiettivamente determinabile. E’ un fatto tecnico. La libertà non può essere definita obbiettivamente nè univocamente. Ogni persona può dare la sua definizione. Per es. libertà può significare assenza di vincoli: in questa accezione nessuno è libero, se non altro perché dispone di un corpo materiale soggetto ad innumerevoli limitazioni, tra cui malattie e morte. Per questo motivo i regimi antidemocratici sono quelli che usano sistematicamente la parola ‘libertà’. Dato che si tratta di una cosa intangibile, può essere solo oggetto di parole, e le parole sono la materia prima di cui è fatta la propaganda, di cui sistemi antidemocratici si servono in modo continuativo e massiccio, per perpetuare il proprio potere.

\\ g) ‘democrazia rappresentativa, non rappresentativa, diretta, indiretta, etc’
\\ Oltre ai casi già visti c’è un ulteriore fonte di confusione derivante dalla proliferazione degli attributi che vengono affiancati alla parola democrazia. Anche in questo caso, i regimi totalitari fanno largo uso di queste pseudo distinzioni per giustificare il proprio potere. Ovviamente il significato di democrazia è uno solo. Ciò che può cambiare è il modo di realizzarla; gli strumenti usati per fare in modo che gli aventi diritti politici possano esercitare la propria quota di potere decisionale. Se ciò non si verifica (come è ovvio nel caso di esproprio di tale diritto a favore di un fantomatico ‘rappresentante del popolo’), non esiste alcuna democrazia.

\\ L’elenco potrebbe continuare ma è sufficiente a dare un’idea della confusione che c’è. Qualunque proposta seria di democrazia deve necessariamente rimuovere preliminarmente questa confusione.

\\ 2)
Essendo la democrazia un sistema politico in cui il potere decisionale è distribuito in parti uguali, l’unica decisione che non è ammessa in tale sistema è quella di rinunciare al proprio potere decisionale per creare un altro tipo di sistema politico in cui il potere decisionale non è più distribuito in parti uguali, perché in questo caso il sistema politico non sarebbe più democratico.
\\ Ciò significa, tra l’altro,che la parola ‘democrazia’ non può in alcun modo essere associata in modo non ambiguo con la parola ‘voto’, che solitamente è un atto di delega (e quindi di rinuncia) al proprio potere decisionale. Il sistema di potere che c’è in Italia spaccia la parola ‘voto’ per sinonimo di ‘democrazia’. Ma tutte le persone pensanti dovrebbero facilmente rendersi conto che ciò non è vero, né logicamente, né storicamente.
\\ Il fascismo, il nazismo ed altri sistemi politici nefasti (e sicuramente totalmente antidemocratici) del recente passato e del presente si sono impadroniti del potere grazie al voto popolare. Gli aventi diritto politico hanno, in questi casi, deciso di scegliere un capo (un gerarca) cui affidare tutto il potere decisionale. I gerarchi dei regimi ricordati si chiamavano duce e fuhrer; i gerarchi di oggi si chiamano leader: le 3 parole hanno esattamente lo stesso significato (‘condottiero’ in lingua italiana, tedesca ed inglese, rispettivamente).

\\ 3)
In sintesi, per realizzare un sistema di potere democratico è indispensabile avere ben chiaro cosa significa la parola democrazia. La consapevolezza di cosa questa sia è il necessario presupposto per tentare di realizzarla in pratica.
\\ Per nostra fortuna la democrazia come sistema politico non è un utopia, né una categoria dello spirito, ma è già stata storicamente realizzata. In uno dei contributi sul sito c’è un riferimento alla Svizzera. Mi sembra un buon punto di partenza, per chi voglia imbarcarsi nell’improba impresa di proporre la democrazia in Italia.

    • Da Paola di Cesena:**
      "Vorrei intervenire su quanto espresso da Francesco in questo documento. Partire dal significato di democrazia ed elencarne le accezioni è utilissimo ma si necessita una precisazione.

Cito Francesco.

""Quando si parla di diritti politici in democrazia, questo significa solo una cosa: **esercizio di un potere decisionale quantificato in modo esatto, non ambiguo e non soggetto a privata interpretazione**.
\\ In democrazia la quota di potere decisionale spettante ad ogni persona avente diritti politici, è esattamente uguale a quella spettante a chiunque altro (nessuno escluso). Ciò significa che in un sistema politico democratico non possono esserci persone con potere decisionale maggiore di altri.
\\ Quindi la parola ‘democrazia’ ha un significato preciso e non opinabile, così come non è opinabile il significato di altre parole comuni, come per es. ‘sedia’ o ‘tavolo’."

E fin qui concordo. Ma poi Francesco prosegue così:

"Grande fonte di confusione ed ignoranza è l’associazione della parola ‘democrazia’ con altre che nulla hanno a che farci (almeno direttamente). Ne elenco alcune che vanno per la maggiore:
\\ a) ‘uguaglianza’
\\ L’unica uguaglianza associabile alla democrazia è quella relativa al potere decisionale. Per il resto la democrazia non ha niente a che vedere con l’uguaglianza. Pertanto la democrazia non presuppone uguaglianza economica, sociale, fisica né di altro tipo.
\\ b) ‘solidarietà’
\\ Non c’è nessuna relazione con l’altruismo, la generosità, la compassione, l’amore per gli altri o per la natura, etc. Tutte queste cose possono anche avere un valore in sè, ma non sono democrazia."

Ebbene qui Francesco si sbaglia. L'uguaglianza e la solidarietà nella loro accezione emotiva non c'entrano con la democrazia, ma nel loro essere finalità oggettiva e non opinabile dello stato, allora c'entrano. Infatti per realizzare quell'esatta quantificazione del potere decisionale che viene definita dalla DEMOCRAZIA, lo Stato deve ottenere per i singoli membri la rimozione degli ostacoli che impediscono oggettivamente il potere decisionale. Diversamente, la persona che riceva una esatta porzione di potere decisionale, ma non, a complemento, la possibilità di accedere alla formazione, alla discussione e all'informazione, ecco che avrà la giusta quota di potere decisionale, senza la consapevolezza di quanto in oggetto al voto.

FAccio esempi di persone che oggi non possono essere votanti consapevoli: persone con poco tempo a disposizione causa lavori massacranti, persone disabili che non accedono ai luoghi pubblici e non percepiscono con pari opportunità testi orali e scritti, discorsi assembleari, pubblici e amministrativi, ragazze-madri o divorziate che gestiscono da sole la famiglia, donne che accudiscono figli e genitori e magari pure lavorano e accudiscono la casa (qui abbiamo un buon 30% della popolazione italiana), malati cronici gravi e coloro che li assistono, pendolari, persone indigenti che prima di pensare alla politica devono riempire la pancia,e infine gli stranieri che parlano una lingua non italofona e quindi non possono comprendere giornali, siti italiani, radio, persone che non sono cittadini a causa della discriminazione delle nostre leggi, ma vivono in Italia da anni, lavorando e pagando le tasse.

COme si vede, tutte queste persone devono essere portate ad un livello accettabile di conoscenza e partecipazione formativa, dando servizi che risolvano priorità vitali per loro e per i loro familiari in modo che possano poi esercitare il voto consapevole.

Dunque la democrazia deve comprendere in sè il concetto di voto consapevole, e rimozione degli ostacoli che ostano al voto consapevole. DIversamente si va incontro a realizzazioni astratte e altamente degeneranti nell'esclusione dal voto NEI FATTI.

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