Cos'è la democrazia diretta? Grini
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====== La Democrazia Diretta ======
La **Democrazia** è stata inventata circa 2500 anni fa da **Clistene nell’antica Atene**. Il termine democrazia deriva dal greco //demos//: popolo e //cratos//: potere, ossia significa governo del popolo. La democrazia non è un concetto cristallizzato, ma può trovare una sua espressione storica nella ricerca continuata per dare al popolo la capacità di governare effettivamente.
Oggi noi daremmo a questo sistema il nome di ‘Democrazia Diretta’ perché sono gli stessi cittadini – non i loro rappresentanti – che vi decidono tutte le politiche. Nella democrazia di Atene tutti gli uomini adulti e liberi decidevano tutte le leggi e le politiche della loro società. Non era però un sistema referendario in cui i cittadini sono chiamati a votare le domande e le proposte fatte da altri.
Ogni cittadino poteva proporre qualsiasi legge o politica, emendarla o discuterla, e votarla !
Oggi ammiriamo ancora le piramidi in Egitto, ma queste non sono qualcosa che noi possiamo usare attualmente.
La democrazia di Atene invece è ancora attuale, sebbene i suoi contenuti e la sua forma siano stati pervertiti fino a diventare irriconoscibili.
La democrazia di Atene ha prodotto le filosofie di Socrate, Platone ed Aristotele. Ha inventato il teatro, il dramma, il gioco di ruolo, la tragedia, la commedia, i testi di Eschilo Sofocle e Aristofane, e il metodo dell’argomentazione logica. Noi oggi usiamo ancora tutto ciò. Tutto ciò fu creato ad Atene, non a Sparta che era lì vicino ma era retta da due re e da un consiglio di anziani. La filosofia, il teatro, la tragedia, il gioco del ruolo, sono nati dai dibattiti pubblici sulle politiche che avevano luogo prima delle elezioni in una piazza chiamata Agorà. Nell’Agorà ogni cittadino poteva esprimere le proprie opinioni. Esisteva addirittura il dovere (chiamato ‘Parhesia’) di esprimersi in pubblico se vi fossero state questioni controverse - il silenzio era punito per legge.
Nella democrazia di Atene non c’erano elezioni. I cittadini affidavano ad alcune persone l’incarico di eseguire le politiche. L’incaricato veniva nominato per estrazione a sorte, non per elezioni. Gli incarichi avevano durata di un solo anno. Nessuno poteva rimanere in carica per due anni consecutivi. Ogni anno le nuove estrazioni incaricavano nuove persone e coloro che lasciavano l’incarico dovevano rendere conto dei loro atti e venivano puniti per le loro mancanze. Il metodo del sorteggio preveniva il formarsi di un’élite ed eliminava la competizione e la corruzione.
Questo sistema differisce decisamente quello che oggi chiamiamo Democrazia. Oggi, ‘Democrazia’ significa eleggere pochi politici a decidere per tutti i cittadini. Ciò contraddice il significato e lo spirito originali della democrazia dove tutti i cittadini decidevano tutte le politiche, senza rappresentanti.
Questo è l’autentico, originario significato della Demos-kratia di Atene.
Da Paola di Cesena:
Vorrei aggiungere una precisazione a questo documento che ben descrive il concetto di democrazia di Atene antica. E' quanto spesso ho sentito affermare nelle varie assemblee dei democratici diretti.
Purtroppo però ad Atene erano escluse dal voto vaste fasce di popolazione (donne e schiavi). La società di Atene non è un buon esempio di quella democrazia che ci auguriamo. I democratici diretti nascono principalmente per vedere attuati obiettivi di equità e giustizia. Dunque tra i principi inviolabili e invalicabili dovrebbe campeggiare che nessuna maggioranza possa mai votare a danno, discriminazione diretta e indiretta, di una minoranza.
La democrazia si realizza dunque quando si riesce a realizzare la partecipazione di fasce deboli e minoritarie che non hanno voce oggi a causa di indigenza (prima riempio la pancia e poi posso occuparmi di politica), dello scarso tempo (problemi di gestione familiare e lavorativa), della scarsa preparazione/formazione (scuola pubblica mazziata), a causa della scarsa informazione (conflitto di interessi, mancanza di testate pubbliche da gestirsi a cura delle associazioni locali), a causa di barriere architettoniche e percettive (diversamente abili), o a causa di malattie disabilitanti (malati e i loro assistenti familiari).
DUnque non mi stancherò mai di ripetere che l'esempio di Atene è distorcente rispetto agli obiettivi della DD e che il movimento dei Democratici Diretti dovrebbe sancire con chiarezza nel proprio statuto come condizioni "sine qua non" che è reato proporre leggi contro minoranze e che i Principi costituzionali italiani sono intoccabili. Bene dice Marco Turco nella stesura dello statuto: le variazioni dell'ordinamento non necessariamente toccano i principi. Secondo me, questa è la strada giusta: cambiare gli ordinamenti, ma mantenere e semmai declinare ulteriormente i principi costituzionali.
Se i Democratici Diretti, assumeranno la salvaguardia dei Principi Costituzionali tra i principi dell statuto, allora avranno un ascolto molto più vasto. FIno a quel momento, difficilmente avranno la mia adesione, ma solo il mio interesse e la mia partecipazione alle discussioni. A presto."